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Recensione "Grammatica della fantasia"

Da Fiaba

Recensione "Grammatica della fantasia"

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Venerdì 18 Marzo 2011 18:13 Scritto da Rosa Massaro

Grammatica della Fantasia – Introduzione all’arte di inventare storie

Gianni Rodari

ED. Piccola Biblioteca Einaudi

Per la didattica della fiaba consiglio “La grammatica della fantasia” che, nella mia esperienza di insegnante della scuola primaria, è stato un manuale molto utile per stimolare la creatività dei miei alunni.

Questo piccolo libro scritto da Gianni Rodari, insegnante, giornalista e scrittore di narrativa per ragazzi, é un preziosissimo strumento per i docenti e per tutti coloro che, attraverso le parole e i giochi, hanno voglia di scoprire i colori delle immagini della fantasia e il potere straordinario delle fiabe.

Scritto nel 1973 dopo una serie di incontri con insegnanti delle scuole elementari e medie di tutta Italia sul tema della “Fantastica”, il libro di Rodari offre spunti, suggerimenti e strumenti per chi crede nella pedagogia della creatività e attribuisce il giusto valore educativo e didattico all’immaginazione.

Partendo dalle parole o  dalle lettere che compongono le parole stesse, Rodari  suggerisce 42 giochi attraverso immagini, non sense, indovinelli, favole; passa dalla modernizzazione di vecchie favole come Cenerentola o il Pifferaio Magico, dal gioco delle “carte di Propp” all’uso delle marionette, dall’uso di un prefisso arbitrario a quello dell’errore creativo.  Ogni gioco ha un forte valore simbolico che apre ad un mondo di possibilità creative, sia per il bambino che per l’insegnante, semplicemente mettendo in moto la propria fantasia.

Gran parte della Grammatica della fantasia si basa sul “binomio fantastico”, l’accostamento di due parole “distanti” tra loro per significato, accostate in modo insolito, in modo da creare un’ipotesi fantastica. Esempio: "Che cosa succederebbe se la Sicilia perdesse i bottoni …. "; "Se un coccodrillo bussasse alla vostra porta per chiedervi un po' di rosmarino … ."

"La parola singola (gettata lì a caso, con la sua forza evocativa di immagini, ricordi, fantasie, personaggi, avvenimenti del passato, …) agisce solo quando ne incontra una seconda che la provoca, la costringe ad uscire dai binari dell'abitudine, a scoprirsi nuove capacità di significato …. Una storia può nascere solo da un binomio fantastico."

Per essere tale "occorre una certa distanza tra le due parole, occorre che l'una sia sufficientemente estranea all'altra e il loro accostamento discretamente insolito, perché l'immaginazione sia costretta a mettersi in moto per istituire tra di loro una parentela, per costruire un insieme fantastico in cui i due elementi estranei possono convivere."

Attraverso questi giochi i bambini apprendono che le fiabe non sono intoccabili, possono giocare con esse, possono smontarle e ricrearle e si sentono coinvolti in prima persona nel loro processo formativo. E' un primo passo per condurre il bambino ad assumere un atteggiamento creativo di fronte alla molteplicità dei messaggi che da ogni parte minacciano la sua libertà di espressione.

Il filo conduttore che  orienta le tecniche descritte  e le giustifica è costituito da questo obiettivo fondamentale: l'importanza dello sviluppo della creatività e della fantasia per la formazione del  bambino che deve essere stimolato ad impossessarsi del patrimonio culturale che gli viene offerto attraverso linguaggi e codici diversi, affinché possa rielaborarlo nella prospettiva di apportare un contributo personale e creativo.

Mi piace concludere con queste frasi molto significative di Rodari: "Occorre una grande fantasia, una forte immaginazione per essere un grande scienziato, per immaginare cose che non esistono ancora, per immaginare un mondo migliore di quello in cui viviamo e mettersi a lavorare per costruirlo …".Il vero problema è di riuscire a dire le cose giuste per farle diventare vere. Nessuno possiede la parola magica: dobbiamo cercarla tutti insieme, in tutte le lingue, con modestia, con passione, con sincerità, con fantasia; dobbiamo aiutare i bambini a cercarla, lo possiamo anche fare scrivendo storie che li facciano ridere: non c'è niente al mondo di più bello della risata di un bambino. E se un giorno tutti i bambini del mondo potranno ridere insieme, tutti, nessuno escluso, sarà un gran giorno.”

(Per la sezione diattica)


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