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Pannella non più solo, anche per Napolitano i carceri sono luogononluogo

Creato il 15 agosto 2011 da Yellowflate @yellowflate
Pannella non più solo, anche per Napolitano i carceri sono luogononluogo nella foto: carcere di oristano eleonora redazione@mediterranews.org

Pannella non più solo, anche per Napolitano i carceri sono luogononluogo

Ferragosto, carcere, visita alle carceri. Da anni i radicali e le associazioni a loro vicine scelgono di trascorrere questo giorno vicino a chi vive nei luoghi non luoghi: i carceri. E così persino il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “ha voluto in una telefonata a Marco Pannella esprimere la sua vicinanza e il suo apprezzamento al leader radicale e a tutti i partecipanti alla giornata di mobilitazione sul tema del sovraffollamento delle carceri e dei diritti umani dei detenuti”. Lo comunica il  Quirinale. “Questo straordinario impegno- si legge nella nota – e’ valso a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, pur dominata in queste settimane dai problemi della crisi finanziaria, su drammatiche questioni come quelle sollevate anche dal Presidente della Repubblica in occasione del recente convegno sulla giustizia e a sollecitare un intervento del Parlamento in tempi ravvicinati”.

Marco Pannella ed i Radicali intanto hanno promosso una giornata di sciopero totale della fame e della sete per la convocazione straordinaria del Parlamento su giustizia e carceri. E’ l’iniziativa promossa da Marco Pannella e dai radicali a cui hanno aderito in oltre 2 mila. Pannella dichiara: “L’amnistia – serve per la giustizia, per i magistrati, per i 9 milioni di cittadini che potrebbero aspettare anni per avere giustizia nei tribunali e nei processi. Le iniziative di depenalizzazione noi le chiediamo da 10 anni, ma senza l’amnistia e l’indulto non possiamo fare tutte le altre cose. La deputata radicale Rita Bernardini ha presentato progetti di legge su tutte le proposte” avanzate in questi giorni dal ministro della Giustizia, Nitto Palma.

Pannella poi sottolinea: “Siamo in un paese in cui il Presidente della Repubblica ha detto” che sui temi del carcere “siamo contro la Costituzione: c’e’ la morte per pena, non la pena di morte. La pena che si da’ nelle carceri non e’ quella prevista da nessuna legge e si chiama tortura. Tortura anche per i direttori, per i cappellani, per i poliziotti penitenziari…” Intanto continuano i simbolici scioperi della fame e della sete degli avvocati delle camere penali.

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