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Recensione "La ladra della primavera" di Marina Fiorato

Creato il 20 ottobre 2011 da Alessandraz @RedazioneDiario
Titolo: La ladra della primavera
Autore: Marina Fiorato
Editore: Nord
Pagine: 504
Prezzo: € 19,60
Trama: Firenze, 1482. L’affascinante cortigiana Luciana Vetra è furiosa: ha fatto da modella per il grande pittore Sandro Botticelli, ma lui, dopo essersi rifiutato di pagarla, l’ha addirittura cacciata dal suo studio. Determinata a vendicarsi, la giovane allora ruba uno dei disegni preparatori del dipinto – una grande tavola che avrà come titolo La primavera – e cerca di rivenderlo. Tuttavia non le ci vuole molto a capire di aver commesso un tragico errore: sembra infatti che alcuni uomini senza scrupoli siano disposti a tutto - anche a ucciderla - pur di recuperare quel disegno. Disperata, Luciana chiede asilo presso la basilica di Santa Croce e viene accolta da Guido, un novizio che, incantato dalla sua bellezza, decide di aiutarla. Consapevoli che soltanto svelando il mistero del quadro avranno salva la vita, i due intraprendono allora un viaggio che li porterà da Napoli a Pisa, da Roma a Venezia, tra nobili e assassini, pericoli e agguati, complotti e tradimenti. E scopriranno che, nell’allegoria, della Primavera, si nasconde un messaggio in codice per un gruppo di cospiratori che vogliono cambiare il futuro dell’Italia…
RECENSIONE Care lettrici, cari lettori, questa volta il libro di cui vi parlerò è uno di quelli che rimangono a lungo impressi nella memoria. Si tratta de “La ladra della Primavera” di Marina Fiorato, un romanzo storico edito da Editrice Nord. L’intreccio prende vita nella Firenze rinascimentale, nel 1482, nel pieno fulgore del dominio di Lorenzo de Medici, il Magnifico. Le prime pagine del libro ci introducono da subito alla conoscenza dei due protagonisti della storia: la prostituta Luciana Vietra (“nata nella luce del vetro"), la più bella dama fiorentina, e fratello Guido, entrambi vittima di un incontro casuale e alquanto comico sul Ponte Vecchio, poiché Luciana sta urinando nell’Arno.
Un episodio che sarà, però, il nodo da cui dipartiranno gli intricatissimi fatti della vicenda. Un’unione che si rinsalderà nelle difficoltà; un amore che sboccerà lentamente tra fede e passione. Il libro è narrato in prima persona proprio da Luciana, quindicenne scaltra e abituata a vivere alla giornata, tra ricchissimi clienti e la catapecchia lungo le rive dell’Arno che condivide con Enna, prostituta cinica con cui ha un rapporto di amore e odio. Luciana fa la puttana e ama la “vita”. Adora essere desiderata, libera, padrona della sua stessa vita, ma, badate bene, non è una svenevole.
La grande bravura della Fiorato nel caratterizzare questo personaggio femminile sta proprio nel conferirle un’ironia leggera e burlona che la rende simpatica e interessante, al di là della meravigliosa bellezza. Bellezza tale che le permette di posare come modella per impersonare la dea Flora nella Primavera di Sandro Botticelli. Mai giorno fu più nefasto per Luciana. Indignata per aver posato per ore, senza aver ricevuto alcun compenso da parte del pittore, decide di rubare il disegno, in scala ridotta, del dipinto. Una piccola ripicca che, lei ancora non lo sa, la getterà in un gorgo di intrighi e lotte per il potere. Sì, perché la Primavera altro non è che un messaggio in codice per i signori più potenti dell’epoca: i misteriosi Sette. I
n una girandola di avvenimenti, tra le signorie più splendide e crudeli d’Italia, braccati da nemici senza scrupoli, nel disperato tentativo di decifrare la complicata simbologia del disegno, Luciana e Guido attraverseranno momenti di pura disperazione e intenso pericolo e costruiranno tra loro, passo dopo passo, un legame profondo, di complicità, e amore (di Guido si renderà conto solo in seguito) in un’avventura al cardiopalma.
Perché mi è piaciuto tanto questo romanzo? L’ambientazione: I colori delle città descritte sono spesso accostasti a quelli delle pietre o di materiali naturali (la creta, lo zolfo, l’oro). Il risultato è un’evocazione suggestiva, quasi tattile, come un quadro vivente. La ricostruzione storica: Eccellente. La Fiorato riesce a districarsi tra i personaggi storici e le date con una scioltezza da vera maestra, ricreando, tassello per tassello, la fiorente atmosfera, ma anche gli orrori, del nostro Rinascimento. I personaggi: Indimenticabili, di quelli che ti entrano nel cuore. Umani, sfaccettati, mai banali o prevedibili.
Luciana Vietra è una donna del suo tempo, ma anche una prostituta. Una che parla come tale e si comporta come tale, fino a che non scopre il vero amore. Un amore puro, innocente che ha il potere di redimerla. Fratello Guido, ovvero Guido della Gherardesca è, all’inizio della storia, un novizio che ha rinunciato alle ricchezze della propria famiglia, i Signori di Pisa, per seguire la fede. Un giovane uomo affascinante, estremamente colto e intelligente, con una mente brillante. Un puro di cuore e spirito, l’incarnazione del’uomo rinascimentale nella sua accezione più poetica. Il viaggio che compirà con Luciana sulla scia degli indizi celati dalla Primavera di Botticelli, sarà anche un viaggio dentro se stesso, alla ricerca della sua strada da seguire, che terminerà con una vera rivelazione. Lo stile: Poetico, a tratti crudo, ma sempre incisivo. Marina Fiorato non conosce indecisioni e porta dritto il lettore fino all’epilogo, tenendolo con il fiato sospeso. Quello che mi auspico, ora, è che la Nord non ci faccia attendere tanto prima di importare gli altri libri di questa fantastica autrice.
L'AUTRICE:
Marina Fiorato è nata a Manchester da una famiglia di origini veneziane. Dopo la laurea in Storia a Oxford, ha proseguito gli studi proprio a Venezia, città che l’ha incantata al punto di celebrarvi il matrimonio col regista inglese Sacha Bennett. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa, ha lavorato come illustratrice, critica cinematografica e attrice. Vive a Londra con il marito e i due figli. Il sito ufficiale: www.marinafiorato.com

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