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Ponte sullo stretto, la truffa è andata a segno

Creato il 16 dicembre 2012 da Albertocapece

ponte-sullo-strettoIl 19 agosto dell’anno scorso scrissi questo post sul ponte di Messina, che ripropongo integralmente anche per la cronistoria allegata che è giusto non dimenticare. La notizia di quei giorni consisteva nel fatto che mentre era accertata l’impossibilità finanziaria di costruire effettivamente l’opera, tanto che venivano soppressi i finanziamenti essenziali, si manteneva però in vita il progetto. A quale scopo? Lo scopo era quello di non scontentare le aziende “amiche” del consorzio creato per l’opera, l’Eurolink e di tirare in lungo fino a che non fosse arrivato il momento in cui sarebbe scattata la penale: oltre 400,milioni nell’estate dello scorso anno. Questa infatti avrebbe dovuto essere pagata se il Cipe non avesse approvato l’opera entro 540 giorni  dalla consegna del progetto definitiva.

Il governo Berlusconi aveva temporeggiato a lungo in attesa che questo documento giungesse, invece di cassare l’opera vista la sua evidente impraticabilità quanto meno finanziaria. prima ancora che arrivasse un progetto definitivo. Era questo che appunto veniva denunciato nel post.

Con la dipartita di Berlusconi e l’insediamento del governo Monti le cose non sono andate meglio: si è temporeggiato pur

Monti ponte_sullo_stretto_divide_le_acque2
sapendo che quel ponte non aveva senso. Anzi il 30 ottobre il governo aveva deciso ”prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilita’ tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilita”.

Sembrava un’assurdità a noi poveri sudditi e invece la proroga con i suoi birignao finanziari era solo un modo per nascondere dietro una cortina di fumo la volontà di pagare le penali: pochi giorni dopo infatti, il 3 novembre scadevano i famosi 540 giorni e la relativa penale. Strano davvero perché il governo dei tecnici avrebbe avuto tutto l’agio e molti mezzi per evitare questa mazzata, facendo leva su ciò che i contratti e le normative, pur di sospetta derivazione berlusconiana permettevano. si poteva ad esempio fare leva sul fatto che il progetto non ha superato l’esame di impatto ambientale visto che la commissione ad hoc ha richiesto centinaia di integrazione o magari contestare il progetto stesso o dichiaralo inapprovabile. Invece nulla, si è aspettato che passasse un anno per trovarsi adesso nella di condizione di dover pagare da 350 a 500 milioni.,che è poi il vero e reale scopo dell’operazione ponte. Chissà magari se ne sono dimenticati.

Naturalmente questo è solo l’ultima botta dopo una lunga storia di cifre da capogiro per qualcosa che rimarrà non un sogno ma un incubo e in definitiva un semplice disegno. Se avete il fegato ancora sano, buona lettura.

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“Per il governo il ponte sullo Stretto è una priorità, un’opera necessaria Anche senza aiuti europei si provvederà con risorse reperite sul mercato. Sono quindi destituite di fondamento talune dichiarazioni strumentali su una “bocciatura” da parte dell’Ue dell’opera. Così non è, com’è di tutta evidenza. Disponiamo invece di un progetto definitivo il cui iter di approvazione è in corso mentre le fasi di realizzazione dell’opera procederanno secondo i programmi prestabiliti dal governo all’atto del suo insediamento”.

Così diceva sette giorni fa il ministro delle Infrastruture, Altero Matteoli che deve avere una certa alterigia nei confronti della verità, come del resto accade a tutti i suoi colleghi. Ma stamattina, con la connivenza e l’assenso del governo è stata approvata una mozione dell’Idv nella quale l’esecutivo si impegna “alla soppressione dei finanziamenti che il Governo ha previsto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, pari complessivamente a 1 miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas s.p.a. per la sottoscrizione e l’esecuzione, a partire dal 2012, di aumenti di capitale della società Stretto di Messina s.p.a.”. Di fatto una dichiarazione di morte cerebrale anche se si farà di tutto per tenere in vita l’idea con alimentazione artificiale di speranze e soprattutto per confermare  l’attuale sistema di clientela che gravita attorno all’opera più impossibile di una fenice.

Possiamo rallegrarci del fatto che il ponte Berlusconi o ponte della mafia, ammesso che ci sia una significativa differenza, sia un progetto ormai tramontato, si fa invece strada la rabbia per l’enorme quantità di denaro profuso  per un progetto faraonico che forse aveva senso di essere  40 anni fa, quando fu ideato, ma che nell’ultimo decennio ha succhiato una cifra che per la corte dei conti si aggira sui 311 milioni all’inizio di quest’ anno, senza cioè le ulteriori trivellazioni che secondo qualche calcolo potrebbero portare il totale a 400 milioni. E questo senza tenere conto della eventuale penale che si dovrà pagare a Eurolink, con capofila Impregilo che nel 2005 si aggiudicò l’appalto la cui concessionaria è la società Stretto di Messina S.p.a. Una penale forte, il cui massimale supera i 400 milioni e cresce ogni anno.

Ho scritto eventuale penale perché anche qui emerge tutta l’ambiguità a cui purtroppo siamo abituati: da quello che si sa nessuna penale andrebbe riconosciuta prima di un anno e mezzo circa dalla presentazione del progetto esecutivo. Ma allora non si capisce perché proprio su questo esborso insistano sia Matteoli che Romano. Mentono per tentare di mandare avanti i cantieri ad ogni costo o ci sono accordi segreti che non sono mai arrivati all’opinione pubblica? La Eurolink è formata dalla Impregilo (45%), Sacyr S.A. (18.70%), Società Italiana per Condotte d’Acqua SpA (15%), Cooperativa Muratori & Cementisti (13%), Ishikawajima – Harima Heavy Industries CO Ltd (6.3%) e il rimanente al Consorzio Stabile A.C.I. SCpA: visto ciò che è successo in altre occasioni non è escluso che una qualche penale e forse anche più salata di quella ufficiale non la si arrivi a pagare per via indiretta. Le vie del signore sono infinite.

Di certo il ponte anche inesistente è stata una gallina dalle uova d’oro per il “normale” clientelismo e lo spreco più sfacciato. Gran parte delle spese, a parte quelle di progettazione e quelle di quest’anno sono dovute alla Stretto di Messina Spa che dal 2001 al 2006   ha speso 88,9 milioni di euro, dei quali 21,3 per consulenze e 28,8 milioni per il personale.

Ma da allora i costi si sono alzati:  l’ultimo bilancio approvato, relativo al 2010, risulta un aumento della spesa destinata a stipendi e affitti e così la perdita di esercizio risulta essere di 1 milione e mezzo. Gran parte delle uscite riguarda i 54 dipendenti (9 dirigenti, 31 quadri e 14 impiegati). Il personale della “Stretto” nel 2009 è costato 3,5 milioni, nel 2010 la spesa è salita a 4 milioni 900 mila euro, «in ragione del fatto che nel frattempo si sono registrate 19 nuove assunzioni e che in luogo del contratto degli edili è stato applicato quello dei dipendenti Anas». E ci sono poi  1 milione e 52 mila euro per «le prestazioni professionali di terzi». che davvero non si sa a che cosa si possano riferire. E ancora oggi risultano in via di affidamento corsi di formazione, in Sicilia come in Calabria, per i futuri addetti alla manutenzione del Ponte e per altre figure attinenti la gestione dell’opera e del rischio sismico.

E del resto chissà per quanti anni ancora tutto rimarrà in piedi senza la minima possibilità che il ponte si faccia.

Da queste notazioni si può arguire che le spese indirette, quelle che è difficile conteggiare perché si riferiscono a una sistema sfuggente e malato possano essere state molto alte negli ultimi dieci anni e forse da sole sufficienti a mettere mano alle infrastrutture cadenti di Calabria e Sicilia. Insomma uno spreco enorme, una storia tutta italiana  che da piccola clientela come era al tempo di Craxi( La società stretto di Messina è nata nell’81) è diventata una voragine senza fondo a partire dal 2001, nel decennio d’oro del berlusconismo  quando il cavaliere ha visto in questa opera epocale, ancorché inutile  il coronamento della sua vanità e un contraltare all’ immobilismo politico che rappresentava.

E c’è da augurarsi che assieme a questo sogno-incubo tramonti anche il sognatore.

 

Le tappe di un incubo dal 2002  al 2011

  • Nel corso del 2002 è stato aggiornato il progetto preliminare e predisposto lo studio di impatto ambientale.
  • Nel giugno 2003 il Ponte sullo Stretto è stato inserito tra i 18 progetti prioritari a livello europeo da rendere operativi entro il 2020. Lo ha stabilito il Gruppo di Alto Livello per la rete di trasporto transeuropea (TEN-T) presieduto da Karel Van Miert, incaricato dalla Commissione di identificare i progetti prioritari e i principali Corridoi sui quali concentrare gli sforzi e gli investimenti dei Paesi membri.
  • L’approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe è avvenuta il 1° agosto 2003 con la valutazione positiva di compatibilità ambientale.
  • La stipula dell’Accordo di Programma, nel novembre 2003, tra il Ministero delle Infrastrutture, il Ministero dell’Economia, la Regione Calabria e la Regione Siciliana, l’Anas, Rete Ferroviaria Italiana e la Società Stretto di Messina, ha definito gli impegni tecnici e finanziari dei soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera.
  • Nell’dicembre 2003 è stata stipulata la nuova Convenzione, comprendente il Piano finanziario, tra il Ministero delle Infrastrutture e la Società Stretto di Messina.
  • Nell’aprile 2004 il Parlamento Europeo ha approvato il Piano Van Miert per lo sviluppo delle Reti Transeuropee di Trasporto (TEN-T), che nell’ambito del Corridoio 1 Berlino-Palermo prevede la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
  • Nel maggio 2004 sono stati siglati i protocolli sindacali relativi, tra l’altro, alla sicurezza dei cantieri ed alla formazione professionale, elemento essenziale per lo sviluppo delle opportunità occupazionali nelle aree direttamente interessate, nonché al sistema di regole di relazioni industriali a livello nazionale e locale.
  • Nell’agosto 2004 è stato certificato il sistema in qualità per l’esperimento di gare d’appalto ad evidenza pubblica.
  • Nell’agosto 2005 il Comitato di Coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle Grandi Opere e la Società Stretto di Messina hanno sottoscritto un protocollo d’intesa concernente l’attività di monitoraggio finalizzata alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle transazioni finanziarie relative alla realizzazione del Ponte sullo Stretto e dei suoi collegamenti.
  • Tra gennaio e aprile 2006 sono stati firmati i contratti con Contraente Generale, Project Management Consultant, Monitore Ambientale e Broker Assicurativo a seguito della conclusione di quattro gare internazionali avviate tra il 2004 ed il 2005.
  • Il 24 novembre 2006, la Legge n. 286 ha stabilito di non considerare il Ponte sullo Stretto di Messina una priorità nel programma di Governo. Viene pertanto differita nel tempo ogni decisione sulla realizzazione dell’opera.
  • Il 22 maggio 2008 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha invitato la Società Stretto di Messina a porre in essere, nei tempi più brevi, tutte le condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
  • Nella seduta del 30 settembre 2008 il Cipe ha riconfermato la pubblica utilità del Ponte sullo Stretto di Messina.
  • Nella seduta del 6 marzo 2009 il Cipe ha deliberato uno stanziamento pari a 1,3 miliardi di euro.
  • Il 3 agosto 2009, la legge n. 102 conferma stanziamento del Cipe pari a 1,3 miliardi di euro.
  • Il 7 agosto 2009, ai sensi della Legge 3 agosto 2009 n. 102, è stato nominato il Commissario Straordinario con l’obiettivo di rimuovere entro 60 giorni gli ostacoli frapposti al riavvio delle attività.
  • Il 25 settembre 2009 è stato firmato l’accordo tra la Società Stretto di Messina e il Contraente Generale Eurolink finalizzato al riavvio delle attività per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
  • Il 25 settembre 2009 è stata sottoscritta l’intesa tra la Stretto di Messina e il Project Management Consultant, la statunitense Parsons Transportation Group.
  • Il 2 ottobre 2009 il Commissario Straordinario, il linea con il mandato ricevuto, ha approvato gli accordi sottoscritti dalla Stretto di Messina rispettivamente con il Contraente Generale Eurolink e con il Project Management Consultant, la statunitense Parsons Transportation Group.
  • Il 2 ottobre 2009 il Commissario ha approvato il Piano finanziario aggiornato e deliberato dal Consiglio di Amministrazione dalla Stretto di Messina.
  • Il 2 ottobre 2009 è stato impartito l’Ordine di inizio attività al Contraente generale.
  • L’ 8 ottobre 2009 è stato impartito l’Ordine di inizio attività al Project Management Consultant.
  • Il 28 ottobre 2009 è stato impartito l’Ordine di inizio attività al Monitore ambientale.
  • L’ 11 novembre 2009 è stato nominato il commissario straordinario, per la velocizzazione delle procedure relative alla realizzazione delle opere propedeutiche e funzionali del Ponte sullo Stretto di Messina, dei relativi collegamenti stradali e ferroviari nonché delle opere e misure mitigatrici e compensative. La nomina ha durata triennale.
  • Il 30 novembre 2009 è stata stipulata la Convenzione aggiornata, comprendente il Piano finanziario, tra il Ministero delle Infrastrutture e la Società Stretto di Messina. La Convenzione è stata successivamente approvata con apposita norma contenuta nella Legge Finanziaria 2010.
  • Il 21 dicembre 2009 l’Assemblea straordinaria degli Stretto di Messina ha approvato l’aumento di capitale dell’importo complessivo di 900 milioni di euro, a seguito degli stanziamenti previsti in favore di Anas ed RFI dalla delibera Cipe del 17 dicembre 2009 e dalla Legge Finanziaria 2010.
  • Il 23 dicembre 2009 avvio dei lavori dell’Opera propedeutica “Variante di Cannitello”: deviazione della esistente linea ferroviaria tirrenica in corrispondenza di Cannitello per risolvere le interferenze con il futuro cantiere della torre del ponte, lato Calabria.
  • Il 1° febbraio 2010 avviata la progettazione definitiva delle opere a terra del ponte.
  • Il 1° aprile 2010 avviata la progettazione definitiva del ponte.
  • Tra maggio e giugno 2010 sono state avviate le seguenti attività: indagini di campo; aggiornamento dello Studio di Impatto Ambientale completo della prevista verifica di ottemperanza alle prescrizioni rilasciate dal Cipe nel 2003 e della analisi di incidenza relativa all’allargamento delle aree ZPS avvenuto nel 2005; Monitoraggio Ambientale-Territoriale-Sociale; prove aerodinamiche per il Ponte nelle gallerie del vento di Milano, Copenaghen e Ottawa.
  • Il 10 settembre 2010 è stato firmato il protocollo d’intesa tra l’Università degli Studi di Messina, l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, la Società Stretto di Messina, il Contraente generale Eurolink, il Project management Consultant Parsons Transportation Group e Sviluppo Italia Sicilia, finalizzato a creare opportune forme di collaborazione per l’intera durata della realizzazione dell’Opera. Il 19 novembre è stato deliberato l’avvio dei primi stage formativi.
  • Nel novembre 2010 sono state completate le attività operative da parte del Contraente generale, del Monitore Ambientale e del Project Management Consultant che hanno comportato la presenza sul territorio dei diversi affidatari impegnati nella esecuzione delle indagini topografiche e geognostiche, nonché nelle attività di monitoraggio ante operam e nel relativo controllo dei vari lavori.
  • Il 20 dicembre 2010 la Società Stretto di Messina ha ricevuto dal Contraente generale Eurolink il progetto definitivo del ponte e degli oltre 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari. Il Progetto definitivo comprende anche la progettazione svolta dall’architetto Daniel Libeskind per alcune principali opere connesse alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.
  • Il 21 marzo 2011 la Società Stretto di Messina, il Contraente generale Eurolink ed il Comune di Melicuccà (RC) hanno firmato l’Accordo procedimentale per la gestione dei siti di conferimento delle terre che interesseranno il territorio comunale nell’ambito dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina.
  • Il 22 marzo 2011 la Società Stretto di Messina, il Contraente generale Eurolink ed il Comune di Messina hanno firmato l’Accordo procedimentale per la gestione delle aree di cantiere e dei siti di conferimento delle terre che interesseranno il territorio comunale nell’ambito dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina.
  • Il 10 maggio 2011 la Società Stretto di Messina, il Contraente generale Eurolink, la Presidenza della Provincia di Messina ed i Comuni di Torregrotta, Valdina e Venetico (ME), hanno firmato l’Accordo procedimentale per la gestione dei siti di conferimento delle terre che interesseranno i rispettivi territori comunali nell’ambito dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina.
  • Il 10 maggio 2011 la Società Stretto di Messina, il Contraente generale Eurolink ed il Comune di Villa San Giovanni, unitamente alle associazioni di categoria provinciali Coldiretti, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, Associazione Sindacale Piccola Proprietà Immobiliare territoriale, hanno firmato l’Accordo sulle procedure e metodologie da adottare per la determinazione delle indennità di espropriazione per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.
  • Il 21 giugno 2011 il Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina ha avviato l’esame del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina e dei 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari.
  • Il 29 luglio 2011 il Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina ha completato l’iter di approvazione del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina e dei 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari.
  • Il 4 agosto 2011 è stato firmato il Protocollo operativo per la sperimentazione del monitoraggio finanziario tra Ministero dell’interno, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Ministero dell’economia e delle finanze, Società Stretto di Messina, Società di Progetto Eurolink, Consorzio CBI e ABI, in relazione alla variante ferroviaria di Cannitello.

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