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Riflessioni su un saggio di Roberto Renzetti: “INQUISIZIONE – Torture, Bracieri, Roghi e Morte”

Creato il 06 giugno 2012 da Federbernardini53 @FedeBernardini

Riflessioni su un saggio di Roberto Renzetti: “INQUISIZIONE – Torture, Bracieri, Roghi e Morte”

Ho dato una scorsa al lungo testo di Renzetti, http://www.fisicamente.net/SCI_FED/index-1841.htm, soffermandomi su alcune questioni di cui mi sono occupato con particolare interesse durante i miei studi universitari, con la guida di Raoul Manselli, e ho avuto modo in seguito di approfondire con la consultazione di documenti dell’epoca.

Renzetti ci presenta i Catari come dei poveri perseguitati per ragioni dottrinali e intitola il capitolo ad essi dedicato “La violenza della Chiesa”…un buon motivo per non leggerlo, dato il suo carattere diffamatorio privo di rigore scientifico.

Le cose stanno in modo assai diverso. I Catari non erano dei semplici eretici, non mettevano semplicemente in dubbio la “Dottrina”, ma rappresentavano una forza eversiva che metteva in pericolo i fondamenti della società civile.

Essi rifiutavano il giuramento su cui, in età medievale, si fondava la certezza del diritto. Venendo meno questo istituto, si intaccava il rapporto di fiducia personale che era alla base dell’organizzazione sociale.

Rifiutavano il matrimonio e la procreazione, condannando dunque l’umanità ad estinguersi, predicando una purezza che però, in quanto la loro dottrina è di matrice gnostica, non praticavano, abbandonandosi al contrario alla più sfrenata corruzione, di cui si facevano propagatori.

Praticavano l’aborto, l’eutanasia e il suicidio per fame: l’endura.

Erano violenti e anche laddove rappresentavano una minoranza perseguitavano sia il clero sia i fedeli che non si sottomettevano alla loro dottrina aberrante. E per farlo non esitavano ad allearsi coi Saraceni.

Un cancro che minacciava di corrodere il corpo sociale e sul quale si decise di intervenire con precisione chirurgica e dunque, come afferma lo storico Henry Charles Lea:
“Qualunque orrore possano ispirarci i mezzi impiegati per combatterli, qual che sia la pietà che dobbiamo provare per quelli che morirono vittime delle loro convinzioni, riconosciamo senza esitare che la causa dell’ortodossia non era altro che quella della civiltà e del progresso. Se il catarismo fosse divenuto dominante o soltanto uguale al cattolicesimo, non si può dubitare che la sua influenza sarebbe stata disastrosa”.

Riferendosi poi al processo ai Templari, Renzetti liquida una figura complessa come quella di Clemente V definendolo un pupazzo nelle mani di Filippo il Bello. Una superficialità che si manifesta in modo ancor più sconcertante quando il nostro, per definire i termini della questione templare, non trova di meglio se non le parole di due autori come Michael Baigent e Richard Leigh, totalmente screditati nell’ambiente accademico. Per intenderci, quelli che si sono arricchiti vendendo milioni di copie di libri che spacciano per verità storiche le loro farneticazioni sul Sang Real, sulla discendenza di Cristo e di Maria Maddalena e sui Protocolli dei Savi di Sion…gossip medievale e non storia. Di questa si occupava Jules Michelet, il cui “Processo ai Templari” è un testo fondamentale sull’argomento…e se ne occupa egregiamente anche la nostra Barbara Frale. http://www.bol.it/libri/I-Templari/Barbara-Frale/ea978881509798/

Federico Bernardini

Illustrazione: Simbolo dell’Inquisizione, fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:Inquisizione.jpg



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