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Puttanate

Creato il 20 settembre 2011 da Alesan
terrydenicolo Non sono scandalizzato e, in parte, nemmeno troppo sorpreso. Parto dal presupposto che bisognerebbe chiamare le cose con il proprio nome, vivere una società dell'informazione con meno filtri. Ce lo insegna Terry De Nicolò che di mestiere mi pare faccia la escort. Escort è un termine gentile che a quanto so serve per coprire quello che in realtà è il mestiere più antico del mondo. Sarebbe infatti escort, dalla lingua inglese, un accompagnatore, addirittura una guida turistica secondo alcuni dizionari. Invece no, con escort noi definiamo, da qualche anno a questa parte, le puttane. Non volendo essere troppo politically correct mi piacerebbe che ogni tanto qualcuno perdesse i filtri del buoncostume (e della buoncostume...) e definisse queste donne per il lavoro che fanno: le puttane. A non voler essere volgari si potrebbe dire prostitute ma il senso non cambia perché sarebbe come dire che la merda puzza e la cacca, invece, no. Tanto più che l’atteggiamento della signorina De Nicolò è piuttosto convinto, per cui non si capisce per quale ragione si dovrebbe aver pudore nel confondere le professioni o nell’addolcire il significato di un mestiere in onore del rispetto che si deve a tutti i lavoratori. Gli spazzini divennero tanti anni fa operatori ecologici, ed anche se il senso del mestiere non cambia mi sembra un aggiustamento corretto. Un piccolo segno di rispetto per chi, per mestiere e per necessità e non certo per passione ci mancherebbe, contribuisce a tenere pulite le città, si alza presto al mattino per svuotare i cassonetti e mettere ordine nella differenziata, pulisce le strade e raccoglie le foglie quando ad autunno queste abbandonano per sempre la propria madre quercia.
Vien da dire, a voler banalizzare, che lo spazzino/operatore ecologico paga le tasse, combatte ogni giorno per portare a casa due lire e mantenere una famiglia, tutte cose che non so se abbiano attinenza anche col mestiere di escort/prostituta. Oh, a me piacerebbe che ci fosse la liberalizzazione della prostituzione (da bordello, da appartamento o da accompagnamento, come volete voi) sia per le donne che per gli uomini aspiranti cicisbei. Vivremmo in un mondo più libero, con le strade più pulite e con la partecipazione al pagamento delle tasse anche di chi, giustamente, decide che il proprio corpo non vale nulla se non può essere venduto. Fatti suoi. Saremmo anche in grado di limitare quello che è lo sfruttamento delle donne importate a forza in occidente per essere picchiate e stuprate ogni sera e che mai nella loro vita hanno desiderato di fare quello che fanno.Ma alla De Nicolò tutto questo non interessa. Chissà cosa pensa di quegli sfigati di spazzini che per molto meno di 2000 euro al mese fanno quello che fanno. E lo fanno anche per lei. E magari sposano una donna che non è bella quanto lei ma con la quale riescono a progettare un futuro insieme, a volersi bene, nonostante tutto, ad avere una famiglia o qualcosa che le somiglia. Eh sì, perché le brutte devono stare in casa i brutti è meglio se sono scorretti così possono fare un sacco di soldi, calpestare cadaveri, devono essere disposti a vendersi la madre (sperando che sia bella, perché se è brutta deve rimanere in casa e poi nessuno se la compra) e una volta che un brutto è ricco rimane solo il fatto che sia ricco. E può trovare una donna bella e giovane disposta a farsi comprare, consapevole che come le automobili quando avrà troppi chilometri dovrà essere sostituita. Se siete onesti non andrete da nessuna parte ci dice la dolce Terry (all’anagrafe Maria Teresa). Dovete rubare, uccidere il nemico del vostro successo e poi sarete invidiati non in quanto uomini che hanno avuto successo meritatamente (secondo lei…), ma in quanto puttanieri. E vivere un giorno alla Giampi, un giorno da leoni, mica cento da pecora. Diceva l’altro giorno Massimo Gramellini nel suo Buongiorno che qualcuno dovrebbe spiegare a certa gente che non tutti sono interessati alle escort/prostitute. Alcuni amano la filosofia, l’arte, una bella chiacchierata con un genio contemporaneo, leggere un libro, avere ideali. La De Nicolò obietterà che con queste cose non ti compri un paio di scarpe di Prada ma forse a lei sfugge che io con le mie All Stars di pezza mi sento da dio. La signorina De Nicolò potrebbe quindi obiettare che quelli come Gramellini dovrebbero stare in casa ed invece lui esce e, credo, si diverte anche. Potrebbe obiettare che noi siamo invidiosi di Giampi e Silvio e invece, semplicemente, siamo diversi. E magari un tantino più onesti con noi stessi. Potrebbe obiettare che così facendo guadagneremmo solo 2000 euro al mese e noi, che al contrario di lei il mondo lo conosciamo, quello vero intendo, le risponderemo che “magari! Chi li ha mai visti duemila euro tutti insieme???”. Almeno però non abbiamo venduto nostra madre, le nostre idee e il nostro culo. E pazienza se delle scarpe di Prada non ce ne frega una mazza e se i SUV ci fanno schifo. Almeno, a me personalmente fanno schifo e mettono anche un po’ di tristezza, però…Mi piacerebbe che un giornalista tornasse da lei tra vent’anni, cara signorina De Nicolò, quando, se avrà avuto la sfortuna di fare la fine del 98% di quelle come lei, non avrà un solo euro da parte e duemila euro al mese saranno solo un miraggio e le provocheranno profonda invidia verso gli altri che non hanno buttato la gioventù a fantasticare dietro qualche venditore di fumo e non solo. Tra vent’anni, quando il suo corpo non interesserà più ai Giampi della situazione che per un giorno da leoni avranno bisogno di carne giovane, ventenne appena, trentenne quando può andar bene, poco più nelle altre situazioni. Quando il suo corpo, a differenza delle abilità mediche cui lo paragona che sono figlie di studi e impegno e non del caso come l’aspetto fisico, non avrà più bellezza perché al contrario della Mona Lisa invecchierà. E quando qualcuno le dirà che le nostre idee e le nostre passioni invece sono ancora giovani e fresche e che continuiamo a divertirci e pensare a quanto sia bello leggere un buon libro o guardare un bel film. Senza invidiare né lei né altri che hanno tutto il diritto di fare quello che vogliono. Robert de Niro ha pianto sabato scorso da Maria de Filippi. Massimo Moratti è presidente di una squadra di calcio. Lei dispensa pillole di saggezza. Ognuno di noi può essere convinto, almeno una volta nella vita, che quello che sta facendo, magari anche solo per un singolo momento, è giusto. Spesso però è una puttanata.Tanti anni fa, come buona parte degli inglesi, pensavo che una cena con Eric Cantona fosse più interessante di una con Sharon Stone. E parliamo di cene, mica di altro perché non siamo leoni ma nemmeno coglioni. Solo diversi dal mondo che lei immagina, dove qualcuno l’ha convinta che tutti correrebbero in un batter d’occhio a casa di Silvio Berlusconi. Un mondo, il suo, che presumibilmente ha condiviso in tanti ambienti e feste della destra berlusconiana (e non solo, ci mancherebbe, ma anche tutta quella fetta di italietta retrograda e maschilista), quella che la convince che per la sinistra tutti dovrebbero guadagnare 2000 euro al mese (e io aggiungo che per molti sarebbe comunque meglio così). 
Il suo è solo uno schiaffo alla povertà e all'intelligenza, ma non c'è da scandalizzarsi. Al massimo si può riflettere sul dove siamo arrivati e per scoprire che siamo certamente più in basso di dove eravamo ieri. Però lo dico: a me sembrano tutte puttanate ma in questo senso l’esperta è Maria Teresa, e dubito che potrà mai rispondermi.

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