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Pasta cozze pomodorini e (cicoria cimata) puntarelle

Da Rocco

Pasta cozze pomodorini e (cicoria cimata) puntarelle

Rocco e i suoi… racconti  
… primi giorni di agosto ‘09, ok ci vediamo domattina alle quattro e mezza.
La notte è calda, dopo una giornata torrida, nel letto ci giriamo e rigiriamo nella speranza di trovare una fetta di lenzuola fresca che ci dia un pò di refrigerio; finalmente suona la sveglia. Bermuda, maglietta, maglioncino leggero e scarpe ginniche in un attimo siamo fuori. L’appuntamento è in piazza, avevo promesso di portare Fiammetta a pulire l’uva. Per scherzo le faccio prendere un secchiello e una spugna, le dico sennò come farai a pulire l’uva ? Questo è il classico scherzo che si fa alle matricole o ai figli di papà che non hanno mai messo un piede in un vigneto in vita loro. Siamo al bar centrale della piazza e iniziano ad arrivare i ragazzi e le ragazze che comporranno la nostra squadra di lavoro… ed ecco che arriva Stella mia nipote (studentessa di arte e cinema) poi arriva Luigi in macchina (studente in ingegneria) con Marisa (studentessa in lettere e filosofia) e altri 6 tra ragazzi e ragazze che non conosciamo… l’ultimo ad arrivare è Domenico in bicicletta che ci guarda come fossimo marziani e ci dice: vi aspetto al fondo (vigneto); noi facciamo colazione pervasi chi dal sonno, chi dall’adrenalina della sera prima, chi dalla timidezza e chi come Fiammetta dall entusiasmo di chi sta per affrontare una nuova avventura. Archiviata la colazione si parte, siamo in 9 in due macchine, Luigi va avanti, lui conosce il fondo, stradine di campagna, tra vigneti e alberi di olive, se non si è del luogo ci si impiega un attimo a perdersi tra quegli incroci senza segnali stradali, finalmente arriviamo, ad attenderci c’è Giacomino, contadino “vero” dalla nascita che ci accoglie con il saluto dei contadini: saluti; entriamo nel vigneto e ci disponiamo due persone per filare, Fiammetta la neofita la posizioniamo tra me e Stella tale da poterla controllare e aiutare senza farci accorgere da Giacomino che ci precede togliendo foglie di qua e di la… sta albeggiando, sotto il vigneto l’aria è ancora fresca e umida della notte appena trascorsa, l’odore della terra entra direttamente nel cervello attraverso il naso stabilendo un contatto con essa. Qualcuno dei ragazzi indossa le cuffiette dell I-pod e si isola, gli altri iniziano a parlare tra di loro, i discorsi partono dal come si è passata la serata appena passata, poi si passa alle mete delle vacanze, Giacomino ci guarda incuriosito e controlla che tutti abbiano le mani sui grappoli per fare “uascianidd” che tradotto vuol dire: togliere gli acini piccoli dai grappoli affinchè il nutrimento della pianta ingrossi quelli che rimangono sul grappolo. Ebbene si, quando vedete quei bei grappoli di uva da tavola dal fruttivendolo sappiate che squadre di ragazzi universitari gli hanno fatto un trattamento tecnico/estetico e che mentre voi la state gustando quei ragazzi sono in vacanze a spendersi tutti i soldi che hanno guadagnato lavorando sotto i vigneti. Esauriti i discorsi sulle vacanze e anche il fresco dell’alba, inevitabilmente si arriva a parlare prima di pettegolezzi sui compaesani e poi si arriva a parlare di politica e qui gli animi proporzionalmente al sorgere del sole si riscaldano… sembra di stare a Ballarò senza moderatore e manco a dirlo il bersaglio preferito è naturalmente Berlusca. Ormai il caldo diventa soffocante, le bottiglie di acqua nelle borse termiche sono quasi vuote, qualcuno mangia una merendina, le braccia dopo cinque ore tenute verso l’alto iniziano ad appesantirsi e il collo è talmente dolorante che si avverte un pò di nausea, vabbè è il primo giorno domani andrà meglio, Giacomino ci avvisa che alla fine del filare si va a casa, vuol dire che sono quasi arrivate le undici… Si esce dai filari, ci si lava le mani, prima con degli acini spremuti per togliere ben bene la patina di zolfo che ormai ricopre pollici e indici e poi con l’acqua del bidone che Giacomino ci mette a disposizione, si rientra in macchina e ci si incammina verso il paese… l’umore è sereno, c’è la soddisfazione di aver terminato una bella giornata di lavoro con la consapevolezza che un altro giorno sta passando e che le vacanze si avvicinano…  
Pasta cozze pomodorini e puntarelle
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di pasta calamarata
400 gr di cozze
6 pomodorini ciliegia
400 di cicoria cimata (puntarelle)
Olio buono
1 aglio
Vino bianco secco
Sale
Pepe
Preparazione:
Lessare in acqua bollente e salare le puntarelle, scolarle e tenerle da parte. In una padellona antiaderente con un filo di olio rosolare l’aglio intero, aggiungere le puntarelle e farle insaporire ben bene; aggiungere le cozze precedentemente lavate, pulite, raschiate e fatte aprire sul gas, tenendone qualcuna con il guscio, sfumare con il vino bianco e fare cuocere per circa 5 minuti dopo aver aggiunto i pomodorini tagliati a metà. Cuocere la pasta calamarata, scolare al dente e aggiungere la pasta al condimento, spadellare velocemente e servire con una manciata di pepe macinato al momento.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco di Martina Franca.

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