Magazine Politica

Silvio: “Sono addolorato per Muammar”. E per la mamma di Ruby che non sa che pesci pigliare

Creato il 22 marzo 2011 da Massimoconsorti @massimoconsorti
Silvio: “Sono addolorato per Muammar”. E per la mamma di Ruby che non sa che pesci pigliare Piovono bombe sulla Libia e su Gheddafi, ma l’amicizia fraterna e la solidarietà che Silvio prova per lo sfortunato leader libico, vanno al di là di qualsiasi calcolo politico e matematico perché è, davvero, una questione d’affetto. Berlusconi è sconvolto da quando sta accadendo a Tripoli e dal vile attacco francese al bunker del Cojonello. Talmente sconvolto che vuole assumere in prima persona il comando dei “volenterosi” e piazzare a Napoli il centro strategico del raggruppamento interforze anti-Gheddafi. Colto dall’ennesimo attacco di schizofrenia acuta, il presidente del consiglio da una parte si scaglia contro Parigi accusata di fare quel che cazzo vuole, dall’altra continua a manifestare pubblicamente l’apprezzamento per l’”uomo” al quale si deve l’invenzione dell’”ass to ass”, ovvero “come sintonizzarsi sul secondo canale senza alcuna interferenza e liscio come l’olio”. La situazione è seria e la faccia di Silvio sempre più tirata e preoccupata, è in perfetto stile “terremoto dell’Aquila”, una postura già ampiamente sperimentata. I francesi non vogliono sottostare a nessun comando Nato e ricordano a Frattini, che la risoluzione dell’Onu non indica nessuna guida militare ma concede agli uomini di buona volontà la libertà di fermare il massacro dei civili da parte del Cojonello. D’altra parte il governo Berlusconi non può accontentarsi di essere il parcheggiatore di aerei altrui, e pretende di avere un ruolo alla pari con la stessa Francia, la Gran Bretagna, il Canada e gli Stati Uniti. Il fatto è che Silvio ha preso molto male l’ultima riunione dei capi di governo europei dove, arrivato con cinque minuti di ritardo, si è reso conto che gli altri paesi interessati al raggruppamento interforze avevano iniziato la riunione senza di lui e che non gli avevano manco messo una sedia attorno allo stesso tavolo. Qualora fosse servita una conferma delle parole dell’Economist (“l’Italia è al minimo storico di peso internazionale”), Silvio l’ha avuta. Ma, forse, l’accanimento con cui il miglior ministro degli esteri degli ultimi 150 anni, sta rivendicando un ruolo più importante per l’Italia nell’affaire libico, nasconde quanto Berlusconi tenga al suo amico Muammar e quanto stia facendo per salvargli la pelle mentre Sarkozy ha la serie intenzione di farne un tappeto per il caminetto. Come non bastassero i grattacapi libici e gli sbarchi continui di profughi nella sold-out Lampedusa, Silvio deve subire quotidianamente le contestazioni degli italiani che non ne possono più di lui. L’ultima in ordine di tempo ieri a Torino, dov’era andato per la presentazione del candidato sindaco del Pdl. E l’aspetto che maggiormente ferisce e preoccupa Silvio è che i manifestanti non cantano né Bandiera rossaBella ciao ma l’Inno di Mameli, dando la dimostrazione di essere italiani e non infiltrati del Komintern al soldo di Fidel. Unica consolazione per il presidente del consiglio, il gruppo di ultraottantenni fans irriducibili che hanno accolto con una standing-ovation l’avvocato Ghedini al tribunale di Milano dove si svolgeva l’udienza del processo Mills. Perché se qualcuno lo avesse dimenticato, ieri era lunedì e cosa ha promesso Silvio di fare ogni maledetto lunedì? Andare ai suoi processi, e voi ci avete creduto. Comunque, gli aficionados con tanto di nastrino celeste appeso al bavero (che tenerezza!), hanno scandito “Silvio, Silvio” e "Silvio non mollare”, fino a quando il presidente della corte non ha deciso di buttarli fuori con l’accusa di schiamazzi non autorizzati e vilipendio all’intelligenza. Ultimo problema di Silvio, ma sicuramente il primo per delicatezza, ancora Ruby, la migliore interprete dell’”ass to ass” di cui sopra. Spuntano fuori le intercettazioni delle telefonate di Karima alla mamma e, come tutti sanno, alla mamma non si mente mai. Cos’era successo? Era accaduto che i carabinieri avevano voluto sentirla sui rapporti fra la figlia (“orfana” secondo Emilio Fede) e Berlusconi. La mamma di Ruby, non abituata agli interrogatori né ad esposizioni mediatiche come quelle di questi tempi, telefona alla figlia per comunicarle i suoi timori e la fifa che l’ha colta quando i militi le hanno rivolto espressamente una domanda sul presidente del consiglio. La sintesi del contenuto dell’intercettazione fatta dagli investigatori, e presa da Repubblica.it, è questa: La ragazza dice alla madre di negare tutto quello che riguarda Silvio e di dire di non sapere nulla".
"La madre chiede il perché... cosa intende”.
“La ragazza spiega: ‘Silvio il presidente d'Italia’.
"La donna replica: ‘Noi non abbiamo sentito nulla di lui, non sappiamo nulla. Quella cosa non la dirò così come tu non ci mandi nulla e non abbiamo preso nulla da te, d'accordo’?”
"La ragazza replica: ‘... e di me non sapete nulla, dai, ti saluto’.
Ma niente affatto tranquillizzata, l’”orfana” Karima telefona anche al padre e gli dice: “Stanno interrogando la mamma, l'ho chiamata verso le nove e le ho detto di non dire nulla su Silvio”.Spicca comunque una frase che Ruby dice alla madre: “Silvio è il re della polizia, su di lui devi tacere”. C’è da dire che Manganelli l’ha presa proprio male!

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :