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“Ogni tuo silenzio” di Laura Mercuri

Da Vivianap @vpicchiarelli

Ogni-tuo-SilenzioAndarmene da quella che è stata la mia città per ventisei anni è stato facile. 
Una valigia con le rotelle, una sacca di tela, sono saltata su un treno, e via. 
Che ci vuole, in fondo, se vuoi solo lasciarti tutto alle spalle e un posto vale l’altro, per te? 
Vivevo in un luogo circondato da montagne scabre e e ho scelto altre montagne, lussureggianti e ospitali.
Le prime incombevano su di me come minacce, queste mi circondano come in un abbraccio”.

Grazie alla piccola somma che la madre è riuscita a mettere da parte per lei, Emilia lascia l’Abruzzo per rifugiarsi tra le montagne del nord, in Trentino.
Bren, un paese ai margini delle località turistiche, la accoglie con i suoi boschi e i suoi torrenti impetuosi, ma anche con sguardi che non la abbandonano un istante, pur nell’apparente indifferenza. 
Ma a Emilia non importa, l’unica cosa che desidera è trovare un po’ di serenità nella casetta al limitare del bosco che ha preso in affitto.
Tuttavia, passare inosservati non è così facile, e presto molti sguardi la seguono, diffidenti.
Chi è questa ragazza dai capelli rossi che arriva dal Sud, cosa nascondono i suoi occhi tristi? Per quale motivo Aris, il giovane e solitario falegname del paese, non riesce a staccarle gli occhi di dosso?  
E soprattutto, perché la segue ogni sera fino a casa, nascondendosi come un’ombra fra gli alberi?
Nonostante le prime difficoltà, Emilia riesce a trovare dei lavoretti, prima come commessa in un fioraio, poi nell’unica libreria del paese. E dopo un lungo gioco di sguardi e di incontri appena sfiorati, la ragazza prende coraggio ed entra nel laboratorio di Aris, chiedendogli di creare per lei una piccola libreria.
L’attrazione tra i due è immediata, e il magnetismo che li lega è evidente. Lei con il suo amore per i libri, la sua fantasia, la sua voglia di ricominciare, lui con i suoi silenzi, la sua delicatezza mentre lavora il legno, la sua forza nascosta.
Presto i due comprendono di essere complementari,diversi e identici allo stesso tempo.
Ma se le ombre che da sempre accompagnano entrambi divenissero un ostacolo insormontabile?

L’incontro di due solitudini profondissime che si trovano e si riconoscono. 
Una storia d’amore e di amicizia, dove i silenzi significano comprensione, e la fantasia è l’unica arma per far fronte a una realtà troppo dura da sopportare.

 

Finalmente una storia che esce dai soliti cliché, sebbene non sia riuscita a farmi coinvolgere fino in fondo a causa dell’età dei protagonisti (26 anni, lei e 23 anni, lui). La sensazione che ho avuto è stata quella di una sospensione spazio-temporale: il paesino di montagna, la vita che scorre sempre uguale a se stessa, la diffidenza – a tratti vera e propria ostilità dei residenti – nei confronti della “straniera” Emilia, i silenzi di piombo di Aris e la sua disarmante fragilità. Ecco l’ingrediente nuovo: un protagonista maschile agli antipodi rispetto ai modelli che certa “narrativa” ci ha imposto (tutti a corto di idee?). A partire dal suo fisico, emaciato e ai limiti della magrezza, passando per i colori chiari della sua capigliatura, degli occhi e della pelle, fino alla descrizione di comportamenti per nulla maschi e spavaldi, la caratterizzazione di Aris lascia spiazzati. Così come frastornati lascia la narrazione di queste due solitudini che si aggrappano con forza l’una all’altra per cercare di sopravvivere, anzi. Di vivere. L’unico punto debole, a mio avviso, è questo: quanto può risultare credibile una storia d’amore, con protagonisti così giovani e talmente totalizzante, ai giorni nostri? Va detto, per amor di cronaca, che l’autrice non ci fornisce dettagli tali da permetterci di contestualizzare cronologicamente gli eventi. Magari si tratta di una scelta consapevole, la sua. O forse sono io che, alla veneranda età di 35 anni suonati, faccio fatica a pensare che possano esistere storie di questa portata quando lui e lei hanno molto meno di 30 anni.


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