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S'indebolisce l'egemonia delle Agenzie di Rating !?!?

Da Roxioni
S'indebolisce l'egemonia delle Agenzie di Rating !?!?S'indebolisce l'egemonia delle Agenzie di Rating !?!?
Manipolazione dei mercati finanziari Indagati analisti e dirigenti di S&P.

Il pm Ruggiero è arrivato alla chiusura indagini: avvisi di garanzia per cinque persone dell’agenzia di rating Usa che, il 13 gennaio scorso, a mercati aperti, declassò il debito italiano da A a BBB+ provocando un terremoto sui mercati. Secondo la procura pugliese, oltre all’approssimazione e all’errore ci potrebbe essere stata una volontà di nuocere. Ancora aperti i filoni su Moody’s e Fitch e quello sull’High Frequency Trading.

TRANI – Fuori una. Per il momento è quella sull’agenzia di rating Standard & Poor’s, per le altre due sorelle, Moody’s e Fitch è questione di giorni. La procura di Trani ha chiuso l’inchiesta sulla multinazionale americana che il 13 gennaio scorso, a mercati ancora aperti, declassò l’Italia (o, meglio, il suo debito pubblico) e altri paesi dell’Europa con un taglio del rating da A a BBB+. Manipolazione pluriaggravata e continuata del mercato finanziario le accuse del magistrato Michele Ruggiero che ha fatto notificare 5 informazioni di garanzia. Destinatari sono gli analisti Eileen Zhang e Frank Gill, dipendenti dell’agenzia con sede a Londra, e Moritz Kraemer, dipendente di Francoforte, il responsabile dei servizi per l’Europa e l’Africa Yeann Le Pallec e infine l’ex presidente di Standard & Poor’s l’indiano Deven Sharma.
Il dubbio rimane: le agenzie di rating, chiamate ad analizzare la solidità economica di uno Stato, sono in grado di turbare i mercati economici internazionali quando formulano i loro giudizi, spesso infondati e imprudenti, a contrattazioni ancora aperte? Le indagini, lo ricordiamo, avevano accertato come lo stato italiano avesse risentito dei giudizi negativi espressi sul debito pubblico del Paese per ben tre volte da “Standard & Poor’s”, il 20 maggio, il 23 maggio e 1 luglio del 2011, con la Finanziaria ancora in discussione. E’ probabile che i risparmiatori siano rimasti vittime della speculazione sui mercati e sui titoli di Stato crollati in seguito alla diffusione di questi giudizi negativi, puntualmente smentiti dai vertici politici ed economici del Paese.
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La convinzione degli inquirenti resta quella secondo cui “oltre all’approssimazione ci sia stata anche una possibile manipolazione” nel formulare report da parte delle agenzie internazionali di rating, chiamate ad analizzare la solidità finanziaria di uno Stato. Nel corso dell’inchiesta il pm ha ascoltato diverse personalità del mondo economico tra cui Giuseppe Vegas, presidente della Consob, che aveva inviato una lettera al capo dell’Esma, l’autorità europea per la sicurezza dei mercati, Steven Major, per chiedere se l’operazione dell’agenzia non fosse stata in contrasto con le prescrizioni che vietano la diffusione di giudizi a mercati aperti. Poi Maria Cannata, responsabile delle aste dei Bot per il ministero delle finanze, Maria Pierdicchi, capo dei servizi finanziari del Sud Europa per Standard & Poor’s. Fanno parte del coro delle cosiddette “reazioni qualificate” alle “pratiche” delle agenzie che declassano l’Italia e creano turbamenti sui mercati finanziari, nonostante i loro giudizi siano spesso smentiti dai vertici economici del Paese. L’Italia, lo ricordiamo, fu già messa a dura prova nel maggio del 2010 da un comunicato di Moody’s che a mercati aperti parlò di un economia a rischio perché contagiata da quella greca ormai in crisi. Quel filone di inchiesta è ancora in corso così come quello che riguarda l’agenzia di rating Fitch. Aperta anche (tutte e tre dovrebbero arrivare rapidamente a chiusura) anche quella sull’High Frequency Trading, il trading, cioé attuato con computer superveloci e algoritmi ultrasofisticati che determinano un vantaggio probabilmente non corretto a favore degli operatori che li usano. L’Hft potrebbe essere un altro strumento della speculazione per “abbattere” titoli o interi settori dei mercati con ingenti guadagni per chi lo controlla. source


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