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Quanto sono credibili i sondaggi?

Creato il 06 febbraio 2013 da Oblioilblog @oblioilblog

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Da quando sono state rese ufficiali le date delle elezioni, i sondaggi sono diventati i protagonisti dell’informazione. Tutte le trasmissioni e le testate li pubblicano, li commentano, li analizzano, li interrogano. In un momento in cui la situazione politica è incerta e il distacco tra le fazioni oscillante, i sondaggi sono un’arma potente.

Non sono solo uno mezzo di misurazione: sono uno strumento per creare opinione e consenso, influenzano gli elettori. Ne è riprova il fatto che sono vietati negli ultimi quindici giorni di campagna elettorale, quindi da sabato, anche se SWG continuerà a pubblicarli su un’app, concessa perché non considerata un mezzo di comunicazione di massa.

Il problema riguarda la bontà dei sondaggi, spesso figli di conflitti di interessi o semplicemente volontà di compiacere il committente: è poco conveniente consegnare a chi ti ha pagato un dato molto negativo. Un’altra questione riguarda il campione esaminato: può davvero rappresentare le intenzioni dell’intera popolazione?

Queste domande se le son poste anche i Radicali che hanno messo in piede un’indagine per scoprire le falle del sistema di rilevazione. Così il segretario Mario Staderini:

Molti sondaggi che passano in tv sono fatti su un campione di mille soggetti contattati tra il 56% di chi ha il telefono fisso e decide di rispondere alla domande, mentre l’insieme degli elettori in Italia supera i 50 milioni. Il margine di errore va dal -3,1% al +3,1%. Quindi, se dicono che un partito è al 5% dei consensi, si tratta di una semplificazione mediana, perché quel dato dovrebbe andare dal 1,9% all’8% e ogni numero all’interno della forbice è accettabile. Ovvero quando ci dicono che un partito è aumentato dello 0,3 significa che due persone hanno cambiato opinione. Tutt’altro che un campione rappresentativo. 

Per quanto riguarda poi eventuali conflitti d’interesse, i Radicali evidenziano che sostanzialmente nessun sondaggio è esente da critiche. SWG lavora per Raitre ed è controllata al 30% da una finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia. La Tecné lavora con Sky e l’Unità ed è gestita da Carlo Buttaroni di area DS e blogger del quotidiano vicino al PD. Euromedia research di Alessandra Ghisleri fa rilevazioni per Berlusconi. La Ipsos di Nando Pagnoncelli è al soldo di Ballarò e del Partito Democratico. La ISPO è pagata dal Corriere della Sera e Porta a Porta. EMG è finanziata da La7. Manca, di fatto, un sondaggio assolutamente neutrale, visto che tutti i giornali e tutte le  tv hanno i loro interessi.

La ricerca cita poi un caso emblematico di compiacenza del committente. Nel 2011 il presidente uscente della regione Molise Michele Iorio affida i sondaggi alla Digis, usa società con appalti in quella regione, tra i quali il call center regionale. La Digis stimò il suo vantaggio intorno agli 8 punti, ma alla fine Iorio vinse solo dello 0,79% (elezioni poi annullate).

Visto che ormai gli ultimi sondaggi si avvicinano, li conserveremo e poi a giochi fatti andremo a vedere qual è l’istituto più affidabile.

Fonte: Il Fatto Quotidiano


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