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Pompei l’inchiesta e il restauro

Creato il 07 febbraio 2013 da Ilsegnocheresta By Loretta Dalola

Logo-TgLa7Il pomeriggio de La7, orfano del programma Cristina Parodi Live, chiuso per scarso ascolto, mette in onda un nuovo appuntamento quotidiano, dedicato all’informazione. Un inedito approfondimento, ad appannaggio della redazione del Tgla7, della durata di mezz’ora, che andrà in onda tutti i giorni della settimana e sarà condotto da Bianca Caterina Bizzarri. Obiettivo principale: approfondire i fatti, gli argomenti e le notizie del nostro Paese, prossimo alle elezioni. E così nel Tg La7 Cronache si parla di crolli, incuria, degrado e ora inchiesta per corruzione e truffa ai danni dello Stato del sito più visitato al mondo.

L’emergenza infinita di Pompei è oggi sotto gli occhi del Commissario inviato dall’Unione europea.  Cant

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ieri aperti un po’ ovunque, gli scavi di Pompei non hanno pace. Ma la buona notizia è che sono state inaugurate due nuovo opere di restauro nell’ambito del progetto di ristrutturazione, stavolta sorvegliato dal Commissario Europeo per le Politiche Regionali Johannes Hahn in visita a Pompei e  accompagnato dai  Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri,  Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi e Ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca.

Un progetto da 105.000.000 di euro. Un’investimento straordinario  europeo e nazionale.

Il sito più visitato al mondo ma finito più volte nelle pagine delle cronache giudiziarie per l’inadeguata manutenzione e continui crolli di domus di duemila anni fa, malconservato è ancora nel mirino della Magistratura  per la gestione degli scavi del 2008.  Le accuse: corruzione, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. Gli scavi di Pompei avrebbero avuto bisogno di interventi urgenti, ma il commissario straordinario nominato dal Governo nel 2008 per gestire l’emergenza e bloccare il degrado spese ingenti somme per allestire spettacoli nel Teatro Grande. È l’accusa che i pm di Torre Annunziata (Napoli) Emilio Prisco e Rossella Annunziata muovono a Marcello Fiori, ex commissario indagato per abuso di ufficio. Mentre gli scavi cadevano a pezzi e c’era bisogno di interventi urgenti, Fiori pensava a ristrutturare il Teatro grande con martelli pneu

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matici, ruspe, bobcat e moderni mattoni di tufo appoggiati su cordoli di cemento armato.

Nessun rispetto per la struttura originaria. Un mosaico di malaffare molto più vasto che da molto tempo è all’attenzione dei media di tutto il mondo.

Oggi la Guardia di Finanza ha notificato misure cautelari ad Annamaria Caccavo, responsabile legale della società cui fu affidato l’allestimento del teatro, che è stata posta agli arresti domiciliari, e a tre ingegneri, cui è stato imposto per due mesi il divieto dell’esercizio della attività professionale; la Caccavo srl, inoltre, non potrà stipulare contratti con la Pubblica amministrazione per un periodo pari alla durata massima prevista dalla norma. Disposto infine il sequestro preventivo di beni per 810 mila euro circa nei confronti della stessa società.La somma che il ministero mise a disposizione del commissario straordinario, hanno calcolato le fiamme gialle, ammonta a 79 milioni di euro; più di 11 milioni sono stati liquidati alla Caccavo per lavori come “la sicurezza e la manutenzione, ivi compreso il montaggio e lo smontaggio stagionale e la conservazione delle parti mobili del complesso teatrale”, peraltro neppure inventariate. L’allestimento del Teatro grande rientrava nella convenzione che si stipulò, un percorso di una lunga serie di impressionanti anomalie, irregolarità e violazioni, senza la sorveglainza di una precisa Commisione tecnica per approvare gli interventi.

Una bufera giudiziaria, l’ennesima dove ancora una volta a rimetterci è la vetrina culturale del nostro passato.

 Troppi i  milioni di euro spesi in attività diverse da quelle prioritarie della conservazione del patrimonio archeologico.  A questo punto tra spese rimborsate gonfiate e lavori mal eseguiti, chi ripagherà lo spreco di soldi e lo scempio compiuto?

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Una rappresentazione  fedele, ci restituisce la drammaticità della situazione di abbandono e incuria che investono gli scavi di Pompei dove la provvisorietà e il senso di abbandono si toccano con mano. Un destino di distruzione e desolazione che il futuro sembra riservare quasi ineluttabilmente.  Sempre oggi, molti muri, intonaci decorati e mosaici di domus e vaste insule di Pompei, hanno ulteriormente aggravato la loro situazione conservativa. Parti straordinarie e uniche di Pompei che rischiano di distruggersi irrimediabilmente perché da decenni le attività di manutenzione ordinaria sono raramente praticate. Farne un elenco sarebbe lunghissimo, ma sono tanti, troppi, i preziosi elementi di Pompei di cui potrebbe rimanere solo qualche vecchia fotografia. Ma da oggi sappiamo che l’Europa ci guarda…


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