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Sclero Sei - Piccoli Problemi di Cuore

Da Wiald

Le giornate nel condominio continuavano monotone e tranquille come al solito, con lanci di piatti dai balconi, strilla, grida, bestemmie, urla, mazzate e di tanto intanto con l’arrivo della polizia per distrurbo della quiete.Un bel giorno arrivò un nuovo inquilino di nome Yuan Shao, un quarantenne dai lunghi capelli neri, ma con due ciocche bianche che gli scendevano lungo il volto magro, con un perenne sorriso ebete e gli occhi da pesce palla. Si era comprato l’appartamento affianco a quello di Cao Cao.Aveva appena traslocato, quando, mentre sedeva fuori al balcone intento a fare le parole crociate, il suo sguardo si fermò sul capofamiglia dei suoi vicini, che stava prendendo il sole, schiattat ngopp a na seggia a sdraj.Appena lo riconobbe, gli cadde la penna dalla mano e il suo cuore prese a battere come un forsennato. Per timore che gli stesse venendo un infarto, corse dentro a prendere le sue pillole per il cuore, poi ritornò fuori al balcone.Riprendendo il giornaletto della Settimana Enigmistica e nascondendo il suo volto dietro le pagine, continuò a fissare Cao Cao, restando accecato dalla sua bellezza. Si passò la lingua sulle labbra immaginando di baciare nuovamente quelle labbra.Doveva trovare un modo per parlargli.Si alzò dalla sedia e si diresse in soggiorno, avviandosi alla porta. Uscì sul pianerottolo e andò verso la porta dei suoi vicini. Bussò! Sentiva di nuovo il cuore battere molto forte, gocce di sudore si condensavano sulla fronte, mentre brividi gli attraversavano lungo la spina dorsale.Un uomo aprì la porta. Aveva lunghi capelli neri legati in una coda, era molto snello e longilineo, aveva la bocca a forma di cuoricino e leggermente truccata di rosa, gli occhi azzurri erano bordati da ombretto celeste e indossava una camicetta rosa confetto con tanti volant e pantaloni del medesimo colore. Yuan Shao, oltre a pensare che fosse una meringa vivente, pensò che fosse la versione cinese di Vladimir Luxuria.“Posso fare qualcosa per lei, bel maschione?” chiese questo.“Salve” salutò Yuan Shao leggermente perplesso e preoccupato. “Sto cercando Cao Cao”.“Vieni dentro” disse l’uomo facendosi di lato, in modo da permettergli di entrare in casa. “Io sono Zhang He, tu chi sei?”.“Yuan Shao”.“Piacere di conoscerla” disse e gli teste la mano.Yuan Shao la strinse e cercò di sorridergli. “Il piacere è tutto mio”.“Venga, si accomodi in soggiorno” disse Zhang He, che continuando a tenergli la mano, lo condusse nel salotto, formato da divani e poltrone blu, mentre in fondo c’era un megatelevisore a sherma piatto e LCD.“Minchia” si lasciò sfuggire Yuan Shao alla vista della TV.“Qui è dove Cao Cao trascorre la maggior parte del tempo a vedere La Vita in Diretta, Forum, La prova del cuoco, Uno Mattina, Porta a Porta, Quark, Linea Verde, Chi L’ha visto?, Il Tenente Colombo, Domenica In, L’Eredità e Affari Tuoi”.“Dopo tanti anni che ci conosciamo, posso dre che i suoi gusti sono rimasti quelli che erano”.“Ma eravate amici?” chiese curioso Zhang He.“Amici d’infanzia”.“Oh mio Dio che bello” disse l’uomo tutto contento che per la gioia si era messo a saltarellare per la stanza. “Ma questa è una coincidenza!! Dopo tanti anni vi ritrovate quiiiii”.E Yuan Shao pensò, che fra tutti gli Wei che c’erano, proprio quello effimminato gli doveva capitare?“Zhang He puoi chiamarmelo? Non vedo l’ora di rivederlo”.“Ma certaaaaaaaamenteeeeeeeeeeeee bel maschione” disse e corse via dal salotto.Zhang He andò fuori al balcone, dove Cao Cao era seduto su una comodissima sedia a sdraio intento a prendere il sole mattutino. Aveva le cuffiette nelle orecchie, ma sapeva che era impossibile coprire la musica di Gianni Celeste che proveniva dal piano terra.Zhang He gli pose una mano sulla spalla e Cao Cao, facendo calare leggermente gli occhiali da sole sul naso, lo fissò. “Che cazzo vuoi?”.“Di là c’è un signore che vuole vederla”.“Ma chi? Te si fatt ricere o’nom?”.“E’ il vicino di casa, si chiama Yuan Shao”.Cao Cao, nel sentire quel nome, sobbalzò dalla sedia a sdraio. “Comme cazz a ritt ca si chiamme?”.“Yuan Shao”.“Mamma mi bell, pure ca mo trov?”.“Ma perché? E’ un uomo così gentile e di bell’aspetto”.“Date ca te piac, pecchè nun ti si vuttat a piett e palumm quand l’è vist?”.“Già fatto, ma sembra più interessato a lei”.Cao Cao sbuffò. “Sient, piglil po’ cuoll e vuttele fore e cas. Nun ce vogli nient avè che fa, capit?”.“Ma proprio ora mi sono fatto la minicure e non vorrei spezzarmi un’unghia”.“I quand caccie fore e cas a chist, è tropp tard” sbuffò Cao Cao. “Dian Weeeeeeeeeeeeeeeeeei” urlò e dopo qualche minuto apparve un omone alto due metri, con una paralisi alla bocca che gli faceva avere le labbra storte e dalla testa calva da sembrare Mastro Lindo perennemente incazzato.“Cosa c’è capo?”.“Allà sta nu signor stran, iettel for e cas, vabbuò”.“No, ma così non si fa” disse Zhang He sulle punta dei piedi. “Perché non adottare un gesto più soft? Vada a parargli Cao Cao e poi lo butti fuori di casa, almeno glielo dice in faccia a quel poveretto”.Cao Cao sbuffò. “E vabbuò, mo vac” disse e indossò una maglietta per poter accogliere il suo ospite indesiderato.Controvoglia si alzò dalla sedia a sdraio e si diresse in soggiorno, dove Yuan Shao sedeva su un divano e si guardava intorno. Quando vide Cao Cao, l’uomo si alzò all’impiedi e sfolgorò uno dei suoi soliti sorrisi ebeti.“Cazz ce fai ca?” chiese Cao Cao.“Ma tu non sai che gioia rivederti, compà” disse Yuan Shao che gli si avvicinò e lo abbracciò in una stretta stritolante.“We scinneme a cuoll” urlò Cao Cao, mentre si divincolava.“Appena ti ho visto, sono dovuto correre qui” disse Yuan Shao dolcemente e liberando Cao Cao dall’abbraccio. “Anni fa ci siamo lasciati così, all’improvviso, senza un perché”.“C’er nu motiv, no?”.“E quale Cao Cao? Perché non me lo dici?”.Cao Cao sospirò. “Pecché si nu ricchion e merd e appen me girav, tu me maniav o cul, o me zumpav ncuoll e me baciav. A me sti cos me fann leggerment shif e, nun sol, er pur spusat, tenev nu figl piccirill, ce mancav sol che, pe colpa toi, venev chiamamt femmenell e perdev tutt cos, tutt a famiglia meie”.Yuan Shao rimase con la bocca spalancata, poi, dopo qualche secondo la richiuse. “Ah! Questo era il problema? Vabbé, ora tua moglie è schiatatta, tuo figlio è maggiorenne e sposato, possiamo anche rimetterci insieme e continuare la nosra love story”.“Uh mammà, ma chist è scem fort? O’ vuò capì ca nun c’è mai stat ammor? Anz, tu me semp fatt schif, anche quand eravamme piccirill…nun t’arricuord ca me futtev tutte e pazziell toi, no?”.“Perché dici tutte queste cose brutte? Così mi spezzi il cuore, ed io ho già il cuore debole, ho trei baipass”.“Cazzi tuoi…mo vattenne ia, ca teng cos chiù importat a fa, ia, cià”. Cao Cao schioccò le dita e Dian Wei apparve nel soggiorno. “Accompagna questo signore alla porta”.“Va bene, capo” disse e afferrò Yuan Shao per il collo e lo sollevò. “Il signore non è più gradito in questa casa. Arrivederci” disse e lo gettò via, non appena aprì la porta.“Assafà, se ne jiut” disse e tornò a prendere il sole.Yuan Shao singhiozzante, cercava le chiavi di casa nella tasca, ma la sua attenzione fu distolta da un signore che passava di lì e lo salutò.“Buongiorno anche a lei”.Sima Yi gli sorrise, mentre proseguiva a salire fino al terzo piano, arrivando all’appartamento di Liu Bei, dietro di lui c’era Sima Zhao. Bussarono ed attesero che qualcuno andasse ad aprire la porta.Jiang Wei aprì. “Salve”.“C’è Liu Bei?” chiese Sima Yi.“Sì, prego, entrate” disse il ragazzo facendosi di lato.I due uomini entrarono e furono accolti in un salotto dipinto di verde smeraldo e colmo di divani e poltrone verde pisello. Su un lato c’era una libreria così piena che sembrava esplodere a momenti, mentre dall’altro c’era un megatelevisore piatto e LCD.“Papà e vist che tengn chisti ca?” chiese Sima Zhao ammirando il televisore. “Nuj tenimme nu pezzott e televisor”.“Parla bene sennò non ti compro il motorino”.“Iamm papà caggia ritt e mal?”.Sima Yi sbuffò. “Avanti ritorna a casa, parlo da solo con il signor Liu”.Il ragazzo sbuffò. “Wa papà ce proprit cacat o’cazz” disse e a malincuore lasciò l’appartamento e ritornò a casa sua.Jiang Wei intanto si era avviato verso la camera da letto di Liu Bei, che ancora, nonostante fossero le undici e mezza del mattino, ronfava e sognava animatamente nel suo comodo letto a pancia sotto. Ogni tanto l’uomo si lasciava sfuggire, ancora immerso nel sonno profondo, qualche imprecazione o una frase sconnessa. A volte urlava o piangeva, ma spesso rideva.“Comme romme stran chist” disse Jiang Wei mentre si avvicinava. Arrivato al letto, poggiò una mano sulla spalla di Liu Bei e lo scosse. “Si svegli, c’è Sima Yi di là che vuole parlarle”.Liu Bei aprì leggermente gli occhi, ma era evidente che stava ancora sognando. “Nooo, nun vogli sagliì ngopp o’ ring, nun vogl cumbatter” disse e si riaddormentò.“Ma che cazz se sta sugnan?” disse Jiang Wei che lo scosse di nuovo. “Avanti su, forza e coraggio. Non si faccia attendere”.Liu Bei continuando ad avere gli occhi chiusi, chiese. “Ch iuorn è?”.“Giovedì”.“Ah allor nun ce stann gli incontr ogg, ia, poss sta cujiet”.“Uh mamma mi, se sta sugnan è esser nu pugil!” disse Jian Wei ridendo. “Ma comme l’aggia scetà a chist?”. Il ragazzo gli appoggiò entrambe le mani sulla schiena e iniziò a scuoterlo violentemente. “Mo schitete mongoloid, allà ce sta nu signor che te sta aspettan a vint minunt, iamma bella ià”,Liu Bei si alzò scattando. “Ne che ritt?”.“Di là c’è Sima Yi che la sta aspettando da venti minuti”.“Si sicur ca nun è ritt coccata cos?”.“Nooo!”.Liu Bei si strofinò gli occhi e si diresse in bagno. Si sciacquò la faccia, si lavò i denti e si pettinò. Quando fu lindo e pulito, andò in soggiorno.“Mi dispiace di averla fatta aspettare, signor Sima” disse e cercò di mostrargli uno dei suoi sorrisi migliori.“Non si preoccupi”.“Allora, come mai qui?” chiese Liu Bei curioso.“Sono interessato al suo motorino…”“Certamente”.“Che modello è? Quanto costa?”.“Se vuole glielo mostro”.“Ne sarei lieto”.Sima Yi e Liu Bei scesero giù nel garage. Liu Bei alzò un lurido panno lercio e scoprì il suo motorino. Era una vespa, uno dei primi modelli che uscirono mille anni fa. Una volta era stata verde smeraldo, ma ora era un verde scatarro arrugginito. Gli manvaca il fanale davanti e entrambe le ruote erano sgonfie.“Qualche lavoretto e diventerà come nuova”.“Quanto costa?” chiese Sima Yi osservando con orrore il veicolo.“Non faccio più di duecento euro…è troppo un ferro da museo”.Nel sentire quel prezzo gli occhi di Sima Yi brillarono, ma soprattutto perché era un’occasione per far zittire il figlio senza dover spendere troppi soldi. “La prendo”.“Davvero?” chiese felice Liu Bei.“Certamente, eccole i soldi”.“Oh, ma com’è gentile, eccole le chiavi”.“Non vedo l’ora che mio figlio lo veda”.“Ma mi raccomando, prima gli faccia une bella pittata e gonfi le ruota”.“Certo” disse Sima Yi mentre pensava come fare per risparmiare sulla pittura e sul meccanico. “Inizio già da ora”.“Lei vizia troppo il suo bambino”.“Lo so e per questo ca nun vec l’or ca pigli a via soi”.“Beh, io vado, le auguro una buona giornata”.“Anche a lei signor Liu”.Rimasto solo, Sima Yi andò a prendere della vernice azzurra e gli attrazzi che aveva trovato nel suo scantinato. Iniziò a colorare la vespa, poi con il gonfiatoio del materassino per il mare gonfiò le ruote. Non appena la vernice fu asciutta, portò il motorino fuori e andò a chiamare Sima Zhao.Sima Shi e Wang Yuan Shi lo avevano portato giù con gli occhi bendati. Appena fu dinanzi al motorino, i due gli tolsero la benda e il padre allegro gridò. “Taaaaa-daaaaaaaaaaaaan”.Sima Zhao spalancò gli occhi orripilato, non solo per il colore abominevole, ma per la ferraglia che aveva dinanzi.“Ma che re stu schif?”.“Il tuo motornino”.“Ma io volevo quello di ultima generazione”.“Senti, non meriti una cosa a tal punto, va bene Zhao? Non farmi arrabbiare”.Il ragazzo sbuffò, ci salì sopra e accese la Vespa, che sobbalzò, mentre fumi neri uscivano dal tubo di scappatoio. “Papino i te sputass nfacci’”.“E i’ te spezzasse e cosh…e vulut a bicilette e mo pedal”.Sima Shi e Sima Yi tornarono a casa, mentre Wang Yuan Shi osservava disgustata la Vespa.“Avanti amore salta su, andiamoci a fare questo giro, prima che scoppia sta cosa”.La ragazza mal volentieri ci salì e dopo una mezz’ora, i due tornarono e lei era in lacrime. “Basta la nostra storia è finita”.“Ma perché?”.“Tu sei un coglione ricottaro che non pensi altro al motorino e al Grande Fratello, tuo padre ha le mani tirate per comprarti una moto decente…vado via, scappo, ne ho abbastanza di te e della tua famiglia”.“No, ia te preg…pe te facesse pur e capriol”.“E facisse, magar te spezzass o’ cuoll”.“Mammamì Shi, comme sì…ma pecchè vuò a morta mi?”.“Pecchè me proprit rutt o’ cazz…”.“Si proprit na vaiasse” disse il ragazzo afferrandola per un braccio.“Lassame” urlò Wang Yuan Shi. “Me stai facenne male”.Sima Zhao sbattendosene di quello che la ragazza dicesse, la baciò con passione, mentre la stringeva a sé.Wang Yuan Shi si calmò. “Wow…iamm ngop te facce verè nu par e zizz ca nun te scuord chiù”I due salirono di corsa sopra, chiudendosi la porta alle spalle.Intanto, al piano di sopra, Yuan Shao camminava avanti e indietro, pensando come doveva fare per far innamorare Cao Cao di lui. Non riusciva a togliersi dalla mente il volto dell’uomo, che suscitava su di lui un certo fascino.Durante il pomeriggio gli aveva comprato anche un regalo al supermercato: uno shampoo alla gardenia e bagnoschiuma al fiore di loto. Non sopportando di stare così lontano da lui, prese i pacchi regalo ed uscì. Bussò e dopo un po’ apparve Zhang He.“Uh, è ancora lei…scommetto che vuole rivedere Cao Cao”.“Già”.“Prego, entri” disse facendosi di lato. “Ma l’avverto è leggermente impegnato”.“Cosa sta facendo?” chiese l’uomo e si sentirono delle voci che gridavano provenire dal soggiorno.“E che cazz, pure durant o’pomerigg i figli tuoi rompon o’ cazz lor e Gianni Celeste”.“Neee, coccos anna fa, sinnò inizin a romper e pall a me” urlò Sun Jian.“Ma nun o’ sann ca possen appiccià o sterj sol a matin? Ca song cchiù e cinquant eur e mult”.“Tien intenzion e ì dall’amministrator? Tu ce vai e i te spezz e cosh, vulimm verè?”.“Guardat guardat che guapp e carton”.“Comme sarebbe a dicer? Chill, u cugin tuoi, o’ cicolop, è venut a casa mi e a ittat o sterej a copp a bash…ma che cunferenz ve pijat, i nun o’ sacc”.“A fatt tropp buon, cussì chill cos brutt re figli tuoi nun rompene chiù o cazz”.“Ne Cà Cà stai ascenne cu a cap fore ro’semmenat, vir ra calà nu poc a scelle, che stai offendenne tropp”.“Azz e i’ essa calà a scelle? I figli tuoi song è chiu scustumat rind o’ palazz…o rispett neanch o cunoscene”.Yuan Shao osservava la scena impallidendo. “Cosa succede?” chiese in un sussurro a Zhang He.“Oh…è normale, succede quasi tutti i giorni. Sta litigando con il signor Sun perché i suoi figli tengono tutti i giorni lo stereo acceso e, per giunta, oggi Dun, introdottosi in casa del signore, ha scaraventato, con tutta la forza che aveva, lo stereo dei figlioli giù, rompendolo in mille pezzi”.Yuan Shao tristemente urlò. “Si vede da qua a un miglio che è interessato al signor Sun…così è iniziata la nostra love story”.Gli altri due uomini si zittirono. “Ma chist chi cazz è? Ma comme se permett e me ra do ricchione? Mo o vatt, o struppei” disse Sun Jian.“U struppi? Nui ciamma luà tutt e riend ca ten a vocc”.“Lamma luà a copp a terr”.“Le consiglio di scappare, prima che la catturino e la gonfino di botte”.“Dice che è pericoloso?”.“Estremamente”.“Questi sono pensieri per lei, signor Zhang He, lei è sempre stato così gentile con me” disse Yuan Shao prima di correre in casa e chiudersi dentro. “Ma che cazzo di condominio è questo? Sembra un manicomio criminale”.

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