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Tennis: obiettivo top 200 per Anastasia Grymalska

Creato il 03 marzo 2014 da Sportduepuntozero

Open Beinasco Grymalska - Foto Massimo Pinca“I primi giocatori del mondo sono grandi campioni e hanno un tennis spettacolare; di ognuno apprezzo qualcosa ma non ne ho uno preferito. Tra gli italiani mi piace Sara Errani, perché in lei rivedo il mio gioco”. Anastasia Grymalska pensa in grande; ed è pienamente autorizzata a farlo, dopo il trionfo nel torneo ITF da 25.000 $ giocato la scorsa settimana sui campi di casa dell’US Tennis Beinasco. “Mi alleno a Verona (con Daniel Panajotti n.d.r.) ma gioco il campionato a squadre con la maglia di questo circolo” ha spiegato al termine della finale, vinta 7-6 6-3 contro l’omonima ucraina Vasylyeva, “è stata una grande emozione conquistare qui il mio primo torneo di questo livello, di fronte a un pubblico che tifava solo per me. In alcuni momenti del match ho sentito un po’ di tensione, non sono sempre rimasta lucida ma ciò che conta è aver portato a casa il titolo al termine di una settimana fantastica, alla mia seconda finale in un 25.000”.

Per lunghi tratti dell’incontro Anastasia ha preso le sembianze di Sara Errani, sua fonte di ispirazione tennistica, correndo per tutto il campo dietro ai diritti veloci e precisi della sua avversaria e recuperando le frequenti smorzate con cui la Vasylyeva ha provato a scardinare la sua difesa; o ancora spingendo da fondo contro il rovescio dell’ucraina, apparsa più fragile in questo fondamentale. Non ha mollato quando il primo set sembrava ormai compromesso, ha recuperato un tie break che si stava complicando, ha reagito al rilassamento delle prime battute del secondo set, veleggiando poi senza affanni verso il traguardo. “Sapevo di dover essere aggressiva e pur lottando in ogni punto non ci sono riuscita appieno per l’agitazione” ha proseguito la Grymalska, “l’avevo già affrontata a inizio febbraio sulla rapida superficie di Grenoble e avevo perso nettamente, ma qui sulla terra è stata un’altra partita”.

L’azzurra di Kiev predilige la terra rossa, superficie sulla quale ha centrato in carriera 11 affermazioni nelle rassegne da 10.000 $; ma è sul cemento che è arrivato il primo titolo del 2014, nel 10.000 $ di Tinajo (Spagna). “L’avvio di stagione è stato buono e l’obiettivo è sicuramente entrare nelle prime 200 del mondo, frequentando con continuità manifestazioni di livello superiore, come i 50.000 e i 100.000”. Un progetto ambizioso in un mondo di grande competizione, che non può però spaventare chi il tennis ce l’ha nel sangue: “sono arrivata in Italia all’età di tre anni, quando i miei genitori si sono trasferiti dall’Ucraina a Pescara, e ho cominciato a giocare seguita da mio papà, che è maestro”. All’età di 14 l’inizio della vita da tennista-viaggiatrice, giunta sabato al trionfo più importante (per adesso) della carriera. Sicuramente un trampolino di lancio verso nuove soddisfazioni.

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