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#QuelLibroChe: La Pelle di Curzio Malaparte

Creato il 03 maggio 2013 da Dida

#QuelLibroChe: La Pelle di Curzio Malaparte

L’ho conosciuto grazie a un esame di storia e uno storico me l’ha fatto amare. 

Quella di La Pelle di Curzio Malaparte più che una lettura è stata una vera e propria esperienza di vita, perché mi ha messo in contatto con i miei demoni e mi ha mostrato il volto delle mie paure. L’orrore, il grottesco e tutto ciò che di putrido e malato cerchiamo di nascondere sotto i veli dell’apparenza è stato infatti posto dinanzi ai miei occhi dalla penna infuocata di Curzio Malaparte#QuelLibroChe: La Pelle di Curzio Malaparte

La pelle, infatti, è un vero e proprio “bestiario umano”, un vero e proprio decalogo dei volti, dei vizi e dei demoni di NapoliDai bassi di Piazza Olivella alle lussuose case del Vomero il marciume di Napoli fisico, morale ed intellettuale viene mostrato senza veli e senza censure. La Napoli di Malaparte, però, non è altro che il simbolo della decadenza di un’Europa che, dopo il disastro della Grande Guerra, ha intrapreso una parabola discende che con la fine del secondo conflitto mondiale ha toccato il suo punto più basso. 

Morbosità ed immagini crude quindi colpiranno il lettore e lo costringeranno ad aprire gli occhi, anche quando vorrebbe chiuderli. Su quella corruzione e su quel marciume, infatti, aveva già dovuto aprire gli occhi lo scrittore stesso che, ancora una volta, si era visto rifiutato da un mondo e da una società che, ancora oggi, non riescono ad accettarlo. La maestria di Malparte, inoltre, non si mostra solo nelle descrizioni vive e altamente simboliche, ma anche in quei dialoghi impregnati di una folle illogicità, che ci catapultano in un mondo magico ed inquietante dove tutto è contaminato e umiliato da quella peste che i sani, puliti e robusti liberatori hanno portato nel vecchio continente. Malaparte quindi in questo straordinario romanzo ci mostra un’umanità che ha tolto la maschera animale, perché ne ha cominciato ad assumere sembianze e abitudini. La Pelle è un grande, e per molti sui generis, affresco del secondo dopoguerra. E’ un romanzo che si insinuerà nel vostro animo e difficilmente vi lascerà andare.Alla prossimaDiana

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