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Recensione a: “Memorie e peccati. L’amante di Papa Borgia” di Elena e Michela Martignoni

Creato il 25 giugno 2015 da Soleeluna
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La recensione

 Quindi lo lasciai fare, rimettendo a lui ogni decisione, come avrei fatto negli anni a venire. Gli permisi sempre di decidere, e questo conservò il nostro amore.

Le sorelle Martignoni, ancora una volta, ci accompagnano dentro l’animo di personaggi storici che racchiudono  molteplici sfaccettature. A parlare questa volta è Vannozza Cattanei, amante di Rodrigo Borgia, madre dei suoi figli. La donna, già avanti con gli anni, ci racconta la sua storia con Rodrigo. Vannozza ricorda la relazione con colui che diverrà papa Alessandro I partendo dal loro primo incontro, quando lui non era altro che un cardinale spagnolo e lei una donna sposata.

Vannozza felix et infelix firmo le mie lettere, e chi mi conosce sa perché.

Sono Rosa e sono Vannozza, sono quella che lui ha amato e quella che lui ha lasciato.

Queste due righe hanno il potere di raccontarci il succo di tutto il romanzo. Chi è Vannozza? Una donna che ha amato con tutta la passione di cui era dotata, che ha donato tutta se stessa a un uomo che sapeva amare, ma per il quali il potere esercitava un fascino irresistibile, più ancora dell’amore. Vannozza, o Rosa come lui la chiamava, si mostra fra queste righe in tutta la sua nudità, che non è solo quella fisica, quanto quella dell’anima. Quella che ci racconta la sua storia, incerta sul proprio futuro e quello dei suoi figli, dopo la morte del Papa, è una donna che ha tenuto nel cuore per tutta la vita un amore impossibile. Lei, se pur ricca, solo una locandiera che conquista uno degli uomini più potenti della storia. E lui la ama, fino alla fine anche se un’altra donna ha preso il suo posto nel letto del Papa.

Vannozza assiste impotente alla perdita dei figli, che non sarà solo quella fisica, ma anche la perdita di quei legami che avrebbe potuto stringere con loro se non fossero stati figli di Papa Alessandro. Li lascia andare incontro a un destino che lei non potrà modellare.

Ci racconta il rapporto che il padre ha con i propri figli, quello conflittuale con Cesare, quello di adorazione con Lucrezia e, senza ombra di dubbio, quello che più importante con Juan. Anche un uomo come Rodrigo, abituato a manipolare e a raggiungere con ogni mezzo quello che vuole, deve arrendersi di fronte alla morte.

Questo breve romanzo ha una componente molto erotica. Ci vuole eleganza per descrivere il sesso in maniera tanto esplicita e non far uscire qualcosa di pornografico. Serve delicatezza per far emergere, in mezzo alla lussuria che trapela da queste pagine, tutto l’amore che ne esce.

Amore sì, e non sesso, perché il legame profondo fra questi due personaggi non era solo fisico. Rosa e Rodrigo si sono amati come persone e il sesso fra loro altro non era che la conseguenza di questo sentimento. Si vogliono, basta uno sguardo per accendere i loro desideri, si abbandonano, ma non lo fanno mai fino in fondo perché ci sono legami che né il tempo, né la differenza sociale, potrà mai rompere.

Le sorelle Martignoni ci tengono compagnia ancora una volta con un romanzo che si legge in poche ore, ma che resta nel cuore. È romantico, passionale, commovente, ha tutti gli ingrediente per diventare una di quelle storie che una volta arrivati all’ultima pagina, si sente il bisogno di ricominciare.

Recensione a cura di Laura Bellini

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