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Pensieri e riflessioni su "Il sostituto" di David Nicholls

Creato il 25 luglio 2012 da Anjaste @anjaste

Titolo: Il sostituto Autore: David Nicholls Pagine: 416  euro 9,00 EAN 9788865590218 Edizione originale Beat
Sinossi: Stephen C. McQueen non è soltanto un giovane dal nome sfortunato (guai a essere battezzati come le celebrità!), ma è anche preda di sogni e ambizioni spropositate. Si è messo in testa di fare l'attore e, poiché non ci riesce, fa l'understudy, il sostituto, colui che viene buono per qualsiasi ruolo muto (il cadavere o il fantasma mascherato, nel romanzo) e che dev'essere pronto a sostituire il protagonista sapendo a memoria tutte le sue battute. Peccato che il protagonista sia Josh Harper, una specie di superuomo metrosexual, giovane, bello, ricco, felice e sposato con una donna meravigliosa, sexy e intelligente, della quale Stephen McQueen, naturalmente s'innamora senza scampo. Sembrerebbe che al nostro eroe non resti che macerarsi nell'invidia. Il destino, tuttavia, ha in serbo una stupefacente, inaspettata sorpresa... Il mio pensiero: "Il sostituto" è il secondo capolavoro nato dalla penna dell'apprezzatissimo autore inglese David Nicholls e pubblicato lo scorso maggio dalla Casa Editrice Beat.
Quanti di voi hanno letto almeno uno dei suoi romanzi? Oggi vi parlerò de Il sostituto (la sua seconda opera), ma se siete tra quelli che ancora non hanno letto il suo primo lavoro Le domande di Brian e il recente Un giorno (QUI la mia recensione), vi consiglio di procurarveli per regalarvi delle belle e rilassanti letture estive.
Io mi sono innamorata dello stile accattivante di questo autore. Una commedia unica ed irresistibile che è riuscita a tenermi avvinta alle pagine fino all'ultima riga. Ho chiuso il libro soddisfatta della mia lettura con l'ulteriore riprova che David Nicholls sia un grande autore.
«se credi abbastanza in qualcosa i sogni si avverano»
Il romanzo è incentrato sulla vita di Stephen C. McQueen (che ricorda vagamente il giovane Nicholls), un ragazzo di 32 anni con alle spalle undici anni di carriera nel mondo dello spettacolo teatrale e cinematografico ed un matrimonio finito.  Stephen, il bravo, buono e intelligente Stephen. Una vita a ricoprire con dedizione ruoli di poca importanza, tra cui sei cadaveri diversi o spettri con maschere, seppur mettendo tutto il pathos possibile del non essere più in vita. Quegli attori che servono a dare una visione d'insieme o a mettere in risalto il protagonista, ma di cui spesso nessuno se ne cura e si ricorda.
È un protagonista che fa quasi tenerezza per la sua perseveranza e la sua forza d'animo unita alle disavventure a cui va incontro. 
L'autore è stato in grado di creare situazioni che più volte mi hanno fatto identificare Stephen con il famoso Ben Stiller (non so voi, ma me lo sono spesso immaginata come il Greg Fotter di "Ti presento i miei"). Considerato che il romanzo è in attesa della trasposizione cinematografica, chissà che la parte del protagonista non venga proprio affidata a lui...
Potrei avere un autografo, per favore? Ma certo, ne sono più che felice. A chi lo dedico? Chiedo scusa, signore? L'autografo. A chi vuole che lo dedichi? Ai suoi figli? Solo il suo nome, signore. È per la fattura.
Leggendo questo romanzo, le pagine scorrevano talmente veloci che era un po' come guardare una pellicola cinematografica. Un uomo ordinario, invisibile, se vogliamo, che coltiva con passione, senza mai demordere, il sogno della recitazione.
Situazioni al limite del ridicolo ed imbarazzanti dove pare la Giustizia Divina non esista o l'abbia abbandonato. Quante volte sarei arrossita e mi sarei nascosta al posto suo...
«Quella che a Stephen era sembrata la mano dell'amicizia  gli stava in realtà passando un posacenere da svuotare»
Come nella maggior parte delle commedie il protagonista deve, prima di risorgere, toccare il fondo. E così sarà anche in questo romanzo: il colpo di grazia gli verrà dato dal famosissimo ed acclamato attore Josh Harper (passatemelo, ma io darei il suo ruolo a Owen Wilson e onestamente mi ricorda pure il principe Azzurro di Shrek) per cui Stephen svolge il ruolo di sostituto, nel caso questi non si presenti ad uno spettacolo teatrale. 
Di Stephen ho apprezzato la sua sottile autoironia con cui stempera le situazioni imbarazzanti:
«Certa gente quando è ubriaca diventa carismatica, spiritosa e seducente.  Io piango e piscio sull'asse del gabinetto»
Se nello spettacolo i riflettori saranno puntati sull'affascinante, pieno di sé, egocentrico Josh Harper, l'attenzione del lettore invece sarà focalizzata su Stephen McQueen. Ci affezioneremo a lui; ci ritroveremo ad incitarlo di nascosto, a scrollarlo magari e vorremmo tanto consolarlo.
Che l'ascesa nel mondo dello spettacolo sia dura, pericolosa, piena di tranelli, successi ed insuccessi si sa, ma che contestualmente si debba sopportare anche una situazione familiare disastrata, peggiora di gran lunga le cose. È così per Stephen, che oltre ad attendere pazientemente "il suo momento" senza mai darsi per vinto, deve anche sopportare il fatto che la sua Alison sia ormai felicemente spostata con un altro uomo e che sua figlia di sette anni, Sophie, pensi che suo padre faccia un lavoro stupido.
Aggiungiamo a questa vita complicata anche una nuova donna: Nora Harper (sì, proprio la moglie dell'attore). Ironica, elegante, intelligente e molto simile ad Alison. Quale scompiglio porterà nella vita del nostro protagonista? Non vi resta che leggere il libro per scoprirne delle belle.
Il finale è, nello stile di Nicholls, molto realistico. Apprezzo maggiormente questi epiloghi plausibili piuttosto che i classici E vissero felici e contenti. Il romanzo è unico, indimenticabile e non scontato.
Un altro punto a favore di Nicholls. Ve lo consiglio: pratico, economico, da portare in vacanza.

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