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serviziopubblico.it o Servizio Pubblico?

Creato il 09 ottobre 2011 da Marcodalpozzo @marcodalpozzo


Non è in discussione la capacità di Michele Santoro di essere popolare e di fare ascolti [in effetti ci sarebbe da dire quanto sia buona qualcosa di popolare ma questo è un altro discorso]. E innegabile, infatti, che le sue trasmissioni hanno negli anni, e sempre di più, soddisfatto l'appetito di informazione. O, forse, semplicemente bilanciato con un No i [signor] di un dibattito evidentemente da riformare, come osserva Luca De Biase. Lascio a voi giudicare.

Quel che non mi torna è la richiesta di aiuto ai Cittadini: 10 euro per contribuire alle spese dei Comizi di Amore; il primo dei quali andrà in onda il prossimo Giovedi "ovunque sarà possibile" come Santoro annuncia nell'appello pubblicato su serviziopubblico.it, il sito dell'omonima Associazione [di cui non si riesce a capire granchè] con cui si appresta a cominciare una nuova avventura.


Non mi torna perchè non c'è solo l'Associazione serviziopubblico. Massimo Mantellini linka un articolo di ItaliaOggi in cui è chiara la partecipazione di "shareholder" che, con il Servizio Pubblico [scritto adesso con due parole staccate e in maiuscolo] hanno poco a che vedere: Consigli di Amministrazione, Zerostudio's, Editoriale il Fatto, Publishare

Perchè non tentare una Impresa Editoriale con Finalità Sociali? Perchè non raccogliere [micro]capitali e autosostenersi chiedendo ai Cittadini, in totale trasparenza, un contributo, un riconoscimento al lavoro di una redazione di professionisti? Ripongo speranza nell'azione in valutazione da parte di Articolo21, che appoggia l'iniziativa, che riuscirebbe a ripulire un pò lo scenario e far [almeno] sembrare che ad essere perseguito è il solo Bene Comune.

Ma sono perplesso. Anche e soprattutto perchè, per sua fortuna, Santoro non è nemmeno Tunisino!


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