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Recensione: "la maledizione della luna nera"

Da Blake16 @Blake_165
"La maledizione della luna nera" di Karen Marie Moning:
Una Dublino piovosa, oscura e inquietante è il teatro di una caccia che si fa sempre più dura e implacabile. MacKayla Lane è ancora sulle tracce del Sinsar Dubh, un libro antico, potentissimo e misterioso, e per cercarlo si è trasformata in una predatrice spietata. Lei è l’unica a poter ‘sentire’ il Libro, e la sua dote attrae inesorabilmente altri cacciatori: Gerico Barrons, dalla sensualità prorompente, che vorrebbe acquisire i poteri magici del Libro, V’lane, dalla bellezza sovrannaturale, e che lo vorrebbe per consegnarlo alla sua Regina, e infine Rowena, la Gran Signora delle veggenti sidhe, la stirpe di cui anche Mac fa parte. A cosa dovrà arrivare Mac per contrastare questa minaccia terribile? Di chi si può veramente fidare? Con i suoi poteri, la sua forza e la sua intelligenza riuscirà a salvare l’umanità e a portare la Luce in un mondo che appare sempre più buio e oscuro?
Il segreto di un libro oscuro e dimenticato, una città dove il passato sembra rivivere con forza e il sentimento che unisce i due protagonisti a caccia di verità, sono i giusti ingredienti per il nuovo e attesissimo grande successo della serie Fever di Karen Moning.
Cosa penso:Terzo libro della serie Fever, La maledizione della luna nera, ci ha regalato anch’esso delle forti emozioni… per non parlare dei brividi e della fifa che mi ha messo addosso verso la fine.
Letto all’inizio del mese, me la sono presa comoda, ma direi molto comoda, per recensirlo.
Ho deciso di prendermi anch’io una vacanza e… porca miseria ci sono riuscita davvero… niente mare, se non solo per un paio di giorni, mi sono solo riposata dalla frenesia delle novità editoriali che ci hanno lasciato scampo per il mese di Agosto, e così ne ho approfittato per poter fare un ripasso di vecchi libri di cui sentivo la nostalgia.
In tutto questo relax c’è andata di mezzo questa recensione, rinviata a più non posso, ma di cui ora non posso più esimermi dal scriverla… e sarà già difficile così, ma ci proviamo comunque.
Questo terzo libro all’inizio l’ho trovato leggermente sottotono rispetto ai primi due: la lettura all’inzio non riusciva a “carburare” diventando a tratti veramente noiosa… forse la causa la si potrebbe attribuire al fatto che l’autrice ha fatto una sorta di ripasso di ciò che è avvenuto negli altri due libri, affidando la narrazione a Mac, la protagonista indiscussa della serie.
Non so perché ho avuto questa difficoltà all’inizio, alla fine l’excursus temporale per molti potrebbe essere visto come una cosa positiva, dove pian piano veniamo introdotti nella nuova storia… ma questo potrebbe andare bene quando si dedicano solo poche pagine a questa specie di “ricordi” non invece un intero capitolo… il mio terrore è quello che più andremo avanti con la storia e più i “ricordi iniziali” di Mac diventeranno prolissi e più il lettore si annoierà, speriamo che con i due restanti capitoli la Moning cambi “tattica”.
Ma aldilà di questo intoppo iniziale, il libro è veramente gradevole e coinvolge il lettore nella sua trama affascinandolo così come è avvenuto nei precedenti capitoli.
La storia prende una piega veramente inaspettata fino ad arrivare ad un finale apocalittico da brividi.
La relazione, sempre se così si possa definire, tra Mac e Gerico è in una sorta di stallo, congelata più su un piano platonico che altro, ma che fa avvertire al lettore che il confine tra il platonico e il fisico è ormai sottile e basta un niente per oltrepassarlo senza più nessun spazio per i ripensamenti…
Anche il finale è stato alquanto inaspettato e terribile.
Terribile no nel senso di scritto male ma nel vero senso della parola: un finale da incubo soprattutto per Mac costretta a subire qualcosa di veramente ignobile e per la città di Dublino tenuta sotto scacco dalle creature fatate che hanno liberato gli incubi peggiori di ogni uomo.
Con una dovizia di particolari e descrizioni di eventi e di personaggi veramente accurati è come se da lettori noi ci trasformassimo in spettatori veri e propri se non addirittura in protagonisti coinvolti in toto negli eventi.
Questa capacità della Moning l’avevo notata sin dal primo libro della serie e ho la gradita impressione che più andremo avanti con la serie più questa sua capacità si accentuerà: è come se con la pratica l’autrice migliore di volta in volta il suo stile… e non è una cosa comune a molti.
Certi autori o autrici più scrivono e più questa capacità viene meno.
Perché?
Perché pur di scrivere e di conseguenza pur di far soldi, non si accorgono che è da parecchio tempo che scrivono baggianate lasciando il lettore scontento e per niente affascinato né dalla trama né dai personaggi.
Per fortuna con la Moning questo ancora non è avvenuto.
Che dire di più?
Non voglio approfondire più di tanto la trama per evitare di dire troppo e rovinarvi così la sorpresa… e di sorpresa questo terzo capitolo ne riserva… eccome!!!
Ho l’impressione che La maledizione della luna nera sia il libro cardine della serie, perché in base al suo epilogo penso proprio che molto cambierà nei successivi libri.
Leggetelo non posso dirvi altro, leggetelo e scopritelo da voi perché merita veramente la vostra attenzione.
Invece, se non avete ancora avuto modo di leggere questa serie, io vi straconsiglio di farlo perché non ve ne pentirete: è una serie dove esseri fatati già descritti e incontrati in precedenti storie portano con sé una ventata di novità che troverete veramente gradita e che non vi annoierà per niente.
CONSIGLIATO!!!
L'ho letto il... 5 Agosto 2012GIUDIZIO:

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