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Sull’intervento di Matteo Renzi circa “Destra e Sinistra” di Norberto Bobbio

Creato il 26 febbraio 2014 da Criticaimpura @CriticaImpura
Matteo Renzi

Matteo Renzi

Di ANGELO D’ORSI

Il “disvelamento” di Matteo Renzi procede di ora in ora. Arriva adesso il suo intervento (anticipato dalla solerte “Repubblica”) sulla nuova edizione del celebre “Destra e Sinistra” di Norberto Bobbio, ripubblicata dallo spregiudicato editore Donzelli, con la “complicità” di uno studioso serio, Massimo Salvadori, che, ahinoi, si è prestato alla furbesca operazione. Il testo di Renzi, pur pasticciato e confuso, è davvero interessante: in sintesi colloca, gongolante, Bobbio sotto la voce “anticomunismo”. Ebbene, ricordo a chi lo avesse scordato e faccio presente a chi non lo conoscesse il motto di Bobbio: “Nè con loro né contro di loro”, in riferimento ai comunisti; e ricordo anche il suo articolo del giugno 1989 – Tien an Men – che richiamava i liberali a prestare ascolto alle ragioni dei subalterni, degli “schiacciati dai grandi potentati economici”; ricordo altresì come egli spiegasse di essere stato probabilmente il solo intellettuale italiano che nel Dopoguerra mai si era lasciato reclutare dal PCI ma mai si era intruppato fra gli anticomunisti. La seconda, più mirabile, “scoperta” teorica del nuovo astro della vita politica nazionale, è che la coppia concettuale destra/sinistra, che corrisponde a una “metafora spaziale”, è obsoleta (ma che originalità!) e che al suo posto va usata una metafora “temporale”: innovazione/conservazione. Vorrei dire un pubblico grazie al simpatico Matteo, che conferma quanto io stesso e molti altri da qualche anno sosteniamo: ossia che oggi la destra si presenta come innovatrice, modernizzatrice, “riformatrice”, e alla sinistra viene lasciata la parte della conservazione. Ebbene, esiste un conservatorismo degli interessi (quello della BCE, del WTO, dei Marchionne e degli Elkann, e così via), ma esiste anche un conservatorismo dei valori: alla sinistra, prima che soccomba del tutto, spetta il compito di difendere i valori in nome dei quali storicamente è nata, nel seno della Rivoluzione Francese e che nel corso dei secoli ha arricchito. Quei valori si chiamano: giustizia sociale e internazionale, diritti dei cittadini, centralità del lavoro (e non del reddito!), difesa dei ceti più deboli, parità uomo/donna, tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale dell’umanità e così via. Tutti questi elementi, proprio alla luce della tesi di Bobbio in “Destra e Sinistra”, conducono a un elemento dirimente: la differenza fra destra e sinistra sta nel concetto di uguaglianza, che rimane, per Bobbio (e per me), ciò che separa e contrappone irrimediabilmente chi si colloca a destra e chi si colloca a sinistra. In tal senso, caro Renzi, la coppia spaziale destra/sinistra è pienamente valida, se lo metta in testa. Ma non le chiedo di scegliere. La sua furia innovatrice, oltre alla violenza dei comportamenti, si colloca con grande evidenza a destra. Insomma, se la modernizzazione è quella di Renzi (figlioccio politico di Berlusconi), mi dichiaro francamente, recisamente, assolutamente conservatore.


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