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secondo round

Creato il 09 febbraio 2012 da Francosenia

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"Il dolore non significava niente per me. Andavo dal dentista senza anestesia. Mi sedevo lì e mi dicevo 'nessun dolore, nessun dolore.' E non lo sentivo". LaMotta non conosceva il dolore, ma non riuscì a entrare nella "top" dei migliori combattenti del paese. Ci voleva qualcosa di più. Poi sul suo cammino incocciò Ray "Sugar" Robinson, il miglior pugile mai esistito. Il 2 ottobre 1942, al Madison Square Garden, "Sugar" lo sconfisse ma ai punti, LaMotta finì l'incontro in piedi. Dopo l'ultimo round, lanciò la sua sfida. "La prossima volta sarò io, a ridere in faccia a Robinson". Cinque mesi dopo, il 5 febbraio 1943, a Detroit, LaMotta mantenne la promessa. Robinson, intimidito fin dal primo tocco di campana, venne braccato, come una bestia, per tutto il ring. Bloccato, incapace di imporre la propria velocità, riusciva a malapena a contenere la rabbia che lo sbatteva contro le corde, in un attacco suicida. All'ottavo round, Robinson cadde, a piombo, per la prima volta nella sua carriera. Si rialzò, in tempo per sentire la conta fermarsi al "nove", ma alla fine dell'incontro aveva perso la sua imbattibilità.
La rivalità tra LaMotta, bianco e incassatore, e Robinson, nero e stilista raffinato, aveva raggiunto il suo apice. Dopo i due incontri, a New York e Detroit, per un po' decisero di evitarsi, entrambi volevano misurare di nuovo le proprie forze. Poi, il 23 febbraio 1945, al Madison, casa di LaMotta, "Sugar" si impose di nuovo, ai punti, sulla lunghezza di dieci round; e ancora, a Comiskey Park, Chicago, nel settembre del 1945, Robinson confermò di essere ancora il migliore della sua categoria, tornando ad imporsi su LaMotta, dopo che questi aveva eliminato George Kochan solo sette giorni prima. Robinson sapeva di essere un pugile migliore di LaMotta, dominava gli incontri e sapeva imporre il suo stile di boxe. Però, in ciascuno degli scontri col "Toro del Bronx", si era imposto ai punti, senza essere in grado di mettere ko un uomo che, quanti più cazzotti prendeva, tanto più si ingigantiva. Robinson si rese conto della forza soprannaturale del suo avversario e, dopo il quarto combattimento, dichiarò davanti alla stampa, con una certa rassegnazione cristiana: "Quello che posso dire di lui? Lo colpisco con tutto e lui se ne resta lì, senza fare una piega. Che tipo!".
LaMotta, che combatté per ben sei volte contro "Sugar", lo ha definito con precisione: "E' stato il miglior pugile di tutti i tempi. Ho combattuto così tante volte contro "Sugar" Ray che non so com'è che non ho il diabete".


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