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Pensierando n. 3: Autunno 1989

Da Chiaragoli
Domani 23/09, come mi ha ricordato 100%Mamma, avviene ufficialmente l'equinozio stagionale, inizia l'autunno.Mi è ritornata in mente una poesiola che scrissi all'età di 9 anni, proprio in occasione dell'arrivo dell'autunno, che faceva più o meno così:
L'autunno è arrivato come un ciclone, scordando le belle giornate di sole,è arrivato con il suo manto dorato ed ha ricoperto il Creato.Le foglie di tutti i colori han cancellato i nostri dolori,facendoci ridere e sghignazzare e i bambini far giocare.La prima pioggerella leggera leggera era come quella di primavera;le rondini sono partite lasciando il paese felice.E io che guardo dalla finestra la gente modestache cammina sui marciapiedi infiniti.I contadini iniziano il loro lavoro, vedendo le foglie d'oro nella vigna scarlatta;il tino ubriaco viene vuotato del vino frizzante del contadino.L'autunno è una meraviglia che riunisce la nostra famiglia,e con il vento cede posto all'inverno.


Ora... vi chiedo di avere pietà: la sintassi è quella che è e alcune parole furono messe più per rima che per esprimerne il concetto, ma non è questo l'importante (dopotutto avevo poco meno di 9 anni).
Ricordo che la scrissi appena tornata da scuola, ancora con il grembiulino addosso, guardavo fuori e scrivevo sul lettone dei miei con ancora la sovracoperta leggera di cotone bianca e rosa.Ciò che mi colpisce è che la scrissi non perché me lo avessero dato come compito a scuola o simili, ma di mia spontanea volontà, probabilmente per minimizzare il dramma personale della fine dell'estate, vai a sapere. E mi colpisce forse perché ora, da 'grande', mi colgo spesso a perdere il senso (e il tempo) di fare qualcosa perché mi piace, o meglio, il piacere di fare qualsiasi cosa, senza pesarne solo il 'doverla' fare. Mi piaceva e mi divertiva tantissimo scrivere poesie, e per un periodo da ogni cosa che mi circondava nasceva un buon pretesto per scrivere una.
Pensierando n. 3: Autunno 1989Adoro ritrovare questi 'ricordi' di me, che sia rovistando nei cassetti o nella testa, e l'adoro solo per un motivo: perché mi testimoniano che anch'io ero come loro, che anch'io, un tempo, ero come i miei figli. Assetata di ciò che mi circondava, curiosa e stupita osservatrice, cercavo di trattenere il tutto nel modo a me più corrispondente.  
E il fatto di ricordare ancora  la mia poesiola a memoria conferma che quella bimba, con tutte le sue aspettative e il suo desiderio di felicità, è ancora lì, da qualche parte.   

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