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Recensione: "Il richiamo delle spade" di Joe Abercrombie

Creato il 29 maggio 2013 da Alessandraz @RedazioneDiario

Pubblicato da Valentina Bettio

Cari lettori, è finalmente arrivato anche sotto il sole – ahimè galeotto in questo periodo – del nostro Bel Paese il primo capitolo della trilogia Fantasy di Joe Abercrombie: La prima legge, di cui avevamo già pregustato i toni nel romanzo The Heroes, pubblicato ad ottobre dell’anno scorso dalla casa editrice Gargoyle (la stessa che ha curato anche la pubblicazione de Il richiamo delle spade). Un Fantasy che si distingue per l’inusuale realismo presente in ogni pagina, inducendo il lettore ad abbandonare decisamente i clichè del classico Fantasy epico per poter godere a pieno di questo romanzo.

Recensione: richiamo delle spade
Autore: Joe Abercrombie
Titolo: Il richiamo delle spade Serie: La prima legge
Titolo Originale: The Blade Itself (The First Law #1)
Traduzione di Benedetta Tavani Editore: Gargoyle Pagine: 688
Prezzo 19  Data pubblicazione: 28 marzo 2013 Trama: Logen Novedita, il famigerato barbaro, ha infine esaurito la sua fortuna. Coinvolto in una faida di troppo, senza più amici e con un futuro squallido, potrebbe essere l’ultima volta che guarda la morte in faccia. Ma saranno proprio i morti a offrirgli un’ultima opportunità – qualcuno, là fuori, ha ancora dei progetti per il Sanguinario. Il capitano Jezal dan Luthar, modello di egoismo, ha in mente qualcosa di più pericoloso di semplici sogni di gloria. Ma la guerra è alle porte, gli eserciti si mobilitano e sui campi di battaglia del gelido Nord si combatte per regole ancora più cruente. Glokta l’inquisitore, carnefice storpio, sarebbe contento di veder tornare Jezal in una cassa. D’altro canto, egli odia chiunque. Intessendo tradimenti nel cuore dell’Alleanza un po’ per volta, lascia poco spazio all’amicizia e la sua ultima scia di cadaveri potrebbe condurre dritto al cuore corrotto del governo… se soltanto potesse sopravvivere abbastanza da poterla seguire…
RECENSIONE Primo libro di una trilogia Fantasy che ha riscosso grande successo in America, Il richiamo delle spade è in realtà la seconda opera di Abercrombie ad arrivare in Italia: il primo assaggio del suo stile lo abbiamo avuto con The Heroes (potete trovare la recensione qui), ma nonostante la corposità di questo romanzo è solo con Il richiamo delle spade che, finalmente, riusciamo ad entrare pienamente nel mondo creato dell’autore, realizzandone la vastità. In questo primo capitolo, Abercrombie getta molte basi da sviluppare – che permettono di analizzare sotto una nuova luce gli eventi di The Heroes, successivi a questa vicenda – e comincia a spostare i tasselli che compongono l’immenso mosaico con cui cerca di stupire il lettore, riuscendo a rendere l’insieme finale appagante e assolutamente funzionale come capitolo introduttivo di una trilogia.
Recensione: richiamo delle spade
Lo stile di Abercrombie è asciutto e realista. Invece di giocare con gli elementi classici del Fantasy, infonde nei suoi libri una componente di cruda realtà, creando un mondo così vicino al nostro da risultare quasi vero, tangibile nella sua autenticità. Tra le pagine si possono riconoscere molti elementi sia della nostra storia passata che di quella più attuale, a partire dalla religione per arrivare alle lotte politiche e di classe. Una realtà violenta, difficile e ingiusta, in cui viene a mancare il fascino legato al fantastico. E se il realismo e l’intrinseca coerenza sono punti forti della narrazione – nonché uno degli obiettivi dell’autore, come ci ha rivelato nell’intervista che potete trovare qui –, è proprio la mancanza dell’ingrediente fantastico la pecca dell’opera di Abercrombie. Catapultati in una realtà così simile alla nostra, si perde in parte quella scintilla di entusiasmo che sostiene la lettura. Il mondo de Il richiamo delle spade non permette di viaggiare con la fantasia. Ci ricorda, al contrario, quanto dura possa essere la vita di tutti i giorni e quanto siamo impotenti davanti ai giochi di potere che avvengono nell’ombra, impossibili da controllare, ma di cui è facile essere vittime più o meno coscienti.

Molti dei personaggi introdotti in questo romanzo ci sono già noti – li avevamo incontrati in The Heroes –, ma vengono presentati sotto una nuova luce: lontano dal campo di battaglia, emergono sfumature e caratteristiche del loro carattere prima inosservate, sia perché gli stessi giocavano un ruolo meno importante nella trama, sia perché ora li vediamo lontani dallo sfondo restrittivo della battaglia, nel loro contesto abituale.

I cambiamenti di POV sono fluidi e ben gestiti: calano il lettore nelle diverse sfaccettature della fibra sociale e politica del romanzo. Nel complesso, la classica struttura che affianca l’alternarsi di più POV, associata ad un approccio moderno, diretto e senza fronzoli si rivela vincente: Il richiamo delle spade riesce a imporsi come “qualcosa di nuovo”, conquistandosi un posto sullo scaffale, di fianco ai titoli delle nuove voci di questo genere. Una sfumatura del Fanstasy non sempre facile da digerire, ma che ha indubbiamente un fascino e una forza innegabili e che può appassionare tutti quei lettori in cerca di realismo, che non sentono troppo la mancanza dell’atmosfera magica ed esaltante del Fantasy epico per definizione.

Recensione: richiamo delle spade
L’AUTORE 

Joe Abercrombie (1974), dopo aver lavorato come montatore freelance e produttore televisivo, comincia la stesura del romanzo The Blade Itself, primo della popolarissima trilogia fantasy epica The First Law (pubblicata fra il 2006 e il 2008), insieme a Before They Are Hanged e Last Argument of Kings. The Blade Itself gli è valsa la candidatura al prestigioso John Campbell Award per il miglior nuovo scrittore fantasy. Joe Abercrombie è fra gli autori della serie della BBC The Worlds of Fantasy, insieme a Michael Moorcock, Terry Pratchett e China Miéville. Il suo primo libri pubblicato in Italia è The Heroes (Gargoyle, 2012). Abercrombie vive a Bath con la moglie e due figli.


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