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Recensione Film In Trance

Creato il 30 agosto 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Si chiama In Trance ed è l’ultimo film del regista inglese, premio Oscar, Danny Boyle con protagonisti James McAvoy, Rosario Dawson e Vincent Cassell. Un thriller appassionante che dimostra la capacità di questo regista di cimentarsi continuamente con generi diversi senza mai deludere. Il film è scritto dallo sceneggiatore John Hodge, con il quale esiste un sodalizio con Boyle che dura dai tempi di Piccole bugie tra amici nel lontano 1994.
Simon (James McAvoy), un battitore d’asta scozzese, si accorda segretamente con un criminale di nome Frank (Vincent Cassell) per rubare un’opera d’arte di Goya di grandissimo valore per pagare i propri debiti di gioco. Durante il colpo qualcosa va storto, Frank compisce Simon che perde la memoria e scappa via con la borsa che dovrebbe contenere il quadro ma che scoprirà subito dopo essere vuota. Dopo averlo torturato, Frank comprende che Simon soffre davvero di amnesia e lo costringe ad andare, microfonato, da una psicoanalista, esperta di ipnosi (Rosario Dawson) per recuperare la preziosa informazione. La donna comincia a scavare nell’anima e nella psiche del ragazzo risvegliando altri ricordi che la riguardano da vicino. Da quel momento il trio composto dagli attori protagonisti ci condurrà attraverso un viaggio avvincente nella psiche dei personaggi.
Un thriller psicologico sì ma anche una storia di ossessione, amore, gelosia e tradimenti. Un film da non perdere perché è una delle più belle sorprese di questa stagione cinematografica. Un cast meraviglioso con degli attori in parte dall’inizio alla fine che interpretano ruoli congeniali. Danny Boyle, al top della sua popolarità in patria per aver diretto la cerimonia di apertura delle Olimpiadi a Londra l’estate scorsa, non ha al contrario riscontrato molto successo al suo esordio nelle sale londinesi. La critica inglese, sul Telegraph, il Guardian e l’Independent soprattutto, non gli ha risparmiato giudizi negativi preferendogli film come Memento ed Inception di Christopher Nolan piuttosto che La Promessa dell’Assassino di David Cronenberg. Trance non è sicuramente all’altezza dei film sopracitati ma ha una sua dimensione interessante ed un cast d’eccezione che aggiunge brio ed enfasi ad una sceneggiatura non proprio originalissima.
In questo film in cui la dimensione cinematografica è sospesa tra sogno realtà come in Inception, il difetto principale è forse quello di svelare un po’ troppo la vera versione dei fatti con continui flashback e flashforward. Sembra quasi che il regista ci tenga particolarmente che lo spettatore comprenda a pieno la dinamica degli eventi. In un thriller questo non dovrebbe essere estremamente necessario, come maestri del genere come David Lynch ci hanno insegnato. Tuttavia, il pregio di questo film è quello di non essere elitario e di essere piuttosto un film di intrattenimento fruibile per un pubblico eterogeneo.
Rosario Dawson merita sicuramente una menzione speciale per un’interpretazione brillante sia quando è chiamata ad ostentare la propria femminilità che quando esprime la sua vera natura. Non solo un corpo bellissimo ma soprattutto un’anima che ipnotizza letteralmente lo spettatore come uno dei suoi pazienti nel film.
L’ascesa di Danny Boyle partì esattamente nel 1996 con un film disturbante, diventato un cult, come Trainspotting, che lanciò la carriera di un attore del calibro di Ewan McGregor. Il regista ha dichiarato a questo proposito che nel 2016 uscirà il sequel di Trainspotting che vedrà la reunion del cast originale venti anni dopo il successo globale della pellicola. Nel 2008 aveva vinto l’Oscar con lo straordinario melodramma bollywoodiano, The Millionaire. Mentre nel 2011 con 127 ore era riuscito a creare suspense rappresentando la storia vera dell’alpinista intrappolato immobile per giorni in un canyon dello Utah.
Danny Boyle è un regista coraggioso che non smette mai di sorprendere reinventando sempre il proprio cinema. Trance può essere un film gradevole o deludente a seconda dei punti di vista ma il regista, con il suo estro, è senz’altro uno dei migliori cineasti britannici.

di Rosa Maiuccaro per Oggialcinema.net


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