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Recensione 1984 di George Orwell

Creato il 31 marzo 2015 da Alessio688

Il libro è stato scritto nel 1949 ed è considerato una delle più chiare rappresentazioni del totalitarismo. La vicenda si svolge in un futuro prossimo (l’anno 1984), il mondo è diviso in tre grandi super potenze: Oceania, Eurasia ed Estasia. Winston Smith è il protagonista del romanzo, e la sua vita si svolge in Oceania. Al capo di questa nazione si trova il Grande Fratello, onniscente e infallibile, nessuno è mai riuscito a vederlo di persona, tuttavia la sua immagine è presente in ogni luogo. Il protagonista lavora nel Ministero della Verità, il quale si occupa di censurare libri o giornali che non sono in linea con la politica del Partito, di alterare la storia per rendere sempre corrette le scelte del Grande Fratello e di ridurre le possibilità di espressione della lingua. Gli individui sono costantemente osservati e monitorati 24 ore su 24 tramite i teleschermi: “Big Brother is watching you”, questo tuttavia non impedisce a Winston di iniziare a condurre una vita sovversiva.

copertina1984

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Orwell descrive nei minimi dettagli la società protagonista di questa narrazione e lo fa in maniera così minuziosa e coinvolgente che alle volte mi sono davvero sentito seduto al “Bar del Castagno” con Winston Smith, o a camminare guardingo tra i quartieri poveri dei prolet.

Nella figura del Grande Fratello quasi sicuramente si cela Stalin. Il libro è infatti una critica ai sistemi totalitari che si sono affermati nel 900, tra le righe si capisce però come l’autore stimi i principi tipicamente marxisti, come appunto la speranza che un giorno possa avvenire una rivoluzione guidata dai proletari: “I prolet, se fossero riusciti in qualche modo a prendere coscienza della loro forza, non avrebbero avuto bisogno di cospirare. Non avrebbero dovuto fare altro che levarsi in piedi e scrollare le spalle, come un cavallo che scuote da sé le mosche. Se avessero voluto, avrebbero potuto fare a pezzi il Partito l’indomani stesso. L’avrebbero pur dovuto fare, prima o poi. Eppure…”

Orwell ha immaginato un mondo dove gli uomini avevano perso completamente la loro privacy, ed erano perennemente sotto il controllo sempre vigile della psico polizia, che si serviva dei teleschermi per monitore le persone anche nel sonno. Le persone erano bombardate costantemente dalla pubblicità,  dalla televisione e dagli altri mezzi di comunicazione,  tutti strumenti in grado di manipolare l’opinione pubblica.


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