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Romano Prodi non ce la fa. Mancano 101 voti all’appello.

Creato il 19 aprile 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

L’abbassamento del quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica dalla quarta chiamata in poi, che l’ingegneria della Costituente ha saggiamente abbassato rispetto alle prime due, ha portato ad un rimescolamento soltanto parziale delle carte.

Se fino 24 ore fa il nome di Sergio Chiamparino campeggiava a fianco a quello di Stefano Rodotà, il quale aveva ricevuto 230 voti rispetto ai 90 dell’ex sindaco di Torino, questa quarta votazione ha visto Prodi aggiudicarsi 395 preferenze, cinque al di sotto della quota, già di per sé negativa, di 400 voti. Queste preferenze però non sono servite per consentirgli di divenire la massima carica dello Stato – almeno in questa quarta votazione. Il candidato proposto dal MoVimento 5 Stelle, Rodotà, invece ha preso 213 voti, 20 più del numero dei parlamentari grillini, mentre Anna Maria Cancellieri, candidata dai montani, ha ricevuto 78 preferenze, più di quelle dell’area del Professore della Bocconi. Le schede bianche sono state 15 e i voti andati ad altre figure (fra i quali D’Alema, Veltroni, Bonino, Fioroni ed altri) sono stati pari a 26.

Si passerà allora alla quinta votazione. E dunque viene spontaneo domandarsi se il Partito Democratico domani mattina sceglierà di proporre un nome diverso da quello di Romano Prodi.

È importate sottolineare il fatto per il quale all’ex Presidente del Consiglio sono mancati circa 100 voti per l’elezione, sta mattina data per quasi certa, voti che però non sono arrivati dal PD stesso, in quanto quelli di SEL (contrassegnati come “R.Prodi”) ci sono stati tutti e 45.

 

ROMANO PRODI: 395

STEFANO RODOTA’: 213

ANNA MARIA CANCELLIERI: 78

ALTRI: 26

BIANCHE: 15

 

Articolo di Stefano Rossa

 

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