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outfit blog da seguire

Da Gynepraio @valeria_fiore
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Alla nutrita lista dei blog da seguire ho pensato di affiancarne una di outfit blog da seguire. Se, come me, non siete operatrici del mondo fashion, ci sono solo 3 valide ragioni per seguire gli outfit blog:

 

Prendere sguaiatamente per il culo le autrici. In questa categoria rientrano, con mio grande dispiacere, la stragrande maggioranza delle outfit bloggers italiane. Al grido di “crederci sempre, arrendersi mai”, pubblicano un post al giorno in cui qualche fotografo maldestro -il fidanzato, nei casi più gravi- le riprende mentre stanno appoggiate a tronchi di betulla, coccolano cani epilettici, fingono di frugare in borse in ecopelle, si arrotolano intorno al dito collanine artigianali fatte con cordini di iuta e culi di bottiglia. Le foto, che subiscono solo un frettoloso editing, sono un fiorire di ginocchia “gommose”, occhiaie, sguardi persi nel buio e financo piedi sporchi. Il tutto solitamente accompagnato da belati sgrammaticati, pieni di accenti pellegrini, su quanto sono fighi -indifferentemente- i cardigan Oviesse o le borse Chanel. Non ve le linko nemmeno, ci pensano già le varie maison a foraggiarle, in questo ampiamente aiutate da riviste di moda e financo radio (Radio Deejay, perché?). Se volete, nel mio profilo Blogllovin le trovate tutte. Perché le segui? direte voi. Per ridere, che domande! Insieme alla mia ex collega, era stato istituito un quarto d’ora postprandiale per la disamina delle mise più schifose e dell’errore sintattico-grammaticale più clamoroso. Erano bei tempi, amica, perché te ne sei andata?

Invidiare disperatamente la vita e gli outfit delle autrici. In questa categoria rientrano anche alcune delle bloggers facenti parte del gruppo 1, perché per qualche arcano motivo ci sono agenzie di viaggio o case di moda che pagano queste persone per andare in resort a 5 stelle, raccontare le loro esperienze e farsi fotografare sotto le palme con le Birkenstock, inspiegabilmente tornate di moda. Peraltro in grave ritardo sui tempi: ragazze, ‘ste foto io me le facevo 3 anni fa

outfit blog da seguire

Ma tolte queste, ci sono le straniere. Io non sono particolarmente esterofila, ma ci sono alcune outfit bloggers nelle cui braghette mi piacerebbe entrare. Perché sono delle fighe paurose. Ne inserisco due, una bionda e una bruna, come le Veline.

Atlantic-pacific. Può essere platinata, mettersi la salopette, portare i sandali con la pelliccia, mettere gli occhiali da sole sotto la pioggia sferzante -sospetto abbia un occhio di vetro, perché li ha sempre addosso- e rimanere comunque una figa incredibile. Sta bene con il giallo. E’ talmente impegnata a farsi fotografare che si è pure dimenticata di comprarsi il dominio! Amica, son 20 € all’anno, chiedilo a Santa Lucia.

outfit blog atlantic pacific

Style Scrapbook. E’ messicana e dice di essersi trasferita in Olanda per lavoro. Io sospetto che sia stata importata per studi di eugenetica: dai miei calcoli peserà 50kg per 1 metro e 90 (in Messico ci sono stata e no, non ho conosciuto nessuna donna sopra il metro e sessantacinque). Ha la fronte altissima e delle gambe della Madonna. Qualsiasi cosa le sbattano addosso (ad esempio il pigiama della prima foto, oppure il maglione da Charity Shop della seconda), le sta perfettamente. Non ho ancora capito cosa faccia per vivere, ma comunque è un bel vivere.

outfit blog stylescrapbook

Scopiazzare maldestramente le autrici. In questa categoria ci metto le outfit bloggers un po’ più umane. Forse più homemade, meno artificiose della altre, spesso corredate di una special feature che non mancherà di rendercele più simpatiche.

La Nasca, ovvero Lemon Stripes. Non è un’autentica bellezza, ma è una donna very intorno ai 35 anni che evidentemente al mattino si alza, fa colazione, cazzia il marito per la lavoletta del WC sollevata e poi va a lavorare. Non la trovo particolarmente estrosa ma molto opportuna, quello sì. Insomma, se siete una giovane professioniste bionde normopeso -anche senza nasone-, copiatela.

outfit blog lemonstripes

La Scucchia, ovvero Stephanie Sterjovski. E’ carina, ha un fisico notevole e una mandibola importante. Se avessi i capelli castani, li porterei esattamente come lei. Mi sembra una donna appropriata e normale, se si escludono certe faccette cartoon-like che mette su nelle foto. Anche lei, se si esclude una lunga e rosicosa parentesi dedicata agli outfit indossati durante una vacanza a St. Barth, sceglie normalmente delle mise riproducibili.

outfit blog stephaniesterjovski

Bel terunin, ovvero Sincerely Jules. Così veniva apostrofata da mia nonna qualsiasi bambina particolarmente abbronzata (evidentemente non io, quindi). Ha un viso latino e muy carino, ma se la osservi bene è una ragazza magra alta meno di 1 metro e sessanta. La cosa speciale è l’incarnato, che ci parla di partite di beach volley ad Acapulco. E’ inutile, quando sei naturalmente abbronzata sembri sana e luminosa. Ti puoi permettere il bianco, il beige, il giallo. Se non fossi del colore e della consistenza del burro, io mi vestirei così.

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Chiamatemi Marshmallow, ovvero Gal meets Glam. Io la trovo incredibilmente carina, con capelli magnifici e autoregolantisi. Ma è anche sana! E’ rosea come un cupcake, ha le ciglia lunghe, i denti bianchi, le braccia piene e le cosciotte. Se la vedesse mia nonna, direbbe “Che bella fiola”. E’ senza seno, ma direi che le è già andata bene così.

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Vintage pagnottina, ovvero Frocks & Frou Frou. Questa è la mia preferita in assoluto. E’ oggettivamente grassa, ma è molto carina e si veste esattamente come piace a me, con certe camiciole à la Jo March che mi fanno commuovere. Può generare un certo spaesamento spazio-temporale perché scrive dall’Australia e inizia a infilarsi gli stivali quando io mi metto i sandali. L’unico neo, ‘sto pavimento in cocco con parete bianca mi evoca il riformatorio di Meri per Sempre. Amica, fai come me, metti il parquet.

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