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Recensione "Grotesque" di Natsuo Kirino

Creato il 22 giugno 2012 da Alessandraz @RedazioneDiario

Recensione "Grotesque" di Natsuo Kirino

Pubblicato da Valentina Bettio "Un romanzo ambizioso e di ampio respiro, un libro dalla voce rabbiosa... un atto di accusa nei confronti di una società". Tommaso Pincio, Il Manifesto
Titolo: Grotesque Autore: Natsuo Kirino Casa editrice: Beat Pagine: 928 Prezzo: € 10,50 Trama: Due prostitute di Tokio, Yuriko e Kazue - la prima, figlia di madre giapponese e di padre svizzero, dotata di una bellezza quasi sovrannaturale, le seconda, invece, forte di una caparbia determinazione - sono assassinate in modo feroce, e la loro morte lascia una serie di domande senza risposta. Chi erano queste due brave ragazze che si sono trasformate in donne "grottesche", mostri di perversione ed eccessi, di irriducibile quanto tragica volontà di indipendenza? Quali eventi hanno condotto la loro vita verso un esito così tremendo, dove si annida l'enigma di una perdizione che nulla sembra poter arrestare?Al loro tragico destino si unisce quello di un contadino cinese immigrato in Giappone, cresciuto con la famiglia in condizioni di estrema povertà, che viene accusato degli omicidi. Ammetterà di aver commesso il primo, di aver ucciso la bellissima Yuriko, ma non è stato l'artefice del secondo, seppure le due violenze siano cos' simili, e le coincidenze così schiaccianti.
RECENSIONE Giappone, terra di grande fascino e di grandi contraddizioni. Lontano dalle ambientazioni immaginifiche di famosi titoli ispirati a questa terra, Grotesque è un romanzo alquanto crudo e crudele, una fotografia di una società che ha subito un’evoluzione così particolare da rendere difficile la normale crescita personale. La Tokyo moderna ne è lo sfondo: la città caotica in continua crescita ed evoluzione, in cui anche le donne stanno cercando di trovare un posto il più distante possibile dai ruoli tradizionali. Una realtà in cui la competizione scolastica ai massimi livelli sembra essere la “mano” da vincere per avere le migliori possibilità di successo in futuro, in cui essere ammessi alla prestigiosa università “Q” è un privilegio da conquistare applicandosi duramente… ovviamente non per tutti: i ricchi possono infatti accedere a questo privilegio anche senza meriti, così come, in questo caso, qualcuno dotato di una bellezza fuori dal comune; qualcuno come Yuriko, il sole di questo universo, l’astro più splendente. Bella, bellissima, il mondo sembra muoversi attorno alla sua figura, senza però mai toccarla davvero. Una vera puttana, nata per amare gli uomini e vissuta seguendo questa strada:
"E io, con la mia bellezza e la mia lascivia a dir poco mostruose, sono adesso l’incarnazione stessa del grottesco, il grottesco fatto persona."
Una figura più complessa di quanto possa sembrare ad una prima analisi superficiale, che ha affrontato a modo suo una vita difficile e l’immancabile invidia che l’ha sempre seguita in ogni dove, fin da quando era bambina. Una donna con “le palle”, che ha saputo vivere a pieno la sua vita senza nascondersi dietro falsi perbenismi, sfruttando impudicamente il proprio corpo ed il proprio amore per il sesso come fonte di denaro. Per scelta. Una donna che si è destreggiata in una società che non l’ha mai accettata veramente, anzi, che non le ha mai permesso di mostrare il proprio io ma che l’ha sempre e solo vista come un’esotica bellezza e come tale l’ha sempre trattata. Fino all’inevitabile declino.
Grotesque non è solo la storia di Yuriko, che apprendiamo a frammenti sia dal suo diario che dalle parole della sorella, voce narrante della maggior parte del libro, ma anche di altri due personaggi: Satō Kazue, triste esempio di come una società sessista e particolare come quella in cui si ritrova a vivere possa arrivare ad annientare le persone deboli – anoressica e sulla china dell’autodistruzione, con una visione del tutto distorta della vita, il suo diario è una delle parti più agghiaccianti dell’opera di Natsuo Kirino –, e Zhang Zhezhong, incredibile e subdolo bugiardo immigrato in Giappone dalla Cina, che nasconde piccole briciole di verità dietro storie sibilline e tentatrici, capace di manipolare le persone ma vittima della sua incapacità di reggere veramente il gioco fino in fondo e, per questo, schiacciato dal fragile castello di mezze verità che tenta di costruire. E, soprattutto, è una passeggiata nei pensieri della sorella di Yuriko, che ci racconta com’è stata la sua vita all’ombra della bellissima sorella e come sia poi proseguita nel tempo. Una persona sterile, un animo arido e crudele, che ha fatto della sua crudeltà lo scudo con cui affrontare il mondo. Scudo che l’ha isolata dal mondo stesso, lasciandola tristemente sola in un’esistenza desolata.
Personaggi unici e fuori dall’ordinario, inseriti nel complesso tessuto sociale di un Giappone dalle mille identità, in una società in cui i forti primeggiano e gli insicuri e i deboli si perdono irrimediabilmente. Un’interessante analisi, critica e acuta, di una società che ha sempre affascinato l’occidente e che nasconde molte, troppe sfumature di grigio sotto una facciata di kimono colorati e città Hi-tech.                         
L’AUTRICE
Natsuo Kirino è nata nel1951 a Kanazawa, un’antica città del Giappone centrale. Autrice di Le quattro casalinghe di Tokyo (che ha vinto il Grand Prix for Crime Fiction nel 1997 ed è stato pubblicato in Italia da Neri Pozza nel 2003), Grotesque (Neri Pozza 2008), Real World (Neri Pozza 2009), L’isola dei naufraghi (Giano 2010, ha vinto il Premio Tanizaki) e Una storia crudele (Giano 2011), è tra le maggiori autrici giapponesi contemporanee.

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