Magazine Bambini

Quando l’oggetto sessuale è una bambina

Da Marypinagiuliaalessiafabiana

Quest’anno riprendo a parlare di Libera Infanzia anche perchè c’è ne un gran bisogno. Prima di tutto mi scuso per il documentario ma devo controllarlo su alcuni pezzi e aggiustare l’audio, insomma ho bisogno di attrezzature che ancora non dispongo.

Dei  ruoli sessisti e dell’erotizzazione precoce imposta alle bambine è urgente parlarne. Come ho sempre detto alle bambine non vengono che imposti gli stessi ruoli che poi vengono applicati alle donne adulte tra cui l’erotizzazione del corpo che assume connotati più inquetanti perchè viene imposta a bambine molto piccole finendo così per incitare ad un altro fenomeno: la pedofilia.

Nel numero di dicembre della rivista di Vogue francese a cura di Tom Ford (un brand che ci ha fatto già discutere) appaiono delle ragazzine erotizzate con abiti succinti e truccate all’estremo. Le bambine hanno solamente sei anni ma le loro pose e le loro espressioni contraffatte esercitano un richiamo erotico. Un richiamo erotico che non può essere tollerato perchè veicola un messaggio pericoloso:

Quando l’oggetto sessuale è una bambina

Quando l’oggetto sessuale è una bambina

Quando l’oggetto sessuale è una bambina

Tacchi alti, allusioni a fellatio, ammiccamenti, insomma tutto su bambine di sei anni. Fonte giornalettismo

C’è poi tra i commenti qualche troll che si nasconde dietro nomi femminili (o magari è una veramente una donna) che condivide questo scempio e da della zoccola alle dodicenni di oggi, come se queste dodicenni non siano in qualche modo condizionate da questa cultura, leggete qua:

Perdonatemi ma… quelle bambine sono senza dubbio modelle, non sono prese dalla strada. Le foto hanno un loro perchè, non pensate che forse vogliano sottolineare le dodicenni che ci ritroviamo a fare le zoccole per strada? Che per come vestono sono oggetto di apprezzamenti volgari o peggio?Perchè criticare subito… leggete il giornale e capite il PERCHE’ di quelle immagini…

Questo utente si firma con il nome chiara ed è figlio dell’arretratezza italiana. La stessa arretratezza che ci ricorda i provedimenti di Castellamare di Stabia e le multe alle prostitute in una società dove il corpo femminile spogliato è dappertutto.

 Mi ricordano quegli utenti maschilisti che condividono la mercificazione del corpo femminile in televisione perchè considerano le donne alla stregua di zoccole.

Quindi io sarei la solita bigotta perchè critico queste immagini. Lo stesso appellativo che però non dovrebbe meritarsi questa Chiara e altri sessisti .

Non ho parole!



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