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Svartidauði, il black metal islandese e l’incapacità di sintesi

Creato il 11 marzo 2014 da Cicciorusso
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Gli Svartidauði hanno pubblicato online un nuovo brano, dal titolo Venus Illegitima, che dovrebbe andare a far parte del nuovo disco, The Synthesis of Whore and Beast,  in uscita tra  un paio di mesi. Il che ci permette di ricordare che esiste anche una scena black metal in Islanda, nazione che potrebbe rivendicare a pieno titolo un posto d’onore, se non altro per ragioni storiche. Invece, per un motivo o per un altro, l’Islanda non ha mai brillato particolarmente né a livello quantitativo, né a livello qualitativo. Nel primo caso, la ragione è molto semplice: i gruppi sono pochi perché gli islandesi sono pochi. Del resto, avete mai sentito qualcuno lamentarsi perché la scena black metal di Grosseto è troppo scarna? Per quanto concerne il secondo caso, fermo restando che ognuno ha i propri gusti, verrebbe da pensare che il problema sia dovuto all’isolamento geografico che li obbliga ad avere una realtà locale abbastanza circostanziata ed autoreferenziale. Tornando a noi, il pezzo degli Svartidauði non sembra male, anche se, ad un primo impatto, l’impressione è che sarà complicato arrivare alla fine del disco, che poi era un po’ lo stesso problema dell’album precedente (Flesh Cathedral, del 2012) nonché dell’ultimo degli Árstíðir Lífsins, tanto per rimanere nella stessa nazione. Rimango della mia umile opinione che, in ambito black, la meteora Myrk rimanga quanto di più interessante prodotto dall’ex colonia vichinga. Chissà che fine hanno fatto…



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