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Roma beffata perde l’Europa. Cantù seconda, Teramo 15ª

Creato il 15 maggio 2011 da Basket - Di Tutto Un Po'

Ultima di A: Lottomatica fuori da playoff ed Eurolega. Milano terza dietro alla Bennet, Montegranaro e Biella salve. Gli accoppiamenti dei quarti: Siena-Bologna, Cantù-Varese, Milano-Sassari, Avellino-Treviso

Si chiude la stagione regolare di serie A con gli ultimi verdetti. Cantù è seconda, Roma è fuori dai playoff e dall’Eurolega, si salvano Montegranaro e Biella con Teramo quindicesima. Ecco gli accoppiamenti dei quarti nei playoff: Siena-Bologna, Cantù-Varese, Milano-Sassari, Avellino-Treviso. Vediamo com’è andata nel dettaglio:

Montepaschi Siena-Lottomatica Roma 83-73

La sconfitta a Siena e l’incrocio con i risultati delle dirette avversarie tiene Roma fuori dai playoff per la prima volta dal 1994: finendo nona, la Lottomatica perde anche la licenza pluriennale di Eurolega. Guardando solo alla fine i risultati con gli altri campi, implode nel finale fino a chiudere subendo un 14-4 negli ultimi cinque minuti. Lo fa sul campo della Montepaschi, che si presenta contratta all’inizio dei playoff da testa di serie, ritrovando però McCalebb e Kaukenas ai loro migliori livelli. L’approccio alla partita di Roma è gagliardo grazie a un Dasic che per un quarto e mezzo tiene comodamente la media di un punto al minuto. Siena tiene la testa avanti con l’alto tasso di attività di Rakovic, che con McCalebb induce la Lottomatica a 8 perse nel primo quarto, e coi 9 punti in 7′ di Kaukenas (18-12 al 6’30”), allungando sul 26-18 a inizio secondo periodo con l’ingresso delle panchine. Capace fin qui di non affondare grazie alle mille seconde opportunità (7 rimbalzi d’attacco nel solo primo quarto), Roma rientra quando riesce a punire alcune incomprensioni che tengono Siena a un solo canestro dal campo in quattro minuti: le triple di Datome e Smith chiudono il 15-4 ospite sul 35-40 al 17′. Rimesso il match in equilibrio prima del riposo, con gli 11 punti in sei minuti di McCalebb al rientro dal riposo, la Montepaschi riprende il pallino del gioco e con Lavrinovic tenta la fuga sul 64-57 al 29′. Con un 7-0 a cavallo degli ultimi due quarti, Roma entra in parità negli ultimi sette minuti, poi sbaglia due volte il tiro del vantaggio. Resiste fino al 69 pari con Smith, ma da metà quarto periodo in poi si infrange contro il muro difensivo di Moss ed è giustiziata dai canestri di McCalebb: 10-2 negli ultimi cinque minuti. Roma a casa, e senza Eurolega l’anno prossimo. (Giuseppe Nigro)

Siena: McCalebb 21, Kaukenas 19, Lavrinovic 9
Roma: Dasic 17, Traore 14, Datome 12

Scavolini Pesaro-Armani Jeans Milano 82-71

Una Pesaro già fuori da tutti i giochi frena la corsa al secondo posto dell’Armani Jeans, che sarebbe comunque finita terza perché Cantù ha vinto il derby con Varese in rimonta. Nel primo turno dei play-off Milano incontrerà Sassari, mentre la Scavolini termina la stagione al decimo posto. Dopo un primo tempo soporifero, nella ripresa non si è scherzato più all’Adriatic Arena: la Scavolini ha giocato per vincere e si è congedata dai suoi tifosi rispettando l’impegno fino all’ultimo. Eppure l’Inferno Biancorosso ha scioperato per tutta la gara e l’Adriatic Arena pareva un acquario: evidentemente la salvezza raggiunta in anticipo non ha convinto del tutto i tifosi. Il prossimo anno, comunque, l’obiettivo minimo saranno i play-off, lo ha dichiarato Valter Scavolini. Milano è senza Maciulis e Mancinelli (febbre), e domani è dato in arrivo la guardia Coby Karl, figlio del coach Nba George. Milano ha preso presto in mano il pallino del match: 28-36 al 18’ con Greer ed Eze sugli scudi. Pesaro fa a meno di Traini (risentimento addominale), Melli e Diaz riportano i padroni di casa a meno 1 (45-46) al 24’. Nicolò è motivatissimo e contro la squadra dove rientrerà dal prestito sfodera la miglior prova stagionale. La Scavolini è in palla e ribalta completamente la partita: 55-50 al 28’, il parziale interno sale a 12-2 (59-52) al terzo intervallo. La gara prende una piega inattesa: 64-55 a 8’ dal termine, con la difesa pesarese a farla da padrone. La Scavolini perde Melli al 34’ per raggiunto limite di falli, ma controlla il punteggio: è 68-58 al 36’. Poi non spreca più nulla e Milano rientra mestamente negli spogliatoi. (Camilla Cataldo)

Pesaro: Hackett 23, Melli 17, Collins 15.
Milano: Mordente 14, Eze e Greer 12.

Motiejunas conclude sottomisura a Caserta. Ciam/Cast
Motiejunas conclude sottomisura a Caserta

Pepsi Caserta-Benetton Treviso 76-88

Cinque sconfitte consecutive avevano aperto il campionato della Pepsi, altre cinque ne hanno segnato l’epilogo. Ad approfittarne stavolta è la Benetton Treviso, che si assicura il quinto posto nella griglia playoff. A fare da sfondo alla gara è il silenzio surreale del Palamaggiò in “protesta” viste le ultime uscite poco convincenti dei bianconeri, interrotto da sporadici fischi, indirizzati in particolare a Garri e Bowers. La Pepsi, comunque, salva in parte la faccia e se la gioca per i primi tre quarti: nella prima frazione è addirittura sul +9 al 9’ (26-17), prima delle triple di Smith e Bulleri che tengono la Benetton a contatto (26-23). Nel secondo quarto Treviso entra in gara, prima col parziale di 0-6 (30-29 al 12’), cui Caserta risponde con otto punti consecutivi di Ere (38-32); poi con la zona 2-3 che produce un altro break (0-7) e il primo vantaggio 40-41 al 17’. Ma la Pepsi reagisce e con la tripla di Bowers rimette il naso avanti (43-41 al 18’). Dopo l’intervallo lungo, il terzo break trevigiano: 0-8 nei primi 4’34’’ (50-52), ma Caserta ribatte con due triple di Jones ed Ere, che ridanno il vantaggio ai bianconeri (56-54). Nell’ultima frazione l’ultimo e decisivo tentativo di fuga della Benetton, che riesce a spuntarla grazie alle triple di Smith e Gentile (75-84), costringendo la Pepsi alla resa. (Giuseppe Bernardo)

Caserta: Ere 18, Williams e Jones 15
Treviso: Smith e Motiejunas 16, Skinner 15

Il gancio con la mano destra di Szewczyk (Avellino). Ciam/Cast
Il gancio con la mano destra di Szewczyk (Avellino)

Enel Brindisi-Air Avellino 68-112

In un clima surreale e con il pubblico brindisino in aperta contestazione con squadra e dirigenza (fischi per tutti, si salva solo Bechi), l’Air Avellino si prende in scioltezza il quarto posto al termine di una cavalcata storica, tra questioni societarie e infortuni. Tutto facile per la formazione di Frank Vitucci, che al 7′ ha già messo in cassaforte il risultato grazie ai 12 punti di Szewczyk (11-28). L’Enel – in campo senza Lang, Dixon, Giovacchini e Toure – viene spinta giù dalle scarse motivazioni e in ogni azione di attacco è fischiata dai soli 1800 del PalaPentassuglia. I tifosi prendono di mira la squadra (“Roma, Cantù, Bologna: ogni trasferta una vergogna”) e il dg Corso, dimessosi ieri (“Dimissioni? Con due anni di ritardo e un giorno di anticipo”). Gli applausi sono tutti per l’ex Omar Thomas quando sigla il +21 a 6’40” dall’intervallo lungo, ritoccato fino al “doppiaggio” di Johnson (25-50). I tecnici mandano in campo anche i giovani Danese e Barbaro e Vitucci, in ottica playoff, ne approfitta per concedere minuti al rientrante Taquan Dean (11 punti). A metà gara è 33-60: Avellino tira col 61% dal campo e recupera 16 possessi. La differenza è ancora più evidente nelle valutazioni di squadra (15-85). Le difese sono un optional, così l’Air vola sul +35 sfondando il muro degli 80 al 28′ (46-83) e dei 100 a 5′ dalla sirena finale quando Infanti sigla il +46, massimo vantaggio. Finisce 68-112, tra i fischi del pubblico biancazzurro e la grande festa dei trenta avellinesi giunti in Puglia. (Andrea Tundo)

Brindisi: Pugi 14, Maresca 11, Jackson 10
Avellino: Szewczyk 18, Thomas 16, Johnson 13

Giuseppe Poeta, play di Bologna, al tiro. Ciam/Cast
Giuseppe Poeta, play di Bologna, al tiro

Canadian Solar Bologna-Tercas Teramo 96-94

Trascinata da Winston e Koponen, la Canadian Solar fa sua la sfida con Teramo nell’ultimo minuto e si qualifica come ottava ai playoff. Retrocessione sul campo per Teramo che mastica amaro, visto che era in vantaggio di sette punti a tre minuti dalla fine grazie a un Fultz e un Boscagin in giornata super. E’ De La Fuente a sbagliare l’ultimo tiro da tre. Tutta la squadra ospite reclama per l’antisportivo a Fletcher (costato cinque punti) che ha dato il via alla rimonta locale, col presidente Antonetti che furente grida la sua rabbia nel dopogara in faccia alla bordocampista di Sky Claudia Angiolini. Eppure nel primo quarto parte forte Teramo, che si porta sul 10-4. Ma Rivers e Sanikidze trascinano i bianconeri alla supremazia in chiusura di tempo, segnando da soli più della metà dei punti di Bologna (22-17). La gara sembra già incanalata a favore dei bianconeri, ma ancora una volta la squadra di Lardo gioca a viso aperto e si lascia attaccare in contropiede. Grazie alle triple di Fultz la squadra di Ramagli recupera il gap e chiude solo sotto di due il secondo quarto. Nella frazione successiva la Canadian Solar rimane senza canestri per più di quattro minuti (e il pubblico rumoreggia). Teramo ne approfitta e si porta come massimo vantaggio sul +9, chiudendo in vantaggio la terza frazione (67-71). Poi il concitato finale e la vittoria al fotofinish dei bianconeri. (Michael John Lazzari)

Bologna: Winston 21, Poeta 17, Rivers 16
Teramo: Fultz 20, Davis 15, Diener 14

Il canturino Tabu attacca il canestro di Varese. Ciam/Cast
Il canturino Tabu attacca il canestro di Varese

Bennet Cantù-Cimberio Varese 75-66

La Bennet centra “per meriti propri”, per dirla alla Trincheri, il secondo posto al termine della stagione regolare battendo Varese. “Un risultato storico per tutti noi. Se solo qualcuno me lo avesse pronosticato all’inizio della stagione gli avrei consigliato la camicia di forza…”. E’ felice il coach canturino, pur mantenendo il solito aplomb. “Adesso i valori si resettano, tra 72 ore saremo di nuovo in campo. Ci sarà da soffrire ma di questo siamo consci…”. Sofferenza appunto. Quasi un’abitudine di questi tempi, per una Bennet che ha in Jonathan Tabu l’uomo partita. Sono del belga i punti (8) e soprattutto le giocate decisive, che aiutano una Bennet in difficoltà per 12′ (14-29) contro la zona 3-2 di una Cimberio giunta alla NGC Arena priva di Kangur e con Slay e Fajardo in panchina per onor di firma. “Vedremo chi riusciremo a recuperare per mercoledì “ è il commento di Recalcati a fine gara. Forse troppo pesanti le assenze per poter sperare di vincere l’ultima gara della stagione regolare, anche se l’idea è stata cullata a lungo da una squadra che, dopo aver centrato i play-off al termine di una stagione sofferta soprattutto all’inizio, mercoledì sera affronterà nuovamente Cantù. “Sono contento per i miei giocatori. Uomini veri – afferma con orgoglio Charlie” . Per i padroni di casa in luce Markoishvili (16 punti con 3/3 da tre) e il solito Mazzarino, autore del tiro pesante e della palla recuperata che hanno cambiato l’inerzia della gara. Per Varese non sono bastati i 19 di Goss (17 all’intervallo) e il lavoro a rimbalzo di Talts e Serapinas. (Pietro Terraneo)

Cantù: Markoishvili 16, Mazzarino e Ortner 13.
Varese: Goss 19, Galanda 12, Talts 10

La perfetta meccanica di tiro di Sosa (23 punti per Biella). Ciam/Cast
La perfetta meccanica di tiro di Sosa (23 punti per Biella)

Fabi Montegranaro-Angelico Biella 79-82

Festeggia Biella per una salvezza raggiunta sul campo. Festeggia Montegranaro per le notizie arrivate da Bologna. Entrambe potranno giocare la prossima stagione della serie A senza dover sborsare i 500 mila euro che avrebbero martoriato le casse societarie. Il 79-82 finale è un risultato giusto per quello che ha dato in campo l’Angelico nell’ultimo periodo. Grande equilibrio nel primo quarto con entrambe le formazioni che partono con il freno a mano tirato. Le difese non brillano e sono davvero tanti gli errori al tiro. La retina del canestro viene infilata per la prima volta da Ford solo dopo due minuti. A questo si aggiunge il rischio di avere la testa che vola verso Bologna e a quel che accade tra Virtus e Teramo. Ford prova a mettersi la squadra sulle spalle (suoi i primi sei punti della Sutor), e l’Angelico risponde con un Viggiano da Nazionale. Sono suoi i punti del sorpasso biellese (11-12 al 6’14). La Fabi prova ad allargare la difesa dei rossoblù (in campo con la nuova maglia) dai 6,75 ma a Williams e Maestranzi risponde il genio di Sosa (16-16 a 7’13). Nel secondo periodo il ritmo della partita non sale, così come il basket visto in campo, tanto mediocre che al 15′ il parziale è 8-7 per Montegranaro. Sia Drucker che Cancellieri si affidano alla zona per guadagnarsi qualche opportunità di tiro maggiore. Ne beneficia Tucker con due contropiedi facili e la Sutor torna avanti (35-32). Al rientro dagli spogliatori Biella torna in campo con maggior convinzione. E’ il duo Coleman-Viggiano a costruire il vantaggio dell’Angelico. Il primo attacca il canestro con convinzione, il secondo perfora la retina dalla distanza e si fa sentire in difesa. Così al 26′ Biella è avanti di 8 (46-54) con il gioco da tre punti di Coleman. Ed è sempre la guardia Usa, da distanza siderale, a decretare il +11 (48-59). La partita si accende nel quarto periodo, quando Cinciarini mette in fila sette punti consecutivi (18 in totale) che riportano la Fabi a -2. Il finale di partita è palpitante. Ekperigin torna avanti (69-75 al 37′). La Sutor rientra, Maestranzi sbaglia la conclusione del -1, mentre Soragna segna i liberi del +5. Sono quelli della sicurezza perché non c’è più tempo. Ed esplode la festa. (Aaron Pettinari)

Montegranaro: Ford 21, Cinciarini 18, Tucker 12.
Biella: Sosa 23, Coleman 20, Viggiano 14

Othello Hunter gioca spalle a canestro. Ciam/Cast
Othello Hunter gioca spalle a canestro

Vanoli Cremona-Sassari 82-88

Al termine della settimana più densa d’emozioni del suo campionato, la Dinamo Sassari, trascinata dalla coppia White-Hunter (53 punti in due), vi aggiunge quella dei playoff da neopromossa. Da sesta, affronterà l’Armani Jeans Milano: incrocio che curiosamente si materializza sotto gli occhi dell’ex Olimpia Danilo Gallinari, accorso a vedere il cugino Devecchi. Contro una Vanoli Braga senza Foster e difensivamente lontana parente di se stessa (90 di media concessi nelle ultime due, col 67% da due), Sassari vince con la zona, perché Cremona contro la 2-3 di Sacchetti tira col 31% da tre. Dopo le prime tre triple, di Drozdov e Formenti (15-8 al 5’), White sale di colpi, ma si gioca soprattutto sui lunghi: Hunter fa ciò che vuole nel pitturato (23-25 al 10’), Milic e Sekulic rispondono con un primo tempo da 20 in coppia (39-40 al 20’). La zona però toglie progressivamente il post basso alla Vanoli, che tira 5-22 da tre dal secondo quarto in poi: White spinge Sassari (51-56 al 26’), solo le triple di Drozdov e Perkovic (60-63 al 28’) fermano l’onda della Dinamo, che negli ultimi 10’ completa un secondo tempo da 48 punti con Hunter, bravo a punire le tardive rotazioni di Cremona, e White (oltre 27 di media nelle ultime 3), a nozze contro i cambi difensivi. Sono loro, oltre al capitano Vanuzzo (5 punti pesanti nell’ultimo quarto, con la tripla del 71-77 al 37’), il volto della Dinamo da playoff. Ancora senza sponsor. (Michele Talamazzi)

Cremona: Milic 18, Perkovic 16, Sekulic 14
Sassari: Hunter 28, White 25, Diener 11

tratto da gazzetta.it



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