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Sintonie

Creato il 13 febbraio 2014 da Povna @povna

Ci sono cose che viaggiano per decisione cosmica. Con Galileo è così: comprensione immediata, a copertura 95 per cento. Del resto, Trasfigurazioni (a patto che a insegnarla sia davvero un fisico) è una materia infida: accattivante, e letale. In ogni caso, loro (lo sanno dalla prima volta che si sono conosciuti, che è così, certe cose non si scampano) condividono svariati mondi: l’altro, prima di tutto, e poi la città rossa, e il piede in due scarpe, e la fatica della scuola presa in un certo modo e dello scrivere, e un sacco di altre cose.
La ‘povna lo incontra alla macchinetta del caffè, nelle more di reciproci impegni. Non si vedono da mesi.
“Sai che ho avuto l’abilitazione ASN?” – gli butta in faccia a prima botta. (Qualcuno, in questo mondo, cui non devi spiegare dove, come, quando – ma lo sapevi, del resto).
La reazione è quella che hai previsto.
“Che figata, fantastico!”
La ‘povna sorride, per questo doveva dirglielo.
“Stai veramente benissimo, peraltro”.
“Lo so, il nuoto, sai non ci bado, non ci penso”.
“Sì, però lo sai comunque”.
E di fronte a certe affermazioni, dette con tale limpida schiettezza, non resta che annuire.
“Adesso, però, mi raccomando, non sprecarla”.
“…”.
“No, non mi dire in che senso. Sei sul mercato, detto nel significato migliore, ovviamente. Non è più il tempo di fare colei che fa parte per se stessa. Partecipa, muoviti, mettiti in vista, vedi se puoi farti chiamare”.
La ‘povna vorrebbe replicare. E un po’ lo fa, ma non troppo. Ci sono occhi di fronte ai quali non è opportuno fingere.
Il sole, intanto, tramonta sui vetri del prefabbricato, di quella bellezza spettinata e struggente.
E la ‘povna (che prima di toccare il letto vedrà ancora passare un consiglio di Istituto, e una festa di compleanno) una volta di più, senza riflessi, si inchina alla saggezza folle dello sceneggiatore.


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