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Ritorno a San Francisco

Da Silviapare
Durata del viaggio "da porta a porta": 24 ore e 30 minuti. Entità del jet lag: massima.

L'emozione di entrare per la prima volta negli Usa dalla fila per i "cittadini" all'aeroporto di New York? Completamente offuscata dal nervoso di aver dimenticato la stecca di sigarette del Duty Free sull'aereo. Quando viene il mio turno, l'agente dell'Immigrazione guarda la mia tessera dell'Advance Parole e gentilmente dice che lui quella roba non l'ha mai vista, non ci capisce niente e deve mandarmi nell'ufficio sul retro, dove sono più competenti e hanno computer migliori. Lì dentro, infatti, un altro agente, dopo aver guardato di nuovo la mia tessera scuotendo la testa e mormorando "What the fuck" con un'aria da Robert De Niro in Taxi Driver, mi chiede gentilmente quanto tempo sono stata via e se non ho ancora ricevuto la Green Card, perché il suo computer gli dice che è stata già rilasciata. Dopodiché, senza aggiungere altro, mi lascia andare.All'interno, ormai in territorio statunitense, trovo un'impiegata della Delta con l'aspetto fisico e il carattere di uno dei vecchietti del Muppet Show, che nel giro di mezz'ora mi fa recuperare la stecca di sigarette, consentendomi un risparmio totale di 75 euro (i 35 della stecca più i 40 della medesima stecca comprata online a prezzo stracciato qui negli Usa) e rendendomi finalmente felice.Ritorno a San FranciscoIeri sera, arrivando finalmente a casa, ho trovato la Green Card nella buca delle lettere: spedita l'8 giugno, due giorni dopo la mia partenza per l'Italia! Eccola, con le doverose cancellazioni salva-privacy.Qui naturalmente c'è la nebbia e fa freddo, ma sarò così impegnata che me ne accorgerò appena.Infatti sto traducendo questo.E poi questo.E presto comincerò a insegnare italiano qui. Insomma, io ci proverò a non trascurare troppo il blog, ma non garantisco niente. E adesso vado a fare un po' di yoga perché la mia schiena urla.


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