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Strips! Fumetti, nerd e risate sulla scia di The Big Bang Theory

Creato il 14 ottobre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

I negozi di fumetti, nella serialità, sono stati spesso associati ai nerd moderni. Basta pensare alle fumetterie frequentate da Seth Cohen di The O.C. e dai protagonisti di The Big Bang Theory. Ma in Italia i negozi di fumetti hanno lo stesso successo che hanno in America? A descrivere il mondo dei fumetti italiano ci ha pensato la web serie Strips! La realtà che rappresenta Strips! non sembra rispecchiare molto la mentalità americana, dove i clienti vanno in fumetteria regolarmente. La web serie ruota infatti su un piccolo negozio di fumetti che, usando un eufemismo, non se la passa tanto bene. Nonostante ciò, il proprietario Luca decide di candidare la sua fumetteria al contest “Supernova-Best-Comic-Shop-Explosive”. Altri personaggi creano scompiglio nella serie. In primis la ragazza di Luca, Anita, che, stanca della vita del ragazzo, gli pone di fronte un aut aut, chiedendogli di scegliere tra lei e il negozio di fumetti. Oltre ad Anita, rendono vivace la serie Eddy, assistente lavativo di Luca al negozio, il rivoluzionario grunge Greige, Miyuki e la spumeggiante cosplayer Poppy.

La serie è stata ideata da Luca Baggio, che la anche diretta assieme ad Emanuele Fiorito. Quest’ultimo si è occupato anche del montaggio. La produzione, chiaramente a costo zero, è stata affidata a MadMirror Productions. La prima stagione è composta da 12 episodi di 10 minuti ciascuno. A presentare la serie per Oggi al cinema ci ha pensato proprio l’ideatore Luca Baggio.

L’intervista di OAC all’ideatore di Strips!

Luca, cominciamo dalla scelta della fumetteria come luogo principale. Da cosa nasce l’idea di ambientarla in un posto così singolare? Non c’era il rischio che passava un po’ troppo per un’”americanata”?
Questa domanda ormai è (giustamente) un classico con cui aprire tutte le interviste di Strips!. E’ però la prima volta che mi si chiede se non ci fosse il rischio che tutto il progetto sembrasse un’”americanata”. Sinceramente, quando abbiamo iniziato a progettare Strips! abbiamo cercato di “copiare” il più possibile il format delle situation-comedy americane, format che in Italia, a mio parere, non è mai stato replicato con successo (escludendo Camera Café, che però non segue per nulla gli schemi classici di una sitcom americana!). Dei tanti problemi che ci siamo posti e che ci poniamo ancora oggi, quello di passare per un’americanata non è mai stato davvero preso in considerazione. Forse perché fumetterie, fiere del fumetto e convention tanto a me care sono già di per sé delle americanate pazzesche. Da qui mi ricollego alla prima parte della domanda, quella classica: “Perché in una fumetteria?” Prima di tutto perché è un luogo che conosco molto bene e che frequentandolo, ho avuto modo di vedere come questi particolari negozi fossero un crocevia di incontri per particolari personaggi, che si ritrovavano in questo spazio non solo per comprare, ma anche per parlare e confrontarsi con il proprietario e con gli altri clienti. E questo quello che realmente ho voluto portare in Strips! più che i fumetti in sé.

Tu stesso hai detto che ti sei ispirato a The Big Bang Theory. In cosa Strips! pensi che si differenzia dallo show americano? Cosa rispondi a chi ha definito Strips “una brutta copia di The Big Bang Theory”?
La grande differenza di fondo che vedo tra Strips! e The Big Bang Theory è sicuramente l’idea su cui è costruita la location-base. La location standard di BBT è (come nella maggior parte delle sitcom americane) un salotto domestico dove poter invitare gli amici e vivere diverse situazioni. In Strips! il concetto del “salotto-privato” viene sostituito con un “luogo pubblico”; il negozio di fumetti appunto, che è si di proprietà di Luca, ma permette l’accesso in scena a chiunque, amici, nemici, rompiscatole di turno. Tutti possono accedere al “salotto di Strips!” e dare di conseguenza vita alle situazioni particolari che si vengono a creare. In BBT questo è possibile solo spostando la scena in altre location secondarie, come la mensa dell’università, il bar o appunto, la fumetteria di fiducia. Non dico che questo ribaltamento della location classica sia innovativo al 100% (vedasi appunto Camera Café) però si tratta di un espediente poco utilizzato.

Parlando nello specifico di BBT penso inoltre che in realtà le differenze siano innumerevoli, a partire dal fatto che Leonard& Co. sono principalmente scienziati o geek e che in fumetteria si recano abbastanza raramente rispetto ad altri posti più frequentati, come ad esempio l’università. Penso che anche la gamma di protagonisti sia molto differente tra Strips! e BBT a partire dalla massiccia presenza femminile che in BBT scarseggia per tutte le prime stagioni proponendo solo il personaggio di Penny a bilanciare gli altri quattro personaggi maschili. Inoltre, l’amicizia tra i due protagonisti Luca & Eddy non ha nulla a che vedere con la relazione che c’è tra Leonard e Sheldon; alla base c’è sempre un’amicizia particolare ma poi quella che da un lato è una difficile convivenza in appartamento dall’altro diventa un rapporto capo-dipendente.

Infine, se ancora qualcuno non vuole dar credito a queste motivazioni o a mille altre che potrei tirare fuori, posso dire che il nostro sceneggiatore Demetrio Sacco, per scelta stilistica ha preferito non guardare BBT proprio per non essere condizionato nella scrittura dei nostri episodi visto che, prima ancora di iniziare le riprese, appena dicevamo in giro che volevamo scrivere una serie sui fumetti, la reazione dei vari interlocutori era sempre immediatamente la stessa: “ah, volete fare una versione italiana di BBT?!”

Strips

Traccia un bilancio degli episodi andati in onda. Soddisfatti o si poteva fare di più?
A prescindere che si può fare sempre di più, devo però ritenermi soddisfatto. In primis soddisfatto di aver chiuso e portato a termine un progetto durato più di un anno e che ha più volte rischiato di finire troncato a metà per innumerevoli problemi di diversa natura. A livello tecnico i primi episodi risultano essere molto meno coinvolgenti degli ultimi. Questo perché le prime puntate andate in onda sono effettivamente le prime che abbiamo girato, con tutti gli inconvenienti del caso: attori che si trovavano per la prima volta davanti a una telecamera, uno staff che in parte non aveva mai lavorato insieme, un particolare tipo di linguaggio specifico (quello delle sitcom) con cui inizialmente non avevamo molta dimestichezza. Tutta una serie di piccole imprecisioni che rovinano un po’ i primi episodi portando alcuni spettatori a fermarsi subito dopo la visione del primo episodio, dando subito un feedback negativo e non andando avanti a visualizzare gli episodi successivi e come evolvono sia a livello tecnico che di trama. Anche la trama è studiata in maniera particolare, nonostante utilizziamo il format classico delle sitcom, abbiamo preferito abolire l’idea degli episodi autoconclusivi per concentrarci su un prodotto seriale con una trama di fondo, molto presente, che lega insieme tutti e 12 gli episodi, sacrificando spesso sketch fini a se stessi e proponendo a volte episodi che hanno il solo compito di raccordare avvenimenti della trama. E’ una sperimentazione che abbiamo voluto provare e di cui sono particolarmente orgoglioso, alla fine il bello del web anche potersi permettere di provare nuovi espedienti.

Quali sono gli aspetti che vi hanno più inorgoglito della serie?
Il primo sicuramente per ciò che riguarda tutto il lavoro dietro a Strips!. Sono orgoglioso di esser riuscito a metter insieme così tante persone che hanno lavorato a questa serie gratuitamente con tanta passione e serietà nonostante le mille difficoltà, perché come detto più volte, le riprese venivano effettuate durante i fine settimana o durante la notte, perché di giorno e durante la settimana la maggior parte dello staff lavora. Il fatto che alla fine tutti (attori e staff tecnico) siano riusciti, in un modo o nell’altro, a trovare del tempo da dedicare a questo progetto comune mi ha davvero fatto molto felice.

Dall’altro lato, quello del riscontro col pubblico, mi ha fatto piacere vedere come son nati dal nulla numerosissimi fan sfegatati della nostra serie. Gente che non sappiamo chi sia che viene a commentare i video su Youtube, a chiedere quando usciranno i prossimi episodi e a complimentarsi per il nostro lavoro. Mi ha fatto davvero strano vedere come gente che non ci conosceva, si sia davvero appassionata così tanto a Strips!.

Quando lo scorso Marzo siamo stati ospiti a Cartoomics, la fiera dei fumetti di Milano, ne abbiamo approfittato per divulgare il nostro prodotto e spesso fermavamo persone che già ci conoscevano o, meglio ancora, venivano al nostro stand perché volevano conoscerci di persona. Anche l’essere stato invitato di persona da Max Giovagnoli all’ultimo Romics, per parlare di web-serie ed aver ricevuto, in quell’occasione, i complimenti di molte personalità importanti del settore mi ha fatto pensare che forse, dopotutto non abbiamo fatto poi un lavoro tanto male.

Come si evolverà la serie? Continuerà la prima stagione o ci sarà una seconda stagione?
La prima stagione si conclude ufficialmente con l’episodio 12, non voglio spoilerare nulla ma ovviamente la trama principale, benché si concluda, lascia aperti molti spiragli che possono far intravedere differenti svolgimenti. Una seconda stagione in cui terminare gli avvenimenti lasciati in sospeso? Degli spin-off dei protagonisti? Una nuova seria parallela? Tutte idee prese accuratamente in considerazione ma mi è davvero difficile parlare ora con certezza del futuro di Strips!

E’ stato un progetto complicato che ha dato non pochi problemi nella sua realizzazione, ad esempio, proprio ultimamente un imprevisto mi ha costretto a dover annullare la lavorazione di ben due episodi speciali ambientati dopo il dodicesimo che vedevano i protagonisti di Strips! affiancati a special-guest che avrebbero preso parte agli special per l’occasione. Tra l’altro avevo già pubblicamente annunciato in un’intervista alla fiera dei fumetti di Novegro l’uscita di questi due episodi speciali, e mi è per questo doppiamente dispiaciuto doverli annullare. Dopo quanto successo, ora preferisco non anticipare più nulla a meno che non sia sicuro di aver già girato tutto o comunque buona parte del materiale video. In questo periodo comunque abbiamo ufficialmente chiuso la fase di produzione e iniziato a lavorare meglio su quella di divulgazione in cui partecipare a concorsi, come il Roma Web Fest e ad eventi (ci troverete a Rimini Comix dal 18 al 21 luglio, dove proietteremo in anteprima l’episodio 12) nella speranza di farci conoscere ed ampliare il nostro pubblico.

Quali sono le web series che hai visto e che ti hanno colpito di più?
Purtroppo non ne ho viste molte di web-serie, non perché non mi piacciano ma per problemi di tempo che scarseggia sempre, visto i numerosi progetti in cui son coinvolto. Ho però seguito tutta la prima stagione di Freaks! perché ero rimasto molto colpito dalla qualità tecnica degli episodi e soprattutto dai trailer molto coinvolgenti che realizzavano e che mi invogliavano ad attendere l’episodio successivo. Non sono un grande fan degli Youtuber famosi, quindi posso dire di aver seguito Freaks! perché l’ho trovato un bel prodotto non perché ad averlo realizzato è gente già famosa sul web e, di conseguenza, una grandissima parte di pubblico già fidelizzato.

Di Francesco Sciortino per Oggialcinema.net


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