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Shutdown della NASA

Creato il 06 ottobre 2013 da Angelo @shinmazinger

L’altro giorno,  vado sul sito della NASA, come faccio ogni tanto, questa volta per leggere le ultime novità sul lancio della sonda MAVEN in direzione Marte, e quasi mi prende un colpo quando mi ritrovo di fronte a questa schermata.

 

Notice

 

Dopo una sequela mentale di bestemmie indirizzate a tutti i politici italiani e stranieri oltre che agli dei di tutte le religioni (che male non fa) e dopo essermi maledetto per non aver scaricato tutto lo scaricabile (la parte multimediale del portale della NASA è strepitosa) cerco di capire cosa diavolo sia successo.

 

 

NASAIn breve scopro che a causa del mancato accordo su una spending bill da parte del Senato e della Camera dei Rappresentanti non sono stati fissati  i tetti di spesa per l’esercizio 2014 e, in base alla normativa USA, se non vengono approvati i finanziamenti per le Agenzie Federali, le attività degli uffici  vengano immediatamente sospese (L’esercizio 2014 inizia il 1 ottobre 2013).

 

A prescindere dall’assoluta idiozia di una simile regolamentazione, il risultato è che le attività della NASA ma anche quelle della Biblioteca del Congresso, del National Science Foundation e di tutti i Dipartimenti Federali che si occupano di ricerca e sviluppo sono state sospese. Per quanto riguarda la NASA rimane operativo esclusivamene il Controllo di Missione di Houston per preservare i progetti attualmente in corso, fra cui le attività dei due astronauti statunitensi a bordo della ISS e le missioni correlate di SpaceX e Orbital Sciences. Con la chiusura della NASA e la sospensione di tutti i lanci programmati (fra cui MAVEN che era previsto il 18 novembre) sono stati quindi mandati a casa quasi tutti i 18.000 dipendenti dell’Agenzia Spaziale “salvando” solo i 600 specialisti indispensabili per continuare le attività previste e per preservare i beni dell’Agenzia.

 

Detta così la cosa sembra meno preoccupante (almeno rispetto a come l’avevo vissuta io in un primo momento), si tratterebbe, infatti, di un problema politico/burocratico che con buona probabilità sarà presto risolto. A pensarci bene, però, questo è un segno dei tempi e della scarsa attenzione che la ricerca scientifica riveste anche oltre oceano.

 

Con questa Crisi, con tutti i bambini del mondo che muoiono di fame si spendono fantastiliardi di dollari per spedire una sonda su Marte… sai quanti cani si potevano salvare dal canile con tutti quei soldi!!111!!11

 

Questo è, più o meno, il riassunto di quello che pensa oggi la “gggente” riguardo le missioni spaziali, con quell’atteggiamento supponente tipico degli ignoranti che un tempo, non tanto lontano, avrebbero potuto blaterare le loro idizie condite da accidia solo nelle osterie di provincia e nei bar sport ma che oggi, complice anche il facile accesso agli strumenti di condivisione delle informazioni sia pur sbagliate, sono diventati la maggioranza al punto di occupare anche poltrone di potere (e non mi riferisco solo alla situazione italiana con l’armata brancaleone capitanata dal duo Grillo/Casaleggio).

 

1961 Ham  il primo scimpanzé nello Spazio con la capsula Mercury

1961 Ham il primo scimpanzé nello Spazio con la capsula Mercury

Io potrei limitarmi a ricordare che senza le missioni spaziali lo smartphone da cui condividete i link sui gattini e le sciocchezze sulla ka$ta non sarebbe neanche un sogno, potrei ricordarvi che quando entrate in un supermercato riempite il carrello con un 50% di prodotti derivanti dalla ricerca spaziale, potrei dirvi, che ne so, che le vostre Nike, la vostra pentola con fondo in teflon, il giubbotto in goretex che indossate sulla moto fino al pacemaker che tiene in vita vostro nonno sono frutto di quelle missioni spaziali che tanto osteggiate, potrei anche fare un discorso meramente economico per dire che ogni dollaro investito nella corsa verso la Luna ne ha generati almeno tre in ricadute economiche ma so che non capireste come so che non capirete nemmeno quello che in realtà voglio dire.

 

Una delle caratteristiche che distingue l’uomo, almeno alcuni uomini, dagli animali che tanto amate quasi fossero vostri figli (e che in effetti vista la vostra stupidità potrebbero anche esserlo) è la voglia di sapere, la curiosità. Quella curiosità di assaggiare la mela del peccato e che ha spinto l’umanità a superare le colonne d’Ercole, a varcare i confini sicuri dei mondi conosciuti per vedere cosa c’era al di là, quel desiderio di esplorare e conoscere ciò che ci circonda, come fa un bambino in una stanza nuova. Quella curiosità che ha portato Marco Polo nel Catai o Cristoforo Colombo a varcare gli oceani su dei gusci di noce[*] e che da sempre ha spinto l’umanità a infrangere i propri limiti fino a mettere piede sulla Luna. Quella curiosità che spinge i ricercatori a trovare nuovi approcci alla soluzione dei problemi, che spesso porta su strade senza uscita ma che in alcuni casi è il motore di quelle mirabolanti scoperte scientifiche che oggi diamo per scontate.

 

La curiosità, la scienza, la ricerca oggi sembrano quasi un fardello di cui l’umanità debba disfarsi, ci sono cose più importanti di cui occuparsi, bisogna sopravvivere ma siete sicuri che ne valga davvero la pena?

 

Adesso vi lascio con alcune parole su cui riflettere, molti di voi le avranno sicuramente già sentite spero che piano piano, comincino ad avere anche un significato e successivamente con un video celebrativo dei 55 anni dell’Agenzia Spaziale Americana per ricordarvi cos’è stata e cosa può ancora essere la NASA.

Space: The final frontier
These are the voyages of the Starship, Enterprise
Its 5 year mission
To explore strange new worlds
To seek out new life and new civilizations
To boldly go where no man has gone before

 

 

AGGIORNAMENTO

Mi segnalano che la situazione di shutdown sia abbastanza freequente negli USA e che sia avvenuta 17 volte negli ultimi 40 anni, l’ultima durante la Presidenza Clinton. Ovviamente ciò non cambia la sostanza del discorso.

 

[*] OK c’erano anche motivazioni economiche dietro ma i soldi non sono una motivazione sufficiente per sfidare la morte.

 

 

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