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Report: il monte dei misteri

Creato il 24 novembre 2014 da Funicelli
La contestazione dei sensi, la condanna di Mussari e Vigni, lo scandalo della banca più vecchia d'Italia. L'inchiesta di Paolo Mondani per Report (con la collaborazione di Elidabetta Gherardi) ha riguardato “Il groviglio amornioso” di Siena, l'intreccio tra politica, la banca senese, la chiesa, le istituzioni. Tutti si sono sparti il potere e i soldi della banca più vecchia d'Europa, che è stata massacrata. Le squadre di calcio e pallacanestro sono fallite, la fondazione ha perso circa 5 miliardi del suo valore e non ha più la maggioranza in banca.
E la guerra non è finita, nonostante le condanne di Mussari e Vigni.
Dice Franco Masoni, giornalista della tv locale canale 3 dice che “si deve ancora arrivare al livello politico e finanziario”. Tra banca e fondazione qui ci siamo giocati dai 20 a i trenta miliardi.
Nessuno ha chiesto scusa ai senesi, ai risparmiatori, ai dipendenti del Monte dei paschi di Siena, le vere vittime di questa storia.
Ma l'inchiesta di Mondani ha raccontato la storia di un'altra vittima: il responsabile della comunicazione della banca, David Rossi, per anni braccio destro del presidente Mussari (un altro che non ha chiesto scusa). Secondo la procura senese, Rossi si sarebbe suicidato la sera del 6 marzo 2013, lanciandosi di schiena dalla finestra del suo ufficio.
Ma tante cose non tornano in questa ricostruzione: la posizione del corpo, le ferite su di esso, i pareri discordanti dei periti, l'orologio di Rossi che viene lanciato dalla finestra. Come se nella stanza fossero presenti altre persone. In banca c'erano dalle 10 alle 15 persone, in quel momenti, secondo l'usciere. Ma la procura ne ha identificate solo tre.
Nel video si vede un uomo entrare nel vicolo e poi andare via. Qualcuno nella notte accede al suo pc con la sua utenza. Sul cellulare di Rossi viene digitato il codice 4099009. Da chi non si sa. La moglie stessa non crede all'ipotesi del suicidio, troppe cose sono state omesse.
Il marito aveva paura di finire incastrato dalla procura: la finanza aveva perquisito il suo ufficio, temeva forse di essere arrestato, come modo per arrivare al “gruppo della birreria”, il gruppo attorno a Mussari su cui indagava la procura, che avrebbe ricevuto dalla banca favori e soldi.
Viene ritenuto responsabile della soffiata al Sole 24 ore sull'azione di responsabilità, chiesta nei confronti di Mussari e Vigni per i derivati sottoscritti con Nomura e Deutsche Bank, anche se ora è indagato un consigliere di MPS e legale dello Ior, Briamonte.
Rossi voleva andare a parlare in procura, sapeva che gli avrebbero chiesto dei vertici della banca, dei loro rapporti con la politica. Ma, come si evince dalle mail scambiate con Viola, diceva di avere la coscienza a posto. Qualcuno poteva aver timore di quanto poteva riferire ai pm. Ma con la sua morte il problema non si è posto.
Assieme alla banca è crollato tutto un sistema. Fallita la squadra in Serie A e fallita la squadra di basket, sulle quali erano piovuti i finanziamenti di MPS: la prima era arrivata in serie, negli anni del presidente Mezzaroma e dell'allenatore Conte. Entrambi arrivati in città con la banca. I tifosi vedevano cosa succedeva: che Mezzaroma avesse dovuto prendere il Siena per poter accedere ad un prestito, dei soldi a pioggia sulla squadra (che avrebbero indebitato la banca). Il sindaco, ora rottamatore renziano, era della stessa “parrocchia”. Sono stato ingannato, ha risposto al giornalista. Ingannato anche dai falsi bilanci della squadra di pallacanestro:
PAOLO MONDANI FUORI CAMPOInventori di inni e inventori di bilanci: dopo sette scudetti di fila la società Mens Sana Basket quest'anno è fallita ed è finita in serie B. L'ex Presidente Ferdinando Minucci ha trascorso qualche settimana agli arresti domiciliari. Nell'inchiesta è rimasto impigliato anche il Gran Maestro della massoneria Stefano Bisi, indagato per ricettazione. Insieme ad altri, Minucci avrebbe creato in 7 anni un sistema di fatturazioni false per circa 35 milioni di euro pagando in nero all'estero i giocatori.


E poi c'è la gestione degli immobili, altra parte del patrimonio della banca che è stata svenduta: anche di questo Rossi avrebbe potuto parlare in procura.
Come la vendita dei palazzi della banca in via dei Normanni a Roma al fondo Mittel di Zalesky: la vendita dei palazzi era stata fatta a 130 m di euro, una cifra troppo bassa.
Il quotidiano online Ilcittadinoonline.it ne aveva parlato: l'articolo scritto ha fatto scattare la querela di MPS. Forse perché Zalesky era in debito con le banche (tra cui MPS e Intesa) per 2 miliardi di euro e quella vendita ad un prezzo di favore era un affare. Per lui.
Altri immobili sono gestiti dalla Sansedoni Spa, che nel corso degli anni non ha realizzato nessuna impresa su cui si è lanciata. Come l'investimento a Casal Boscone a Roma: un affare, ma per i Ligresti
PAOLO MONDANI FUORI CAMPOIl piano di sviluppo di Casal Boccone a Roma è il fallimento più evidente della Sansedoni. Nel 2010, la Imco di Salvatore Ligresti è indebitata per 80 milioni con Montepaschi e Banca Intesa, ma ha in mano un progetto immobiliare faraonico che sorgerà proprio qui. La Imco sta fallendo eppure Montepaschi e la Fondazione vengono in soccorso di Ligresti e rilevano il progetto per 110 milioni, passandolo alla Sansedoni. I lavori non sono mai partiti, ma oggi Montepaschi ci riprova.

Qui non è edilizia popolare, ma si tratta di una vera speculazione edilizia in campagna, visto che si vuole costruire non per fare servizi, ma per edilizia a prezzi di mercato.
A Galileo Parri, proprietario dell'Hotel Posta del Chianti però la banca non l'ha salvato. Anzi avrebbe pure imposto dei tassi da usura per i prestiti.
Magari perché non fa parte del “groviglio armonioso” che legava banca e imprenditori e politici.
Un amico di Rossi ha raccontato di una cena ad Arcore tra lui, Berlusconi e la Santanché: MPS affidava alla società della Santanché la pubblicità sui giornali di Angelucci. Che era indebitato con MPS.
PAOLO MONDANI FUORI CAMPOGiuseppe Mussari viene intercettato al telefono per tutto il 2010. Il 25 marzo, Daniela Santanchè gli chiede un appuntamento per il suo socio Giampaolo Angelucci del gruppo Tosinvest; alla fine Angelucci comprerà il Corriere Senese il cui vicedirettore, Stefano Bisi, è il gran maestro del Grande Oriente d'Italia e grande amico di Mussari e David Rossi.

I viaggi al ministero degli Interni: Rossi ogni 15 giorni andava a Roma al Viminale. IL ministero aveva affittato un palazzo di MPS, per 11 ml di euro. Sarebbe stato più conveniente comprarlo: ma nel ministero la banca poteva contare sull'amicizia di Giuliano Amato.
Le origini del buco della banca.
Tutto è iniziato con l'operazione di acquisto della Antonveneta: un'operazione voluta dalla Ior e da Botin (di Santander) per liberarsi della banca e venderla a MPS.
Da lì sono iniziati i guai: la sottoscrizione dei derivati per nascondere il buco di bilancio, le ispezioni della banca d'Italia, la crisi. E ora la gestione di Profumo e Viola, in continuità con quella di Mussari.
La banca è stata parzialmente salvata dai Monti bond, quei 4 miliardi di euro pagati dai contribuenti. Lo stato potrebbe nazionalizzarla, anziché aspettare che venga spezzettata e venduta a banche estere. La BCE, coi suoi stress test ha sancito che alla banca senese mancano 2 miliardi di euro per mettersi in regola.
MILENA GABANELLI IN STUDIOAllora, come è andata questa storia? Montepaschi ha in pancia Alexandria e Santorini, che sono 2 derivati molto tossici. Per evitare di scrivere le perdite in bilancio, nel 2009, vanno da due banche: Nomura e Deutsche Bank e rifanno il contratto. Cosa c’è scritto in questo nuovo contratto? In estrema sintesi, ovviamente: che per tappare un buco di 500 milioni, mi espongo per 5 miliardi, però nel bilancio posso scrivere che il buco non c’è. Però poi va a finire che questi miliardi li devi tirar fuori e la banca, che ègià gestita male, prende il colpo di grazia. I vecchi vertici vengono mandati a casa e a processo, i contratti però proseguono, e drenano un mare di liquidità. Siamo ad inizio 2012; arrivano i nuovi vertici, vale a dire Fabrizio Viola come amministratore delegato e Alessandro Profumo, presidente. Possono non accorgersi subito che c’è questo drenaggio di liquidità? Loro dicono che lo scoprono solo ad ottobre del 2012, quandoaprendo la cassaforte del loro ufficio, ci trovano dentro il contratto. Forse non è proprio andata così: in realtà lo sanno già da qualche mese, come da qualche mese lo sa anche la Consob. Perché? Perché la Banca d’Italia, dal 2010, conosce tutti i i magheggi che stanno dentro a Santorini e da marzo 2012 anche tutti i dettagli del derivato Alexandria. E questa ispezione viene spedita a Viola, Profumo e alla Consob il6 giugno del 2012. Quindi insomma, dire che hanno scoperto a ottobre, ecco, magari lascia un po’ di perplessità. Che cosa c’è scritto dentro a questa relazione della Banca d’Italia? Cosa scrive la Banca d’Italia? E questo è il punto. Che sono derivati mascherati da btp, cioè da titoli di stato. E pertanto bisogna immediatamente scrivere le perdite a bilancio. Questo è il succo. E cosa avrebbe dovuto fare a questo punto, il giorno dopo, Vegas che rappresenta la Consob, l’autorità indipendente che tutela i risparmiatori e i piccoli azionisti? Obbligare Montepaschi a mettere a posto i bilanci e informare il mercato. Lo farà quando ormai è tardi e senza dire mai nulla di realmente chiaro. Mentre le autorità di vigilanza, tutte insieme, decidono che per Montepaschi si può fare una contabilità dove non si capisce bene quanti soldi servono alla banca per stare in piedi. Come è andata a finire? Che un mese fa arriva la BCE e dice “vi mancano 2 miliardi e avete 9 mesi di tempo per trovarli”. Questa è la storia della finanza e della contabilità creativa. E poi invece, c’è l’origine di tutti i mali: quella del buco che si apre quando fai il passo più lungo della gamba. Ma qui bisogna tornare un po’ indietro.

Si deve tornare indietro al 2007, all'acquisto di Antonveneta che era del banco Santander di Emilio Botin (del'Opus dei) che intendeva sbarazzarsene: nella ricostruzione di Mondani, Mussari sceglie di accollarsi ad un prezzo maggiorato la banca per fare un favore e accrescere il suo potere. C'è stato un incontro in Vaticano, e la creazione di 4 conti presso lo IOR dove sono passati i soldi dell'operazione (non rintracciabili). E forse qui sono transitati anche i soldi della corruzione. Anche di questo avrebbe potuto parlare Rossi.
Una delle vittime di questa storia, come i 7000 esuberi dentro la banca. Mentre i manager e l'AD si sono raddoppiati lo stipendio.
Il link al sito di Report per rivedere la puntata e il pdf con la trascrizione.


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