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Recensione "Un lavoro sporco" di Christopher Moore

Creato il 26 giugno 2011 da Alessandraz @RedazioneDiario
Cari lettori,durante lo scorso Salone del Libro di Torino ho avuto il piacere di visitare, tra gli altri, lo stand della Elliot Edizioni di Roma. Sono stata subito attratta dai titoli dei libri e dalle copertine, dalla grafica armoniosa e piacevole, e, leggendo qualche trama, la mia curiosità si è ulteriormente sentita stimolare, soprattutto quando mi sono capitati tra le mani i romanzi di Christopher Moore. Uno dei miei scrittori preferiti è Terry Pratchett e mi sento attratta dagli scrittori stile Gregory Maguire - insomma, mi piace l'umorismo intelligente e "classico", che stravolge, riorganizza e osserva da un punto di vista alternativo non solo i luoghi comuni della vita di ognuno di noi, ma anche i cosiddetti argomenti seri, come possono essere il senso della famiglia, i rapporti di amicizia e d'amore, la fede in qualcosa di superiore all'essere umano, e anche il concetto stesso di morte. Il tutto naturalmente nel rispetto di una logica del tutto intrinseca al piccolo mondo che viene narrato in un romanzo. Ho deciso alla fine di acquistare, e vi assicuro che è stato difficile scegliere, Un lavoro sporco, del quale vi presento oggi la mia recensione, e di cui potete leggere un estratto del primo capitolo (in lingua inglese) QUI. Enjoy!
Titolo: Un lavoro sporco
Autore: Christopher Moore
Traduttore: C. Brovelli
Editore: Elliot Edizioni
Anno di pubblicazione: 2007 
Collana: Scatti 
Pagine: 443 
Prezzo: € 16,50 
Trama: Charlie Asher è contento, felice, appagato. Una bella moglie in attesa di un figlio. Un negozio di roba usata. Amici con i quali scambiare le solite quattro chiacchiere. Un'esistenza tranquilla. Quando l'adorata Rachel perde la vita dando alla luce la dolce Sophie, la situazione prende decisamente una brutta, bruttissima piega. Charlie, distrutto, inizia a vedere persone e oggetti che non dovrebbero esserci. Che non dovrebbero esistere. Un uomo altissimo color verde menta che appare e scompare a proprio piacimento. Enormi volumi usciti dal nulla che luccicano e si aprono su pagine dense di segreti sull'aldilà. Messaggi misteriosi conditi da teschi e ossa. Corvi spettrali che svolazzano in ogni dove. Conoscenti, amici o perfetti sconosciuti che cominciano a morire. I casi sono due: o Charlie sta impazzendo o qualcosa, qualcuno, l'ha scelto per una missione neppure troppo piacevole. Qualcuna, più precisamente, con tanto di falce e sudario nero vuole essere sostituita o aiutata.
RECENSIONE
Congratulazioni, sei stato scelto per fare le veci della Morte. E' un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo. Il tuo compito consiste nel recuperare i vascelli di anime delle persone morte o in fin di vita, e nell'assicurarsi che arrivino al corpo successivo. Se fallisci, le Tenebre ricopriranno il mondo e regnerà il caos... Per tenere a bada le Forze delle Tenebre, avrai bisogno di una matita con mina numero due e di un calendario, preferibilmente uno che non abbia immagini di gattini... Può darsi che gli altri non ti vedano mentre sei impegnato a svolgere i tuoi doveri di Morte, quindi fai attenzione quando attraversi la strada. Non sei immortale... Non permettere mai, in nessuna circostanza, che un vascello di anime finisca nelle mani delle creature del sottosuolo: sarebbe un bel problema.
Congratulazioni, sei stato scelto per fare le veci della Morte. E' un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo. Il tuo compito consiste nel recuperare i vascelli di anime delle persone morte o in fin di vita, e nell'assicurarsi che arrivino al corpo successivo. Se fallisci, le Tenebre ricopriranno il mondo e regnerà il caos...


Per tenere a bada le Forze delle Tenebre, avrai bisogno di una matita con mina numero due e di un calendario, preferibilmente uno che non abbia immagini di gattini... Può darsi che gli altri non ti vedano mentre sei impegnato a svolgere i tuoi doveri di Morte, quindi fai attenzione quando attraversi la strada. Non sei immortale. Non permettere mai, in nessuna circostanza, che un vascello di anime finisca nelle mani delle creature del sottosuolo: sarebbe un bel problema. 
Charlie Asher a prima vista potrebbe sembrare un uomo comune: svolge una vita piuttosto ordinaria – ha un negozio di oggetti usati, una bambina, una sorella che ama vestirsi con i suoi completi di seconda mano e ha un debole per le insegnanti di yoga, e due strambi collaboratori: l’ex poliziotto Ray, convinto che il suo capo sia un serial killer, e l’esuberante Lily, poco più che adolescente, ma sveglia come un grillo. 
Charlie è sempre stato convinto di essere l'antitesi del maschio dominante, incapace di prendere decisioni pronte e decise per se stesso e per i suoi cari. Ha sempre provato in tutti i modi a far fronte nel modo il più organizzato possibile a qualsiasi evento che potesse stravolgere il percorso già di per sé disordinato e imprevedibile della sua vita. La morte improvvisa della moglie non ha fatto che convincerlo ancora di più, sul momento, di quanto un uomo possa essere piccolo e indifeso di fronte a eventi tragici a cui a volte sembra proprio impossibile dare un senso. 
Charlie è però molto di più di un maschio beta: è diventato un emissario della Morte, incaricato di recuperare i cosiddetti vascelli di anime, ovvero oggetti contenenti le anime dei defunti, è ha un tempo limite per farlo, che varia da uno a quarantanove giorni dalla data della morte di ogni suo “cliente”. Non è un angelo sterminatore, o qualcosa di simile. Più una sorta di commesso viaggiatore di anime, da quando ha incontrato al capezzale della moglie appena defunta il suo “collega” Menta Fresca – un nero alto più di due metri che ama gli abiti color menta che, vi giuro, si chiama proprio così. 
Charlie non è infatti il solo a svolgere il suo lavoro: altri come lui hanno lo stesso compito, a San Francisco e in tutte le città del mondo, in attesa che il Luminatus, la Morte con la “M” maiuscola, per qualche oscura ragione da diversi anni scomparsa, torni a dominare il regno dell’Oscurità a porre un limite ai mille pericoli che i suoi subalterni, come Charlie, devono affrontare ogni giorno affinché ogni anima trovi il suo successivo “ospite” umano attraverso i “vascelli” – che non sono altro che oggetti appartenuti al precedente “padrone” dell’anima. 
Certo si tratta di un compito piuttosto complesso, reso ancora più difficile dalla presenza non poi così occulta e misteriosa delle Morrigan, la triade della mitologia celtica che personifica morte e distruzione sui campi di battaglia, e di Orcus, una sorta di Minotauro demoniaco, che viaggiano attraverso le fogne e ogni tanto fanno una capatina “di sopra” a combinare qualche disastro e a mietere qualche vittima
Quest’orda diabolica è alla caccia dei vascelli di anime per trarne forza vitale – se così la possiamo chiamare... Inoltre sembra particolarmente “affezionata” a Charlie perché sembra percepire in lui un grande pericolo per la loro sopravvivenza. Le Morrigan con il loro raccapricciante sposo mirano a prendere il potere del Regno delle Tenebre e sono disposte a tutto pur di ottenerlo. Ma non hanno fatto i conti con il fatto che Charlie non è solo: la sua famiglia, gli altri emissari della città e perfino due enormi cani spuntati dal nulla – per difendere soprattutto la piccola Sophie - sono disposti ad aiutarlo e a sostenerlo, fino all’ultima battaglia e oltre. 
Al motto di “Una risata vi seppellirà”, Charlie porta avanti la sua battaglia contro il concetto di morte come caos e distruzione, e soprattutto come “termine” e separazione. La trasmissione delle anime attraverso un oggetto anche di scarso valore, ma caro a chi lo possedeva in origine pone il concetto di vita e di morte su un’altra dimensione: nel corso delle sue avventure il nostro eroe non viene a conoscenza dell’esistenza di un’entità superiore e benigna che tutto sa e a tutto pone rimedio, non trova LA risposta al dubbio amletico riguardo la natura dell’aldilà. Rischia invece la propria pelle più di una volta senza che nessun deus ex machina intervenga
Sarà appunto il messaggio di “continuità” dell’esistenza, portata avanti anche grazie alla sua collaborazione, che da la forza a Charlie di combattere e perfino di lanciarsi senza paracadute in una nuova storia con l’affascinante Audrey – ex monaca tibetana e detentrice, tra l’altro, dell’arte di riportare in vita qualsiasi cosa, anche piccoli scheletri di conigli-Frankenstein… 
L’ironia regna dunque sovrana, ma non il sarcasmo: nel libro di Moore non mancano momenti drammatici, come quello della morte della madre di Charlie, che vengono trattati con una sensibilità degna di nota e una commovente tenerezza. 
Lo stile è fluido, cinematografico, un vero e proprio romanzo dal quale è difficile separarsi, anche quando lo si è terminato. Si tratta in ogni caso di un libro per adulti, sia per quanto riguarda gli argomenti trattati, che per alcune situazioni “particolari” nel quale il personaggio principale si ritrova. Un romanzo tutto da scoprire e da gustare, che non manca di spunti di riflessione che il lettore non potrà fare a meno di cogliere, accompagnandoli con un lieve sorriso o con una sonora risata.
L'AUTORE:
Toledo (Ohio), 1957. Ha lavorato come commesso in un supermercato, portiere di notte, lattoniere, cameriere, aiuto fotografo di nera, assicuratore, piastrellista, vice cuoco e deejay prima di dedicarsi completamente alla scrittura. I suoi romanzi sono best seller da primi posti della classifica in Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania e Giappone. Ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Quill Award per ben due volte consecutive (di cui una per Un lavoro sporco). QUESTO il suo brillante sito web.

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