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Potlach e Odin Teatret: teatro e pedagogia

Da Anna
La pedagogia e lo spettacolo: i fondamentali del teatro in una manifestazione che fino al 3 luglio si svolge al Teatro Potlach, a Fara Sabina. Il festival laboratorio interculturale di pratiche teatrali organizzato dal gruppo diretto da Pino Di Buduo prevede seminari, dimostrazioni di lavoro e spettacoli con i maestri del teatro occidentale e orientale. A cominciare da Eugenio Barba che ha tenuto un incontro a partire dal suo bellissimo libro “Bruciare la casa” Ubulibri, un vero manuale di teatro in cui il regista ripercorendo la propria storia artistica intreccia teatro e vita, ma soprattutto dissemina le pagine di regole e principi del fare teatro. In particolare il fare teatro alla maniera dell’Odin, la scrittura scenica come drammaturgia non solo scritta ma elaborata dallìazione e dall’espressività degli attori. Per questo Eugenio Barba parla del training degli attori, del lungo lavoro delle prove e di quella fase creativa nella quale confluiscono il sapere professionale e le radici biografiche. A Fara Sabina Eugenio Barba ha anche presentato una dimostrazione di lavoro con l’atrice Julia Varley “Ammazzando il tempo”.
Tra i maestri del teatro il Potlach ha ospitato anche I Wayan Bawa, artista balinese, celebre per la sua interpretazione dei ruoli maschili keras nella forma classica Gambuh, figlio di I Nyoman Sadeg, un famoso interprete del Topeng, una forma di danza drammatica indonesiana basata sull’ uso delle maschere e diffusa soprattutto a Bali e Java. Collabora con
ISTA, la scuola di antropologia teatrale fondata da Eugenio Barba dal 1995 ed è membro permanente del Theatrum Mundi Ensemble.
“Il teatro come politica con altri mezzi” è stato il tema della sessione dell’Università del teatro euroasiano sempre diretta da Eugenio Barba con Julia Varley (Odin Teatret) e gli studiosi Franco Ruffini e Nicola Savarese, Mirella Schino, Ferdinando Taviani.
Fino al 3 luglio è in corso il laboratorio “Le tecniche del cantastorie in India nella tradizione Baul” con Parvathy Baul: lo stile Baul appartiene ad una tradizione narrativa non convenzionale, che si è sviluppata nello strato più profondo della pratica indiana dello Yoga. Si tratta di una tradizione narrativa molto antica, che è
stata influenzata in tempi diversi da Siddha (parampara di Avadhoota Yogis), Tantrismo, Buddismo, i
movimenti Sufi e vaishnav bakthi del quindicesimo secolo. E’ una tradizione viva che si integra in maniera
attiva nella vita nell’India contemporanea. Ogni performer Baul suona il proprio strumento musicale (Ektara, Duggie), cantando e danzando allo stesso tempo. Contemporaneamente, sempre fino al 3 luglio, ci sarà un training fisico e vocale con Julia Varley, Daniela Regnoli e Nathalie Mentha, mettendo così a frutto le esperienze dell’Odin Teatret e del Potlach.
Tag:Fara Sabina, pedagogia teatrale
Scritto martedì, 28 giugno 2011 alle 00:05 nella categoria 1. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

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