Magazine Diario personale

Quel sorriso

Creato il 21 settembre 2010 da Lanterna
Lo so, dovrei sfruttare la pausa pranzo per fare altro, ma la mattina è stata senza un momento di tregua, il pomeriggio si prospetta uguale e se si è troppo stanchi non si ha sufficiente lucidità.
E poi c'è un ricordo di ieri che voglio fissare.
Ieri vado a prendere Ettore. Sono stanca come oggi, decisamente più scoraggiata (non avevo ancora avuto l'illuminazione), fa anche caldo e io sono vestita troppo pesante (del resto, di mattina ci sono 13°).
Lui esce dal nido e si dirige verso il recinto delle caprette (sempre di proprietà del nido - anzi dovrei dire i capretti ché son tutti e 4 maschi). Io gli dico che ci tratteniamo solo un attimo, perché Amelia aspetta in macchina (sempre nel cortile del nido, per chi fosse pronto a denunciarmi per abbandono di minore). Lui, seguendo il perimetro del recinto, si allontana di un bel po', io non ho voglia di seguirlo. Gli chiedo di tornare indietro.
Lui si volta e mi sorride in un modo da lasciarmi senza parole.
Flashback: sono a teatro, c'è la Turandot. Siamo ancora all'inizio, Calaf ha appena incontrato il padre Timur con la serva Liù, l'unica rimasta fedele al vecchio re.
Stupito da tanta fedeltà, Calaf chiede a Liù: "E perché tanta angoscia hai diviso?"
Lei, con la semplicità di chi ama, risponde: "Perché un dì nella reggia mi hai sorriso."
Ecco, adesso capisco Liù. E compiango le donne che incroceranno la strada di mio figlio. Altro che Mikael Blomkvist.

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