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Recensione “Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley” di M.C. Beaton

Creato il 02 luglio 2012 da Alessandraz @RedazioneDiario

Pubblicato da Gabriella Parisi

Cari lettori, parliamo oggi del quarto caso delle indagini di Agatha Raisin, nate dalla penna di M.C. Beaton, Agatha Raisin e i camminatori di Dembley, pubblicato da Astoria il 16 Maggio 2012; indagini che vogliono emulare quelle della Miss Marple di Agatha Christie, con un’investigatrice nubile e attempata in un paesino della campagna inglese, dove tutti conoscono tutti e sanno tutto dei loro vicini. Agatha è un’investigatrice ultracinquantenne ed eccentrica e la serie — ironica e intelligente — è già al suo ventitreesimo caso in Inghilterra. Recensione “Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley” di M.C. Beaton Recensione “Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley” di M.C. BeatonAutore: M. C. Beaton Titolo: Agatha Raisin e i camminatori di Dembley Titolo originale: Agatha Raisin and the Walkers of Dembley Traduzione di Marina Morpurgo Casa Editrice: Astoria pagine: 200 prezzo € 15,00 data pubblicazione: 16 maggio 2012 Trama: tornata da un lungo periodo lavorativo a Londra, Agatha ritrova il suo amato villaggio di Carsely e soprattutto il suo bel vicino James. Vero è che il fascinoso colonnello in pensione non sembra proprio in visibilio all’idea di riaverla lì, ma Agatha non fa neanche in tempo a elaborare nuove strategie di conquista che viene coinvolta in un omicidio sensazionale. Jessica Tartinck, provocatrice di professione, che ha trascorso gli ultimi mesi a capo dell’Associazione dei Camminatori di Dembley, cercando di trasformare dei pacifici passeggiatori della domenica in agguerriti sostenitori del diritto di passo nella campagna circostante, viene trovata brutalmente assassinata in un campo. E poiché Agatha non smette mai di sperare, da lì a poco cerca di convincere James a partecipare alle indagini, complicate dal fatto che davvero molti potrebbero essere i colpevoli…

RECENSIONE Recensione “Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley” di M.C. BeatonQuanto può cambiare una persona a seconda del luogo in cui si trova e delle persone che frequenta? In questo romanzo vediamo una vera e propria trasformazione di Agatha Raisin da Dottor Jeckyll a Mr Hyde, o meglio, viceversa. Sì, perché l’Agatha di inizio romanzo è un vero e proprio squalo, una donna scaltra, abituata ai giochetti del suo ambiente di lavoro. Agatha è un’abilissima P.R., o meglio, lo era — ormai dovrebbe essere in pensione —, ma è dovuta tornare a Londra per alcuni mesi, nuovamente al lavoro per sbrigare delle importanti questioni. E intanto vagheggia i Costwolds, il suo amato villaggio di Carsley nel Gloucestershire e il suo vicino di casa, James Lacey, un attempato ma piacente scapolo.

Appena Agatha mette piede a Carsley, diventa una persona diversa, meno sicura di sé, disposta a cedere alle sue debolezze. Sarà l’aria della campagna inglese o la vicinanza di James? Il fatto, poi, che Roy Silver — un suo collega di lavoro — l’abbia seguita per cercare di convincerla a ritornare all’agenzia di P.R., la innervosisce oltremodo: non vuole assolutamente ricordarsi della trasformazione che compie quando si trova a Londra. Sembra quasi di vedere Vitangelo Moscarda di Uno, Nessuno e Centomila, che non vuole farsi vedere dalla moglie in compagnia di un amico perché, vedendo il suo diverso comportamento con l’amico, la moglie potrebbe trovarsi spiazzata a causa della differente idea che ha del marito. E Agatha si preferisce di gran lunga in ‘versione campagnola’, meno energica ma più simpatica… e sempre invischiata in qualche delitto.

Recensione “Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley” di M.C. BeatonE infatti i delitti non tardano ad arrivare. La prima vittima è Jessica Tartinck, una provocatrice di professione: qualsiasi attività intraprenda, Jessica deve necessariamente viverla come una sfida, attaccando briga anche quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno.

Non era neppure passato nell’anticamera dei loro cervelli che il suo zelo nella caccia ai diritti di passo attraverso i terreni privati fosse alimentato da rancore e invidia, e, come nel caso di alcune sue proteste precedenti — era stata un’attivista antinucleare sul campo militare di Greenham Common —, da una brama di potere sulle persone.

L’ultimo impegno di Jessica è stato l’essere a capo dell’Associazione dei Camminatori di Dembley. Un’associazione che sembrerebbe innocua, ma che diventa una sfida quando, lungo le strade di campagna, i Camminatori si trovano il passo sbarrato e custodi armati di fucile che impediscono il diritto di passo.

Quei vecchi diritti di passo in origine, ovvero fin dai tempi del Medio Evo, corrispondevano ai sentieri che permettevano di raggiungere la scuola, la chiesa, o il posto di lavoro. Non erano stati concepiti per permettere alla gentaglia dei sobborghi di andarsene in giro a calpestare i campi con i loro scarponi.

Recensione “Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley” di M.C. Beaton Fin da subito, come in ogni buon romanzo giallo — Agatha Christie, a cui è ispirato il nome alla nostra investigatrice, docet —, ci vengono presentati i personaggi, con i loro tratti caratteristici, non tralasciando i motivi di dissidio con la vittima, creando un alone di sospetto attorno a ciascuno. Agatha Raisin verrà contattata da Sir Charles Fraith, un proprietario terriero, nella cui tenuta — su cui Jessica voleva rivendicare i diritti di passo — viene ritrovato il cadavere della giovane. Sir Charles è il primo sospettato, anche perché l’alibi fornito alla polizia si rivelerà falso. Coinvolgendo James, Agatha dovrà recitare la parte della nuova arrivata a Dembley; la parte di moglie gelosa non sarà difficile per lei, dal momento che la donna è realmente coinvolta dalla situazione e dal suo debole per l’affascinante vicino. Come in ogni buon thriller, ci troviamo ad analizzare tantissime tipologie di persone — seppure avvicinate da un interesse comune — con tutti i difetti e le debolezze della natura umana.

Recensione “Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley” di M.C. BeatonRisolto il caso, quando tutto sembra andare per il meglio, si presenta subito un nuovo mistero — un mistero che, stavolta, è proprio nel passato della stessa Agatha —, che pone le basi per il prossimo libro della serie, Agatha Raisin e il matrimonio assassino, che Astoria pubblicherà a ottobre 2012.

Una lettura molto gradevole, per un giallo di stampo classico — evidentemente ispirato ad Agatha Christie e ai casi di Miss Marple —, ma con una protagonista moderna: Agatha Raisin ha abbondantemente superato la mezza età ed è nubile, come Miss Marple — sebbene la detective creata dalla penna di Agatha Christie sia più stagionata —, eppure non ci potrebbero essere due donne più agli antipodi, a rappresentare le mutazioni dei tempi. Recensione “Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley” di M.C. Beaton L'AUTRICE

Marion Chesney (1936) è nota per aver scritto più di 100 romanzi storici, pubblicati sotto numerosi pseudonimi. M.C. Beaton (il nome usato per le serie mystery) è nata in Scozia, ha lavorato come libraia, specializzata in narrativa; ha intrapreso poi la carriera di giornalista, di moda prima, di cronaca nera poi. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti – dove ha cominciato appunto a scrivere romanzi storici – Marion, di ritorno in Inghilterra, ha deciso di dedicarsi ai gialli. Ha dato vita prima a una serie con Hamish Macbeth e, a partire dal 1992, a quella che vede protagonista Agatha Raisin.  Sito Autrice Sito Serie


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