Magazine Gossip

“Scusate se esisto!”, intelligente commedia sulle diversità

Creato il 07 maggio 2015 da Marianocervone @marianocervone
“Scusate se esisto!”, intelligente commedia sulle diversità Mi sono imbattuto per caso nel film Scusate se esisto!, uscito oggi in home video, che, dopo il successo di Nessuno mi può giudicare (del 2011), ha ricomposto la coppia Paola CortellesiRaul Bova. Una commedia degli equivoci, in cui l’Architetto Serena Bruno (la Cortellesi), dopo un lungo soggiorno all’estero, decide di ritornare in Italia ed è costretta a fingersi per caso assistente di un uomo per affermare il proprio talento in un ambiente lavorativo dominato da maschi, e vincere un bando per la riqualificazione di un casermone popolare nella periferia di Roma. Nessuna vera novità, se si considera che Whoopi Goldberg aveva già portato alla luce la stessa problematica nel mondo della finanza con il film Funny Money del ‘96, se non fosse che in questa pellicola, diretta da Riccardo Milani, si aggiunge il filone omosessuale con il personaggio di Bova, Francesco, ristoratore gay divorziato e con figlio, che offre a Serena vitto e alloggio, e la aiuta fingendosi il suo capo, in cambio di un supporto morale nel confessare al figlio di sette anni la propria omosessualità. Nel cast c’è anche un’altra coppia attoriale che viene a ricostituirsi, quella composta da Lunetta Savino e Ennio Fantastichini, che ritornano insieme dopo Mine Vaganti di Ozpetek del 2009: la prima assistente in un grande studio di architettura del secondo, architetto eccentrico, un po’ despota e piacione che, a suon di carinerie, costringe i suoi collaboratori a fingersi altro per tenersi stretto il posto di lavoro. Sì, perché Scusate se esisto! è un’intelligente gioco di specchi, in cui ognuno dei personaggi ritrova nell’altro una parte di sé, quella del segreto à la Desperate Housewives, che nasconde agli altri per timore del giudizio. Il film occhieggia al cinema statunitense con tanti riferimenti a pellicole cult come Harry ti presento Sally o Il Matrimonio del mio Migliore Amico, e lo fa con quell’italianità tipica del nostro cinema che sposa questa volta l’inedita regionalità e dialettica abruzzese della protagonista, allontanandosi dai filoni nord-sud tanto in voga da qualche anno a questa parte nelle sale.

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :