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Prevenzione: e’ davvero possibile?

Creato il 14 novembre 2013 da Nicla

IMG_8939“Quando avrai letto tutti questi libri smetterai di avere paura della malattia, credimi.”

E’ così che mi congedava, meno di due settimane fa, un’amica molto cara prima di iniziare a pedinare streghe e vampiri a caccia di “dolcetto o scherzetto” nella notte di Halloween.

So che non ne avrà a male se ne parlo…
Ma la verità è che da allora questa frase mi ronza spesso in testa. Perché di fatto, non so  a voi, la malattia fa paura. Quando inizi a sentire i sintomi, sei spacciato. Non sai perché è arrivata. Non sai se la cura funzionerà. E non sai se la malattia ritornerà.

E’ questo cui siamo abituati.

E’ questo che oggi avviene nella stragrande maggioranza degli ambulatori. Una diagnosi di tumore inaspettata (quante ne ho sentite in quest’ultimo mese…), un doloretto alla spalla che porta diritto al by pass, un formicolio alle gambe che in due giorni ti lascia paralizzato sul letto di ospedale.

Posso sembrare esagerata, mi rendo conto, ma purtroppo non è così. In soli due mesi ho una lunga lista di amici stretti, conoscenti, parenti o anche solo semplici visi noti che hanno avuto a che fare con una qualunque di queste sintomatologie e patologie successive.

E quando questo avviene, una domanda la fai:
perché?

Perché mi è venuto il cancro? Perché sono finito sotto i ferri? Perché, da un giorno all’altro, non ho più mosso le gambe per un mese intero?

Sono tutte domande che ho sentito fare in questi due mesi dai miei amici o conoscenti. Le hanno fatte a me, tanto per parlare. E le hanno fatte ai loro medici, ai tanti bravissimi esperti e chirurghi che li hanno assistiti e curati nel modo migliore possibile.

Ma tutti, dal primo all’ultimo, un perché non l’hanno ancora ricevuto.
“Perché dottore mi sono ammalato? Cosa ho sbagliato?”

Nessuna risposta. “Un perché non c’è”, dicono. “Succede!”

E così la paura aumenta.

Ma come dottore, “capita così, senza un motivo? E allora come posso sperare che non capiti più?”

Come diceva la mia amica qualche sera fa, difficile non aver paura della malattia in questo modo. Difficile non vivere pensando che prima o poi succede di ammalarsi seriamente, che l’unica cosa da fare è incrociare le dita e sperare che accada il più tardi possibile!

“Quando avrai letto tutti i libri e le ricerche che stai approfondendo, vedrai, non avrai più paura. Perché ti sentirai di poter fare qualcosa contro la malattia”.  

Quanta verità in queste semplici parole.

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Riguardando velocemente in questi giorni il dvd sulla prevenzione (The China Study- la prevenzione) realizzato dopo un nostro convegno a Torino la scorsa primavera, mi sono resa conto di quanto le parole della mia amica siano vere.

In tutti i loro interventi, in tutti i loro libri, in tutte le loro ricerche i medici e gli esperti che hanno preso parte a quel seminario e successivamente anche a Be4eat 2013 (la dr.ssa Michela  De Petris, il dr. Massimo Melelli Roia, il dr. Michele Riefoli e il dr. Volker Goepel) hanno parlato di malattia: ma in modo diverso!
Hanno esposto gli stessi dati e le stesse statistiche che tutti gli esperti conoscono, ma con una prospettiva diversa. Che dà finalmente senso alla parola prevenzione.

Che cos’è la prevenzione?
Cosa posso fare di concreto per allontanare il più possibile patologie che non voglio in alcun modo?

Nell’accezione ordinaria della medicina descritta prima, in cui tutto capita e poco abbiamo da fare per allontanarci dal guaio, penso sia difficile dare un senso a questa parola. Uno screening completo e il più possibile regolare, non allontana il rischio di incorrere nella malattia. Semplicemente consente di diagnosticarla prima, vantaggio da non sottovalutare ci mancherebbe. E poi? Che si fa?

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Ascoltare la voce di questi esperti, rileggere le loro ricerche e le tante casistiche riportate nel loro agire quotidiano e nei tanti studi su cui si basano per operare lancia un messaggio ben diverso: la prevenzione c’è ed esiste.
Per fortuna!

 

Però bisogna conoscerla. E farla conoscere. Il più possibile.
Per questo ti ringrazio dell’aiuto che ci dai nella diffusione di questo messaggio.
Buona prevenzione anche a te!


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