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Perché hai bisogno di fans

Da Marcofre

Spesso su Twitter, ma non solo, trovo delle persone che hanno pubblicato un ebook, e lo reclamizzano. Non c’è niente di male, vero?

Il punto dolente è che non solo lo si fa male. Ma che l’individuo non ha pensato affatto a creare prima una base di fans.

Già vedo i tuoi capelli ritti in testa mentre urli:

“Che cosa sta dicendo costui? Fans? Fans? Non ho bisogno di fans”.

Ti svelo un segreto: anche se ti chiami Cormac McCarthy hai bisogno di fans. Anzi, lui è diventato uno dei migliori narratori statunitensi grazie al talento, e ai fans che agli inizi hanno svolto il compito tipico di questa categoria di persone. Lo hanno sostenuto, ne hanno parlato bene. Hanno consigliato le sue opere ad amici e conoscenti, oppure lo hanno criticato.

E tu mi dici che non hai bisogno di fans?

Certo, il termine non è bello: preferiresti estimatori? D’accordo, ma la sostanza non cambia.

L’errore che alcuni fanno è di pensare (ancora?) che basti essere su Internet, e il resto sarà inevitabile.

Fans o estimatori che siano, hanno dalla loro parte un’arma fondamentale: il passaparola. Però questa è un’arma delicata: nessuno (lo riscrivo: nessuno) ha voglia di usarla per il primo venuto. O per l’illustre sconosciuto che si presenta in maniera superficiale.

Potresti ribattermi che su Facebook, o anche su Twitter, hai parecchie persone che sono felici di sapere che per esempio hai pubblicato un nuovo libro.

Tu non hai bisogno di persone felici, bensì di persone che siano disposte a metterci la faccia.

Perché questo accada TU devi dimostrare di essere una testa che ragiona. I numeri spesso inseguono le teste vuote, mentre le persone di solito le evitano con cura.

O meglio: il Web permette a questa minoranza di avere peso e opinioni.

E usano la loro forza, che si definisce meglio nel termine “passaparola”, quando TU hai smesso i panni del numero, del venditore, e accetti di essere una persona, coi tuoi limiti e le tue qualità.

Conosco la tua obiezione:

“Ma che racconti! È tutta una finta. In fondo fans o estimatori sono solo chiacchiere. Bisogna cercare di vendere, e basta!”.

Possiamo anche liquidare l’intera faccenda in questo modo. Charles Dickens vendeva, e noi dobbiamo adeguarci, e vendere.

Tuttavia questo è l’alibi perfetto di chi non ha voglia di impegnarsi perché sa (in maniera inconscia, forse) di non avere niente di importante da dire. Quello che ha prodotto, è talmente poco potente da non giustificare nemmeno lo sforzo di raggiungere le persone.

Ha bisogno di numeri.


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