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Stasera ho bestemmiato

Da Hombre @LaLineadHombre
Stasera ho bestemmiato. E ho pianto.
Poi ho pianto e bestemmiato. Ho anche avuto il potente impulso di prenderla a manate. Di spalancarle la bocca con la forza, di afferrarla per i capelli e sollevarle quella testa sempre china rivolta ai piedi. Sempre china, cazzo. Manco più uno sguardo vuoto, manco quello ci tocca.
Poi le ho gridato la mia disperazione in faccia. Che cazzo ti succede?, ho urlato, ma sapevo benissimo cosa le stava succedendo. Lo sapevo, eccome. Ma tutta la consapevolezza messa insieme in questi anni bui, durante il progredire malsano della decadenza, tutta questa consapevolezza si fa d’un tratto impalpabile, ti sfugge dalle dita come sabbia asciutta, si scioglie come zucchero filato in bocca e va così che perdi la testa lo stesso, anche se sei documentato più d'un medico, anche se sei tenacemente consapevole.
La perdi la testa, e se va bene bestemmi, e se va ancora meglio piangi.
La morte in confronto è un toccasana, un miraggio quasi. E non ci ho mai creduto davvero, quando l’ho sentito dire in giro, ma è così.
E ti chiedi cosa sei diventato se arrivi a desiderare la morte per chi ti ha dato la vita. Ma forse non sei diventato niente, forse era già tutto dentro di te pronto ad essere scoperchiato dall'acqua bollente. Cerchi di convincerti che tutta la rabbia che va a comporre il funesto desiderio, magari, scaturisce soltanto da un eccesso d’amore.
Poi ho detto a mio figlio che per favore mi sparasse nel caso dovessi essere colpito dalla stessa malattia di mia madre.
Sparami un colpo di pistola, gli ho detto, se divento come nonna.
Se ce l’ho, mi ha risposto.
Almeno questo.

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