Magazine Diario personale

Teatro

Creato il 29 settembre 2011 da Stimadidanno

Non amo i matrimoni. Mai sognato matrimoni da bambina. Mai fantasticato sul vestito. Mai pianto. Non ho amato troppo nemmeno il mio, un'intera giornata al centro dell'attenzione, ma figuriamoci...Fatico a scriverne, non è semplice rendere in parole quella sensazione lì fai che finisca presto, unita alla rassegnazione tipo organizzare qualcosa di estremamente scarno è molto più complicato rispetto ad organizzare qualcosa di classicamente sobrio. Complicato perché comunque ci devi pensare, devi sapere cosa vuoi, te ne deve importare un po' di questa messa in scena. Lo dico con rispetto, non c'è denigrazione: il matrimonio è un evento teatrale dal copione fisso. Cambiamo le varianti, a volte i dettagli li sceglie un enzomiccio qualsiasi ma, diciamolo, alla fine i matrimoni sono tutti uguali!Noi ai tempi avevamo combattuto per la sobrietà estrema, ma ad un certo punto la questione si è fatta troppo complicata da motivare; siamo arrivati fino ad un certo punto ma avevamo anche tanto altro da fare (vita vera, contratti, un monolocale rumoroso ecc) e allora abbiamo cercato di anticipare possibili discussioni, ci siamo guardati in faccia e vabbè, famolo sobriamente classico o classicamente sobrio. La questione religiosa qui non la affronto, è davvero un tema privato. Ci siamo sposati in chiesa e nessuno ci ha obbligato, oggi non rifaremmo quello che abbiamo fatto nel 2002, probabilmente. Nemmeno per un momento abbiamo mai pensato pieni di aspettative sarà il giorno più bello della nostra vita. Mai. Pensavamo: è stato intenso fino ad ora, fissiamo un punto e cerchiamo di farne una festa, ma soprattutto oggi cerchiamo di uscire vivi dalla messa in scena, che nessuno dei due ci è tagliato.
Per tutto questo, ai matrimoni degli altri non ci vado io, ci mando la Putrida travestita da me. E la Putrida, distaccata sui tacchi, si gode lo spettacolo. Ogni volta diverso, ogni volta uguale. 
All'ultimo spettacolo la Putrida si è portata la macchina fotografica, nel timore di annoiarsi. Poi è finita che si è divertita e che ha scoperto rapporti tra persone che potrebbero diventare romanzi. Persone gelide si sono sciolte, persone innocue sono diventate statue, persone sconosciute si sono raccontate come dall'analista. La Putrida ha scattato tanto ma non per noia. Ha scattato anche su commissione, con lo spirito dai facciamone una insieme anche noi di gente contenta di essere lì. La villa d'epoca, l'umidità e la luce dorata hanno fatto la loro parte nella commedia.

Sì ok, ma somministrare con moderazione. 


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