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"Tahoe", il romanzo d'esordio di V. Vannini tra fantasy, amore e leggende

Creato il 01 novembre 2011 da Alessandraz @RedazioneDiario
Cari lettori,
questo post chiude la sezione Halloween, pur distaccandosi dai toni cupi (e in tema con la festa) dei libri/film/telefilm precedentemente presentati. Allora cosa c’entra il tuo post con questa festa, mi chiederete voi? Nonostante non possa svelarvi troppo, posso dirvi che il libro che voglio presentarvi fa del 31 Ottobre una data molto speciale ai fini della trama, ecco quindi il perché dell’inserimento di questa recensione nello speciale di Halloween.
L’autrice è la giovane esordiente  V. Vannini e il suo romanzo si intitola Tahoe, una storia che va ad inserirsi nel panorama dell’urban fantasy con tocchi di paranormal romance. Il libro, pubblicato dopo il torneo letterario Io Scrittore, mischia la realtà con leggende dalle radici antiche, per regalare al suo pubblico qualcosa di unico, nonostante le numerose pubblicazione dello stesso genere. Un romanzo che consiglio, perché, anche se alle spalle dell’autrice non c’è una grossa casa editrice, il suo è un buon lavoro, che vi regalerà di certo, ore piacevoli.
Titolo: Tahoe
Autore: V.Vannini
Editore: Ilmiolibro
Pagine: 376
Prezzo: 18 euro
Data di pubblicazione: luglio 2011 Trama: Lake Tahoe, Nevada, Stati Uniti. Un piccolo angolo di paradiso, un luogo di una bellezza straordinaria, travolgente, quasi magica: chiunque vi entri in contatto ne rimane inevitabilmente sopraffatto. Camilla Alinari, giovane liceale, ci si trova catapultata dentro per un puro caso del destino; partecipando ad un programma di scambi culturali viene spedita a vivere nel piccolo paese di Incline Village, adagiato sulle rive del lago Tahoe, e da subito ne rimane profondamente conquistata. Il suo turbamento emotivo di fronte allo spettacolo della natura viene amplificato dall'incontro con la misteriosa famiglia Danan. Una serie di avvenimenti inspiegabili e l'immediata e intensa attrazione per Brian, il secondogenito dei tre fratelli Danan, scatenano subito l'immaginazione e la curiosità di Camilla. Accompagnata dal potere evocativo delle leggende, immersa nell'analisi simbolica di arcani simboli, Camilla si trova a esplorare mondi sconosciuti, culture antiche e lontanissime che inspiegabilmente sembrano legare i Danan a quel luogo e alla sua energia in modo inscindibile...
Il libro è in vendita online sul sito ilmiolibro alla pagina: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=629482
RECENSIONE 
“Tre mesi di campeggio sul lago Tahoe farebbero tornare perfino unamummia egiziana al suo antico vigore, e le procurerebbero una fame dacoccodrillo. L’aria su tra le nuvole del cielo è molto fine, pura, tonificante eprofumata. E perché non dovrebbe esserlo dal momento che si tratta della stessa ariache respirano gli angeli?” (M. Twain -Roughing It )
Questa citazione tratta da Roughing it di Mark Twain parla del fascino che il lago Tahoe, Nevada, esercita sullo spettatore. Un effetto corroborante, che quasi ti “riporta alla vita” perché quell' aria pura che ti solletica le narici è la stessa che respirano gli angeli. Scelta non casuale, quella del setting, perché Camilla, la protagonista, avrà in questo posto così lontano dalle colline fiorentine in cui è nata, il suo percorso di crescita e conoscenza, che in qualche modo la porterà a nuova vita.
Tahoe, che come quindi avrete capito prende il nome dalla località in cui si dipana la storia, appare, nelle prime pagine come una normale storia di adolescenti, che grazie ad un programma di scambio culturale, si conoscono e si innamorano. Lui bello e irraggiungibile, lei nuova della scuola e diversa dalla massa, l’altro, carino e gentile, con tutte le carte in regola, ma senza quel quid che gli permetta il salto in serie A. Già visto e sentito? Ne siete proprio sicuri? Sbagliato, perché questa è solo la scorza, la facciata da grattar via e di cui liberarsi, per poster guardare oltre, così da conoscere meglio i personaggi e seguirne gli sbalzi di umore, le emozione, la vita.
Camilla non è Bella, è solo una ragazza con un pesante bagaglio che l’ha segnata e che cerca in quel anno di studio all’estero di premere il tasto pause, per poter smettere di pensare e preoccuparsi. E’ intelligente e ama la fotografia, non inciampa su se stessa e avrà un bel percorso di crescita e cambiamento, che vi colpirà per la veridicità di situazioni e sentimenti. Brian, il lui bello ed irraggiungibile, non è Edward. Nonostante sia alle superiori, è un uomo: è forte e di certo non paranoico fino alla noia. Non è un vampiro e non brilla al sole. Leo, l’altro, si dimostrerà un amico vero e sincero, che saprà mettere da parte i propri sentimenti per dare a Camilla quello di cui ha bisogno: sostegno incondizionato.
Posso dirvi, che nella prima parte del libro, anch’io ho fatto più volte dei raffronti con Twilight e i suoi protagonisti, ma dopo una serie di eventi, la storia che si intreccia in Tahoe, prende una piega completamente diversa. A differenza della Bella Swan che nonostante tutta l’arte della Meyer rimane sempre un personaggio di fantasia, Camilla riesce ad uscire dal foglio, acquistando veridicità e caratteristiche che potresti ritrovare in amiche o addirittura in te stessa.
Gli elementi fantastici, sono dosati con cura e risultano poco invadenti, tanto che, in alcuni punti ci si dimentica che questo è un Urban Fantasy e non un romanzo ispirato ad una storia vera. La storia d’amore tra Brian e Cami è sincera, senza forzature, con reazioni sempre verosimili, che la rendono cara al cuore del lettore, che non può fare a meno di tifare per un lieto fine.
“Brian mi stava entrando dentro, era il mio primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di dormire.” 
Naturalmente ci sono dei ma. Tahoe è un libro d’esordio di una giovane scrittrice che si rapporta per la prima volta con il pubblico. Spesso traspare il tratto acerbo di chi è alle prime armi e, soprattutto nella parte iniziale, alcune informazioni sono date dal Deus ex Machina, piuttosto che essere diluite nel corso del racconto. Probabilmente, alcuni difetti potevano essere limati da un buon lavoro di editing, che con una pubblicazione con ilmiolibro.it, non viene effettuato. Ciò nonostante, quella scritta da V. Vannini rimane una bella storia e il suo talento di narratrice risalta nonostante l’inesperienza. Il libro è autoconclusivo ma, alcuni nodi narrativi rimangono gelosamente legati e l’autrice non esclude un futuro capitolo chiarificatore.
Intevista a V. Vannini Visto che V. è un’esordiente, ho pensato di intervistarla per darvi modo di conoscerla meglio e di capire cosa c’è dietro il suo Tahoe.
1. Ciao V. benvenuta a Diario di Pensieri Persi. Che ne dici di presentarti ai lettori del nostro blog? Ciao Vittoria, e ciao a tutti i lettori del blog. Cercherò di presentarmi come si conviene in queste circostanze ma questa storia dell'intervista, oltre a farmi sorridere, mi mette un po' d'agitazione e visto che sono una persona tendenzialmente introversa temo che risulterà una presentazione un po' criptica. Dunque, vediamo... sono nata e cresciuta a Firenze dove mi sono laureata in Architettura e dove attualmente sto frequentando un master. Aldilà dei freddi dati anagrafici adoro viaggiare senza una meta precisa, il cinema il mercoledì pomeriggio, l'istintività degli animali, la sensazione di provvisorietà  di fronte alle grandi bellezze naturali, la musica come strumento di connessione con l'anima, la spontaneità dei bambini, nuotare sott'acqua, la cioccolata fondente in tutte le sue forme, raccontare storie, il profumo dell'erba tagliata, la sacralità della Biblioteca, il potere evocativo delle leggende, il teatro, la cucina indiana e messicana, sfogliare vecchi album di fotografie e un mucchio di altre cose che ometto volentieri per questioni di tempo e di spazio.
2. Com’è nata la tua passione per la scrittura? E’ una cosa che ti porti nel cuore sin da piccola o è maturata con l’età? Mi piacerebbe risponderti che ho iniziato a scrivere a sei anni e non ho più smesso (sarebbe molto professionale) ma in realtà Tahoe è il mio primo romanzo; prima d'ora non avevo mai scritto così tanto (neppure per la tesi di Laurea) e mai con così tanta passione (escluse forse alcune lettere d'amore). Non ho mai seguito corsi di scrittura creativa (anche se credo che se avessi del tempo a disposizione potrei sicuramente trarne giovamento) e non credo di possedere il fuoco sacro della scrittura. Credo invece nella forza che certe storie riescono a suscitare nell'animo umano e la mia recente passione per la scrittura è legata strettamente alla storia che ho voluto raccontare in Tahoe.
3. So che hai presentato il libro al torneo letterario “Io scrittore”. Ti va di parlarci di questa esperienza? Ebbene sì, quest'estate mi sono lanciata in questa avventura, ho partecipato ad un concorso letterario dal titolo IlMioEsordio, un progetto nato dalla collaborazione tra Scuola Holden, Feltrinelli e il sito di auto pubblicazione Ilmiolibro con l'intento di selezionare i nuovi talenti emergenti italiani. Ahimè Tahoe non ha superato la selezione; lungi da me aprire inutili polemiche ma nutro ancora delle riserve sulle modalità con cui è stata gestita l'intera faccenda. Non mi è ancora chiaro il meccanismo relativo alla visibilità garantita ad ogni libro iscritto al concorso e mi resta comunque un grosso dubbio: qualcuno avrà effettivamente letto il mio romanzo? Scherzi a parte, partecipare al concorso è stato un grande stimolo per concludere tutto il lavoro di revisione e correzione che continuavo a rimandare per pura pigrizia, e alla fine la felicità di sfogliare con le mie mani il frutto di tanto lavoro mi ha pienamente ripagato.
4. Parliamo di Tahoe. Da dove hai preso l’idea per questa storia? Qual è stata la tua fonte di ispirazione? Posso dire con assoluta sicurezza che la mia fonte d'ispirazione è stata la mia voglia d'evasione e il mio desiderio di sopravvivenza. Ora ti spiego. Nel 2009, quando ho iniziato a scrivere Tahoe, mi trovavo all'estero con la famiglia in una caldissima e torrida città degli Emirati Arabi Uniti. Beh, dopo sei mesi di vita ''al chiuso'' dove l'aria condizionata non è una scelta ma rappresenta la tua unica possibilità di sopravvivenza e dove il clima rende l'ambiente talmente inospitale che c'è bisogno di irrigare anche le palme per avere un po' di verde sopra la sabbia, il mio unico desiderio era fuggire lontano. Tahoe rappresentava quanto di più lontano riuscivo ad immaginare dalla realtà che stavo vivendo.  Era l'esatto opposto sotto ogni punto di vista e descriverlo mi permetteva di allontanarmi, almeno con il pensiero, in un luogo fresco e ospitale dove rigenerarmi. 
5. Tahoe è ambientato in America. Perché questa scelta? Infondo la protagonista è fiorentina, non poteva vivere la sua “avventura” sul lung’Arno? Avendo scelto Lake Tahoe come scenario della storia da narrare, l'America è stata una scelta inevitabile e consequenziale. Anche se non sono americanofila (penso si dica così) l'America ha rappresentato la mia prima esperienza di vita all'estero. Soggiornare in un paese straniero per un lungo periodo ti porta ad intrecciare dei legami indissolubili con i luoghi, le tradizioni e la cultura del posto. Tahoe è un posto che ho avuto la fortuna di visitare e dove sarei pronta a trasferirmi anche domattina senza pensarci sopra due volte. E' vero, Camilla è fiorentina e Firenze potrebbe essere lo scenario perfetto per mille altre possibili storie, ma in quel momento scrivevo per evadere e non per tornare a casa.
6. Ho amato Camilla, una protagonista che senti subito tua amica, credibile e vera come non mai. Parlaci un po’ di lei. A chi ti sei ispirata per costruire il suo personaggio. Una parente, un’amica, o magari a te stessa? Camilla è la mia seconda anima, è il ricordo della mia adolescenza intrecciato a mille esperienze ed emozioni vissute o semplicemente sognate. E' il personaggio attorno al quale ruota l'intera vicenda, mi sono dedicata a lei con tutta l'anima e forse proprio per questo è così profondamente vicina alla mia natura. Sono davvero felice  di essere riuscita a renderla altrettanto credibile e vera sulla carta quanto lo è stata nella mia mente durante la scrittura del libro. 
7. Brian, che dire di lui se non OMG! Ne sono perdutamente innamorata. L’ho trovato un protagonista maschile diverso dal solito, nonostante le premesse lo facessero catalogare tra i soliti “belli e impossibili”. Che puoi dirci di lui? Brian è un giovane adulto molto più ''uomo'' di molti uomini maturi. Aldilà dell'estetica, che certamente gioca a suo favore, ho voluto caratterizzare il personaggio dotandolo di un'anima nobile, una qualità che adoro in tutti gli esseri umani e se unita ad un fisico statuario (praticamente photoshoppato), ad un senso spiccato dell'ironia e ad una sensibilità mai ostentata diventa addirittura irresistibile. In pratica ho cercato di fondere assieme il meglio delle qualità del genere maschile e quelle caratteristiche tanto affascinanti e misteriose tipiche dei personaggi fantasy. Impossibile rimanere insensibili a ''cotanta meraviglia'', sono d'accordo con te, e stando ai commenti ricevuti su facebook  e sul blog direi che l'esperimento è ben riuscito.
8. Nel libro ti rifai a molti miti e leggende: celtiche, ma anche indiane. Quanto tempo hai dedicato alla ricerca durante la stesura del testo? Moltissimo. Sono una persona precisa, rasento spesso la pignoleria, non potrei mai scrivere su qualcosa che non conosco. Forse questo è anche uno dei miei limiti (certo non possiedo la geniale fantasia di E.Salgari) ma, scrivendo soprattutto per trasmettere emozioni, riesco a dare il meglio di me solo quando tratto argomenti mentalmente ingeriti, digeriti e metabolizzati. Le leggende poi hanno il potere di farmi tornare bambina, ne rimango affascinata, incantata quasi rapita e credo che esercitino lo stesso identico fascino su molte persone. Del resto basta pensare al significato etimologico della parola, ''cosa da leggersi'', ''degne di essere lette'', e se ne capisce subito il motivo.
9. Ne libro citi spesso strofe di canzoni e, nella scena del falò non lesini a riportarne diverse strofe. Quanto incide la musica sulla tua scrittura? Sei una di quelle autrici che associa momenti di vita dei personaggi a canzoni a tema? Hai una playlist per Tahoe? Assolutamente sì! Come ho già detto adoro la musica; sono una consumatrice onnivora, passo da un genere all'altro senza particolari preferenze. Non solo sono capace di associare ad un momento della storia narrata un brano musicale ma adoro alla follia anche il processo inverso, arrivando addirittura ad immaginarmi una storia completa ogni volta che ascolto un brano che mi piace. Sono perfettamente consapevole che ogni lettore che si avvicina ad un libro in qualche modo lo reinterpreta a seconda della suo personale bagaglio di esperienze, è un processo soggettivo del tutto naturale, ma quando ho iniziato a postare i primi capitoli online  ho voluto accompagnare e completare il racconto con l'ausilio della musica e delle immagini affinché  l'immaginario del ''lettore'' fosse portato a convergere almeno in parte con quello del ''narratore'' (il mio!).
10. Prevedi un seguito per la storia di Brian e Camilla? Vedremo mai cosa ha in serbo il futuro per loro? Devo dire che, sebbene Tahoe sia un romanzo autoconclusivo, sono rimasti alcuni nodi da sviluppare che esigono a gran voce di essere affrontati. Nella mia mente la storia di Camilla e Brian ha già un'evoluzione ben definita e attualmente scrivo,scrivo e scrivo, ma il tempo è tiranno e le cose da fare infinite. Spero comunque di riuscire a dare un seguito a Tahoe perché sono convinta che la storia lo esiga e lo meriti al tempo stesso. Parlando invece come lettrice non amo particolarmente le storie infinite (salvo alcune illustri eccezioni), la sola idea di avvicinarmi ad un ''ennesimo'' libro di una certa saga sapendo che ne dovrò leggere altri 4 o 5 per arrivare ad una conclusione mi fa rabbrividire e, per quanto mi riguarda, funziona perfettamente come deterrente all'acquisto. Quindi, se mai riuscirò a concludere il seguito di Tahoe, posso garantire fin d'ora che sarà l'occasione giusta per inserire la parola ''fine'' una volta per tutte.
11. Domanda di rito, ma importante, cosa c’è invece nel tuo di futuro? Stai già lavorando a qualcosa di nuovo? Perbacco! Hai una domanda di riserva? Scherzi a parte, sono una persona apparentemente calma ma dalla mente sempre in perenne attività. Ho mille progetti che mi frullano nella testa e che vorrei sviluppare ma prima temo che dovrò fare un po' di ordine e un po' di selezione.
12. V. grazie per la tua gentilezza e per averci fatto scoprire il tuo bel libro. Prima di salutarci, c’è qualcosa che vuoi dire a chi segue questo blog, magari per invogliarli a scoprire Tahoe e i suoi protagonisti? Grazie a te Vittoria per avermi voluto dedicare il tuo tempo e grazie a tutti i lettori del blog che sono arrivati alla fine di questa intervista. Non possiedo un ego smisurato né lo spirito del venditore (sarei una pessima venditrice porta a porta) quindi preferisco affidarmi alle parole di una amica lettrice che ultimamente ha postato un commentato su Tahoe che sintetizza perfettamente il libro: «Assolutamente un libro che conquista testa, anima e cuore ♥ e ti lega a filo doppio alla storia complicata dei due protagonisti». L’AUTORE: Nata a Firenze, si laurea in Architettura e lavora come libera professionista prediligendo il settore dell'interior design. Viaggia spesso per passione e vive all'estero anche per lunghi periodi. Attualmente sta frequentando un Master sul Patrimonio Culturale.  Blog: http://www.romanzofantasy.blogspot.com/  Facebook:http://www.facebook.com/?ref=home#!/profile.php?id=100001838254230 

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