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Recensione: Destiny

Creato il 16 novembre 2014 da Scimiazzurro
Recensione: Destiny

Nuova generazione…..Non si sente parlare d’altro da circa un anno. Ma cosa significa in realtà questo termine? Molti asseriscono che con tale combinazione di parole si intenda, sostanzialmente, un incremento di tutte le caratteristiche che costituiscono i lati tecnici di un videogioco: grafica, animazioni, risoluzione, frame rate, intelligenza artificiale…. Ma è solo questo? Io, personalmente, credo di no. Con questo termine mi piace pensare che si intenda una nuova concezione del videogioco nella sua totalità; oltre ai sempre ben accetti incrementi grafici, possibili anche grazie ai nuovi hardware, nuova generazione vuol dire anche sperimentazione, volontà di proporre esperienze nuove e uniche, mai viste prima e che costituiscano un punto di partenza per il futuro. Questo è ciò che prova a fare Bungie con il suo Destiny; proporre un’esperienza che guarda al futuro, sfruttando meccaniche che, seppur non innovative prese singolarmente, messe insieme risultano un esperimento moderno ben riuscito e una solida base di partenza che, col passare degli anni, potrà perfezionarsi e completarsi sempre più, fino ad arrivare a livelli altissimi. Lo dico fin da subito, Bungie ci è riuscita! Destiny è un titolo che, nonostante i molti difetti, riesce ad incarnare il senso di novità di cui l’industria videoludica, ormai ampiamente inserita nella nuova generazione,  ha disperatamente bisogno, immersa come è in una moltitudine di cloni ancora troppo ancorati a meccaniche che, seppur ancora gradevoli, si portano dietro il peso degli anni.

In Giro per L’universo

Recensione: Destiny

Destiny è, prima di tutto, un sublime viaggio visivo. L’universo in cui verremo catapultati, ci darà la possibilità di visitare interi pianeti del sistema solare: passeremo da un pianeta Terra ormai abbandonato da molti anni, arido e secco, specchio di una civiltà che ha dovuto trovarsi una nuova casa, lasciando un deserto abitato solo da moderni strutture e carcasse di auto e aerei che fanno da sfondo a immense pianure, per poi visitare la Luna, un satellite intriso di una bellezza nobiliare, con le sue sabbie e pietre pallide che contrastano con un firmamento più scuro e illuminato dal riflesso della terra e dalle stelle. Passeremo poi per le rosse lande di Marte e arriveremo a calpestare il suolo di una rigogliosa e affascinante Venere. Tutti i pianeti che visiteremo riusciranno a smuovere dentro di noi emozioni diverse; la vastità degli ambienti, unitamente ai colori e alle strutture che ci si staglieranno davanti, in più di un’occasione lasceranno il giocatore a bocca aperta, estasiato e meravigliato dalla bellezza dell’immagini che si trova di fronte. Da questo punto di vista Bungie ha svolto un lavoro a dir poco eccelso; il level design è meticoloso ed ogni cosa sembra essere stata messa al posto giusto a pro di restituire scorci e immagini di rarissima bellezza. Inoltre, l’enormità degli spazi in cui ci troveremo a muovere i nostri passi, contribuisce a rendere l’esperienza visiva di Destiny ancora più profonda e coinvolgente. Le cause che ci porteranno da un angolo all’altro dell’universo, sono però sorrette da una trama purtroppo non all’altezza. Grazie all’arrivo del “Viaggiatore”, i pianeti del sistema solare iniziarono a mutare le proprie atmosfere e diventando così ambienti vivibili e abitabili. Iniziò, per il genere umano, un epoca di prosperità legata alla colonizzazione dei pianeti del sistema solare, detta ‘Età dell’Oro . Quest’ epoca rigogliosa durò però poco; l’ “Oscurità”, una potente presenza nemica, scovò e decimò la razza umana. Solo alcuni si salvarono e, protetti dietro al manto del Viaggiatore, fondarono la Torre, unico avamposto abitato sulla Terra. Noi impersoneremo un “Guardiano”,  il cui compito è quello di servire e proteggere la Torre, spazzando via le minacce che su di essa incombono e che partono da ogni angolo del sistema solare. Più che una trama vera e propria, ci troviamo di fronte a quella che sembra essere una giustificazione al contesto in cui veniamo catapultati. Fatta di dialoghi molto frettolosi e cut-scene mai coinvolgenti e incisive, Destiny non racconta praticamente nulla o poco più, lasciando la storia come sottofondo a una struttura di gioco che di certo fa di altre caratteristiche il suo punto di forza, ma resta comunque parecchio rammarico per quella che è ,evidentemente, un’occasione mancata.

Scegli il tuo Destino!

Recensione: Destiny

Anche se, come abbiamo visto, Destiny non fa della trama il suo punto di forza, compensa ampiamente questa mancanza con un gameplay eccezionale ed innovativo, che fonde generi diversi tra loro, amalgamandoli in maniera perfetta, restituendo un gioco unico nel suo genere. Bungie, nota per aver dato i natali a Master Chief e all’intera saga di Halo, deve il suo successo anche al fatto di essere riuscita a proporre meccaniche FPS estremamente funzionali e ben bilanciate, costituite da tempistiche lontane dalle frenetiche sessioni di sparatutto come COD, ma più votate al ragionamento e alla strategia. Tali meccaniche le ritroviamo anche in  Destiny; il peso delle armi, la velocità dei movimenti e del puntamento dell’arma, l’impossibilità di affrontare assalti a viso aperto senza pianificare le mosse dietro un sicuro riparo, sono tutte caratteristiche tipiche di chi conosce lo stile di Bungie. La grandezza di questo gameplay sta però nel fatto di essere estremamente naturale a facilmente assimilabile; nessuno ci dirà come giocare a Destiny ma, pad alla mano, dopo poche ore, grazie anche a una successione di missioni principali ben bilanciate in termini di difficoltà, saremo completamente padroni della nostra arma e consci di ciò che possiamo e non possiamo fare. Inoltre, le possibilità offerte dal doppio salto, permetterà di approcciare le situazioni da punti di vista diversi anche in termini di altezze. Ma tutto ciò, direte voi, è sufficiente a considerare tale titolo realmente innovativo? Preso come sparatutto, Destiny è sicuramente fra i migliori titoli presenti sul mercato, ma la sua grandezza sta nell’aver inserito tali meccaniche in un ambiente condiviso, ispirandosi al mondo degli giochi “multiplayer massivi online”. In seguito ad un editor sufficientemente profondo, potremmo creare il nostro Guardiano, scegliendo caratteristiche estetiche e, sopratutto, una classe tra Titano, Caccaitore e Stregone. Ognuna di questa sarà ovviamente caratterizzata da determinate abilità passive e attive, che si sbloccheranno acquistando esperienza ottenibile portando a termine missioni e uccidendo nemici. Ogni classe è costituita da due sottoclassi o rami di abilità, uno disponibile da subito, l’altro dopo aver raggiunto un determinato livello e che potranno essere selezionate e intercambiate a piacimento. A seconda della classe e della rispettiva sottoclasse potremo plasmare il nostro stile di gioco come meglio preferiamo o, viceversa, a seconda dell’obiettivo che abbiamo, potremo scegliere la sottoclasse che secondo noi meglio potrà aiutarci a portare a termine il nostro compito. Ma abbiamo detto che Destiny è un gioco “massivo”! Cosa significa? Per chi non lo sapesse, con questo termine si intendo un gioco che condivide il mondo con molti giocatori contemporaneamente; Destiny in questo si discosta leggermente dal significato letterale associato al termine in esame. Bungie stessa definisce il suo gioco uno “sparatutto a mondo condiviso”; in pratica noi potremo affrontare le nostre missioni in team di massimo 3 persone. Sui vari pianeti in cui ci troveremo ad affrontare le nostre missioni però, potremo incontrare altri giocatori (soli o anche essi in team) intenti nelle loro personali attività, con i quali potremo solo in parte interagire. Potremo ad esempio invitare un giocatore incontrato sulla mappa di gioco nel nostro team, oppure seguire un team che sta eseguendo la stessa nostra missione aiutandosi a vicenda. Insomma, Destiny mette a disposizione vasti mondi dove c’è spazio per molti, ma le missioni sono studiate per essere completate da un massimo di tre persone per volta garantendo in questo modo un livello di sfida sempre stimolante. Portando a termine le missioni principali, il nostro Guardiano salirà di livello fino a un (apparente) massimo di 20 livelli. Arrivati a questo punto il gioco mostrerà la sua vera natura, radicalmente e profondamente diversa da quanto fin’ora giocato, con tutti i pro e i contro del caso….

La Fine è Solo L’inizio

Recensione: Destiny

La trama del titolo e le missioni a essa legate, altro non sono che l’introduzione ad un’esperienza radicalmente votata al potenziamento del proprio personaggio fino a “superare il livello massimo”. Infatti, una volta raggiunto il cap del ventesimo livello, sarà possibile ricercare equipaggiamento più potente e dotato di un parametro, detto luce, in grado di portarci fino al livello 30. A onor del vero però, Destiny non dispone di un numero di attività secondarie tale da poterci permettere di raggiungere l’equipaggiamento dei nostri sogni, se non ripetendo più e più volte le stesse missioni, sperando in un loot in grado di premiare i nostri sforzi. Ma il sistema di loot alla base di Destiny è decisamente avaro, e spesso ingiusto, non riuscendo il più delle volte a gratificare i nostri sforzi e “costringendo” il giocatore e eseguire decine, se non centinaia, di volte le stesse missioni al fine di trovare equipaggiamenti rari, pratica tediosa sopratutto se si considera la lentezza dei caricamenti che affliggono questo titolo.  Nella Torre sono presenti diversi vendor dotati di equipaggiamenti potenti, ma che per essere acquistati richiedono punti ottenibili ripetendo le suddette missioni più e più volte. E qui si mette alla prova la fede del giocatore, che deve essere spinto da una spasmodica voglia di andare oltre, trovare il potenziamento che mancava per raggiungere il prossimo livello, giocando e rigiocando in vista di un obiettivo più grande. Tale obiettivo è costituito dai Raid, missioni che possono essere portate a termine da una squadra di ben sei giocatori e che richiedono un impegno notevole, nonché un livello e un equipaggiamento adeguati. Pur risultando una meccanica sicuramente ripetitiva, ci troviamo qui di fronte a uno stile che può piacere o meno; costringere un giocatore a rifare sempre le stesse cose e lasciarlo il più delle volte a bocca asciutta senza un premio adeguato ai propri sforzi è, per alcuni, motivo di frustrazione, ma per i più fedeli, la causa per cui si battono è tanto grande e la soddisfazioni nel raggiungimento dell’obiettivo tanto soddisfacente da farli cadere in un’assuefazione dalla quale è difficile liberarsi. Ma l’offerta ludica di Destiny non si esaurisce qui; gli amanti della competizione saranno felici di sapere che nel gioco è presente anche una modalità competitiva, in verità non ricchissima, ma molto ben strutturata. Le modalità di gioco sono piuttosto classiche e vanno dall’immancabile Team Deadmatch, al tutti contro tutti, alla modalità controllo nel quale dovrebbe conquistare determinati avamposti sulla mappa. In pratica, nulla di particolarmente innovativo, ma il gameplay risulta funzionale anche negli scontri competitivi, anche se va sottolineato un bilanciamento non sempre impeccabile. Il nostro personaggio nel “Crogiolo” (è cosi che si chiama il sito dedicato agli scontri PVP) sarà lo stesso e avrà lo stesso livello e il medesimo equipaggiamento delle modalità cooperative. Questo può portare, in alcune occasioni, a partite leggermente sbilanciate, in cui potremo trovarci di fronte a personaggi con equipaggiamento o armi “esotiche” e/o “leggendarie” che, in uno scontro faccia a faccia, poco scampo lasciano a un giocatore con equipaggiamento non all’altezza. Nel complesso però tali modalità divertono e, inoltre, anche qui sarà possibile collezionare punti per l’acquisto di armamenti alla Torre oppure “droppare” equipaggiamenti o oggetti utili.

Universo Infinito….o Quasi

Recensione: Destiny

Nelle intenzioni (o almeno nelle promesse) di Bungie, c’era l’idea di un titolo vastissimo, smisurato, quasi infinito; la software house ha parlato di un progetto decennale, la cui durata sarebbe stata garantita dal continuo lavoro degli sviluppatori e grazie all’aggiunta costante di contenuti. In parte è sicuramente così; Destiny è un gioco destinato ad accompagnarci per molti molti mesi, ma va sicuramente rivista la stima che vede tale gioco protagonista per anni. Nonostante la vastità degli ambienti di gioco infatti, Destiny parte con un mezzo passo falso, restituendo si pianeti liberamente esplorabili e molto ampi che lasciano al giocatore una certa libertà esplorativa decisamente stimolante, ma le mappe non sono “interamente” esplorabili, presentando “vaste aree chiuse” e mura invisibili che stonano abbastanza con le definizione di vastità a cui Bungie faceva riferimento. In pratica, non tutto ciò che è visibile sulla mappa è effettivamente raggiungibile ed esplorabile  e ciò, unitamente alla insita ripetitività del titolo, alimenta più di un dubbio riguardo all’effettiva durata dell’esperienza che Destiny si prefigge di offrire. Al di la di quest però, la limitazione degli ambienti di gioco ha consentito di raggiungere livelli qualitativi elevati sia nel level design (come già detto) che nel comparto tecnico in generale. La grafica di Destiny, oltre al già citato colpo d’occhio superlativo, regala modelli poligonali solidi, un’ effettistica eccezionale e nel complesso una lodevole pulizia delle immagini. Le bellissime volte celesti che circondano i pianeti si accompagnano a texture in alta risoluzione che rendono omaggio agli hardware di nuova generazione. Ciò che però lascia interdetti (e questo è probabilmente da imputare alla natura cross-gen del prodotto) è la pressappoco totale assenza di interazioni ambientali; l’ambiente di gioco è decisamente troppo statico e questo contribuisce a rendere l’immedesimazione mai troppo elevata.
Un plauso invece va fatto alla colonna sonora, in grado di accompagnare  con traccie sempre pertinenti e che ben valorizzano le azioni a schermo.

Conclusioni    

Recensione: Destiny

Destiny è un titolo di difficile valutazione, che si porta sulle spalle il peso di tante promesse e aspettative, professandosi come prodotto innovativo e un’esperienza mai vissuta prima. Non tutte le promesse sono state però mantenute; un gameplay solidissimo unito a meccaniche GDR e MMO funziona e diverte, riuscendo effettivamente nell’intento di innovare e presentare qualcosa di nuovo sul mercato, ma un sistema troppo votato alla ricerca di loot unitamente a una repetitività di fondo troppo marcata e a una trama non all’altezza della produzione , non permettono di consacrare Destiny come capolavoro indiscusso, ma come una ottima base di partenza per produzioni future più mature e complete.  E’ però vero che Bungie può ancora aggiustare molte cose, rilasciando nuovi contenuti e limando le imperfezioni di un loot system non troppo bilanciato.  Se siete alla ricerca di una trama coinvolgente e di un’esperienza solitaria allora Destiny non è un titolo che fa per voi, ma se amate la cooperazione e siete in cerca di un’avventura duratura, impegnativa e innovativa non lasciatevi scappare questa perla.


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