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PICCOLO DIZIONARIO DELLE ITALIANE di Emanuela Bruni

Creato il 07 marzo 2013 da Paolo Franchini

Piccolo dizionario delle italiane. Dalla A come aborto alla Z come zitellaDalla A di aborto raccontato con le testimonianze di Eleonora de Fonseca Pimentel (1752 – 1799) e di Oriana Fallaci (1929 – 2006) sino alla Z di zitella, passando per la C di casalinga, la E di elettrice, la I di impiegata, naturalmente la M di madre e maestra, la O di ostetrica, la S di stuprata e di sterile, la V di vecchia o di viaggiatrice.

Un totale di 70 lemmi, femminili e maschili, per descrivere il ruolo, i diritti e i doveri, la storia delle donne nel nostro Paese raccolti da Emanuela Bruni, giornalista, esperta di comunicazione e prima donna a guidare l’Ufficio del cerimoniale di Stato, in Piccolo dizionario delle italiane (pagg. 242, euro 15,00) che Mursia manda in libreria in occasione della festa della donna.

Il risultato è un’inedita storia culturale e sociale del Belpaese e della costruzione della nostra identità nazionale, analizzata rigorosamente in rosa (e in ordine alfabetico), grazie a una messe di episodi, aneddoti, curiosità ma, anche, di ritratti di personalità femminili di tutti i campi culturali (Sibilla Aleramo, Matilde Serao, Grazie Deledda nelle arti letterarie, Angela Guidi Cingolani e Nilde Iotti per la politica, a esempio).

«Quando arriva l’8 marzo oltre alle mimose arrivano le statistiche, così le donne sono accontentate. Cosa significa però essere italiane al di là delle tante rivendicazioni e lotte femministe e di genere?», dice l’autrice: «Difficile rispondere a questa domanda che è sfuggita anche ai sondaggisti. La risposta più semplice ed elementare è di conoscere le proprie radici per meglio capirsi. Ed è soprattutto alle giovanissime che si rivolge questo libro».

Emanuela Bruni, romana, laureata in Lettere, dopo l’esperienza giornalistica in varie testate, tra cui «Il Sole 24 Ore», è approdata alla comunicazione istituzionale. Direttore dell’Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata la prima donna Capo dell’Ufficio del Cerimoniale di Stato. Come direttore per le relazioni esterne del Comitato per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ha curato le manifestazioni nazionali, dedicando particolare attenzione alla riscoperta del ruolo della donna nella storia d’Italia.


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