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Punto Omega – Don DeLillo

Creato il 03 agosto 2012 da Maxscorda @MaxScorda

3 agosto 2012 Lascia un commento

Punto Omega
DeLillo e’ uno scrittore che sa girare attorno all’umanita’ divenendone fine osservatore e per raggiungere il suo scopo ogni mezzo e’ buono, ogni sguardo sa essere essenziale nel descrivere un insieme di fatti che non puo’ essere univoco e monolitico ma somma ultima di infiniti segmenti, sezioni e visioni. Storia inventata, storia presunta, storia vissuta, per DeLillo non fa differenza forse perche’ la storia non esiste se non quella raccontata dalle persone e le persone sbagliano, le persone vedono e sentono solo cio’ che vogliono sentire e percio’ il muro sottile che separa i fatti dalle supposizioni, spesso si sgretola alla prima occhiata gettata con un minimo discernimento.
Questo e’ l’approccio che preferisco, questa la magia di DeLillo capace di destrutturare il quotidiano svelando i meccanismi che dettano regole di funzionamento talvolta complicando, altre semplificando, un’apparenza data per scontata ed acquisita.
Ancora piu’ evidente in "Punto Omega" questo tentativo di descrivere un singolo punto di vista che possa diventare base d’analisi ed interpretazione e lo fa con un testo dal sapore di pièce teatrale, riducendo al minimo i protagonisti, due in particolare, un anziano analista del Pentagono ingaggiato per trovare metodi, stimoli e soluzioni durante la Guerra del Golfo e un giovane regista che su di lui vuol girare un documentario.
E’ un’occasione di confronto ma non di scontro laddove due monologhi non diventano necessariamente un dialogo e per favore, non tirate in ballo Beckett, questa e’ roba seria.
La conclusione si ripiega su se stessa, enfaticamente s’insegue nell’idea che il tempo sia percorribile a velocita’ ed attenzioni diverse, che i dettagli si nascondano nel piccolo tempo come nel piccolo spazio e in esse perdersi, smarrirsi, sbagliare senza rimedio e senza ritorno. Trovo sia un testo incompleto quantomeno per le capacita’ di DeLillo di sviscerare meglio i temi trattati. Sa di assaggio, di preludio, di antefatto. Malgrado questo offre qualche considerazione, pensieri da affrontare in solitudine. Impossibile invece assumere posizioni pro o contro qualcosa, il romanzo e’ staminale, replicabile e replicante, forse troppo inerte per un risultato compiuto ma nell’epoca in cui tutti hanno risposte, qualche punto interrogativo rinforza i muscoli.


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