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“Se baci la rivoluzione”

Creato il 06 gennaio 2012 da Soniaserravalli

Ciao a tutti,

sono felice di poter qui finalmente aprire la porta alla mia ultima creatura, che da aprile in poi scalpitava per uscire. Per far vivere lui, il mio ultimo libro (sulla rivoluzione egiziana), ho preferito sopprimere gran parte di questo blog precedente la metà di febbraio 2011 (fatta eccezione per il 25 gennaio 2011, il primo giorno), il periodo più “caldo”, per motivi di privacy e di sicurezza e perchè molto di quel materiale è andato nutrendo questo stesso scritto – in cui ogni riferimento a persona o cosa si è trasfigurato, rendendosi puramente casuale e infine frutto di una rielaborazione tutta personale dell’esperienza diretta nel Paese in questione (mai nominato nel presente libro), a cui mi sono ispirata. Le notizie (socio-politiche, storiche, culturali) sono naturalmente quelle raccolte tra il Sinai e il Cairo dalla gente, dalla strada, dalla “rete” reale e virtuale dei cittadini, le fonti preziose che mancavano ai mass media ufficiali. I personaggi utilizzati non si riferiscono a persone realmente esistenti, ma sono simboli di realtà trasversali a tutto il popolo di un Paese che amo, e che spero continuerà ad accogliermi.

Forse un giorno la parte più delicata di questo blog tornerà a essere pubblica, o forse diventerà un ulteriore libro, forse resterà diario privato, – non lo so. Per adesso ecco cos’è scaturito dal mio modo di vivere questa rivoluzione: il blog che è diventato romanzo, scindendosi nella parte socio-politica sullo sfondo e una storia d’amore fittizia ma altamente simbolica in primo piano.

A questo link da oggi è possibile acquistare il libro, o lo si può ordinare (senza spese di spedizione) da qualsiasi libreria d’Italia.

Grazie Egitto e grazie a tutti voi

:-)

“Se baci la rivoluzione”

“Ci vuole del coraggio a scrivere cose che le persone crederanno vere, che tu avresti voluto che fossero vere ma che purtroppo non sono esistite, e per queste cose desiderate ma non vere essere pronti poi a subire le sassate delle previste conseguenze: pettegolezzi, invidie, critiche e a volte pericoli, esattamente come sarebbe avvenuto se le cose con cui fai letteratura si fossero verificate davvero.

Essere scrittori è anche questo, ed è una scelta consapevole: o hai le spalle larghe e racconti quel che l’ispirazione ti costringe a raccontare, o sei uno scribano infedele alle tue muse, e allora puoi far questo od altro, che il mondo non sentirà la differenza.”



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